La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 45535/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la detenzione di 180 grammi di hashish. La Corte ha confermato che la detenzione stupefacenti è finalizzata allo spaccio e non all'uso personale, basandosi su indizi cruciali come la suddivisione della sostanza in 18 dosi, il possesso di 300 euro in contanti non giustificati e i precedenti penali dell'imputato. La decisione ribadisce che la valutazione del giudice di merito su questi elementi, se logicamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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