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Art. 71 Reg. (UE) n. 952/2013

10 provvedimenti

Valore doganale e royalties: fisco batte importatori di marca
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a una nota società di abbigliamento la mancata inclusione delle royalties nel valore doganale e royalties delle merci importate. I giudici di merito avevano dato ragione all'importatore, escludendo che il pagamento dei diritti di licenza fosse una condizione di vendita. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'amministrazione doganale. La Suprema Corte ha chiarito che, secondo le norme europee, le royalties devono essere sommate al valore di transazione se l'importatore non può acquistare i beni senza pagarle, anche in assenza di un legame societario diretto tra venditore e licenziante. È sufficiente che il titolare del marchio eserciti un potere di controllo o di orientamento sulla filiera produttiva e distributiva. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Royalties e valore in dogana: la Cassazione dà ragione al Fisco
L'Agenzia delle Dogane ha sanzionato un'azienda importatrice per non aver incluso il valore delle royalties nel calcolo del valore in dogana delle merci importate. I giudici di secondo grado avevano dato ragione all'azienda, ritenendo che i proprietari dei marchi esercitassero solo un semplice controllo di qualità sui prodotti. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Agenzia delle Dogane. La Suprema Corte ha chiarito che il controllo del licenziante non deve essere necessariamente societario o gestionale diretto. Basta un potere di orientamento o di tutela dell'immagine del marchio per far sì che il pagamento delle royalties diventi una condizione di vendita. Di conseguenza, la sentenza precedente è stata annullata e la causa dovrà essere nuovamente decisa.
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Valore in dogana delle royalties: la Cassazione frena le aziende
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a un'azienda importatrice il mancato inserimento dei diritti di licenza nel valore delle merci importate. I giudici di merito avevano dato ragione all'azienda, escludendo la tassazione poiché il venditore era un soggetto terzo rispetto al titolare del marchio. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Agenzia delle Dogane, stabilendo che per determinare il corretto valore in dogana delle royalties non serve un legame diretto tra venditore e licenziante. È sufficiente che il pagamento delle royalties sia una condizione di vendita, anche implicita, e che il licenziante eserciti un potere di controllo o orientamento sulla produzione. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Royalties nel valore in dogana: la svolta della Cassazione
L'Agenzia delle Dogane ha rettificato il valore di importazione di capi di biancheria intima acquistati da un'azienda italiana, includendo nel calcolo le royalties pagate per l'uso del marchio. La Corte di secondo grado aveva annullato l'atto, ritenendo che i contratti di licenza e di produzione fossero autonomi e che mancasse un controllo diretto sul produttore estero. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'amministrazione doganale. I giudici hanno stabilito che, secondo le attuali norme europee, l'esistenza di un collegamento diretto tra il titolare del marchio e il produttore non è indispensabile. Per includere le royalties nel valore in dogana è sufficiente che il loro pagamento costituisca una condizione essenziale per la vendita delle merci.
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Valore in dogana delle merci: royalties incluse anche con terzi
L'Agenzia delle Dogane ha rettificato il valore doganale dichiarato da una società importatrice di modellini, includendovi le royalties versate al titolare del marchio. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recupero d'imposta. I giudici hanno stabilito che i diritti di licenza costituiscono una condizione di vendita implicita quando il licenziante esercita penetranti poteri di controllo sulla produzione, anche se affidata a un produttore terzo. Di conseguenza, tali importi devono integrare il valore in dogana delle merci. La Suprema Corte ha rigettato i motivi principali della società importatrice, accogliendo unicamente la doglianza relativa all'errata quantificazione delle spese di lite del grado precedente, che sono state rideterminate al ribasso.
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Royalties nel valore doganale: fisco batte importatore
L'Amministrazione Doganale ha rettificato il valore delle merci importate da una società, includendovi le royalties pagate ai titolari dei marchi. La Corte di secondo grado aveva annullato l'atto, ritenendo che mancasse la prova di un controllo del licenziante sul produttore. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, stabilendo che, per l'inclusione delle royalties nel valore doganale, non è più necessario dimostrare un rapporto di controllo tra licenziante e produttore. È sufficiente che il pagamento dei diritti di licenza costituisca una condizione di vendita, ovvero che le merci non possano essere acquistate senza tale versamento. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Royalties nel valore doganale: dazi esclusi senza prove certe
L'Azienda ha importato abbigliamento sportivo pagando i diritti di licenza a un soggetto terzo. L'Agenzia delle Dogane ha emesso un avviso di accertamento pretendendo l'inclusione di tali somme nel valore imponibile della merce. La Corte di Giustizia Tributaria ha confermato la pretesa con una motivazione astratta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che per includere le royalties nel valore doganale il giudice deve verificare concretamente, esaminando i contratti caso per caso, se il pagamento sia una condizione di vendita essenziale. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Valore in dogana: quando le royalties sono incluse
La Cassazione chiarisce che per determinare il valore in dogana delle merci importate, si devono includere le royalties pagate al titolare del marchio se quest'ultimo esercita un controllo, anche indiretto, sulla produzione. L'analisi delle clausole contrattuali è decisiva per stabilire se il pagamento sia una 'condizione di vendita', a prescindere da un mero controllo qualità.
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Valore in dogana: quando le royalties si includono
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate per l'uso di un marchio devono essere incluse nel valore in dogana delle merci importate se il titolare del marchio (licenziante) esercita un controllo pervasivo sulla produzione e commercializzazione. Analizzando un contratto di licenza, la Corte ha ritenuto che il potere di orientamento del licenziante rendesse il pagamento delle royalties una 'condizione di vendita' implicita, superando la decisione dei giudici di merito che avevano escluso tale importo dal calcolo dei dazi doganali.
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Royalties e Valore in Dogana: La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate per l'uso di un marchio su merci importate devono essere incluse nel valore in dogana se il pagamento è una condizione, anche implicita, per la vendita. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso tale obbligo, chiarendo che la motivazione dell'atto di accertamento è sufficiente se indica i fatti e allega i contratti, e che l'analisi delle clausole contrattuali, come quelle risolutive, è fondamentale per determinare l'imponibilità delle royalties.
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