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Art. 702-ter Codice di Procedura Civile

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268 provvedimenti

Onere della prova mutuo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2044/2024, ha respinto il ricorso di due suoceri che chiedevano la restituzione di una somma di denaro alla nuora. Il caso sottolinea il principio fondamentale dell'onere della prova mutuo: chi afferma di aver concesso un prestito deve fornire la prova non solo della consegna del denaro, ma anche del titolo che obbliga alla restituzione. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, che avevano rigettato la domanda per insufficienza di prove, evidenziando anche l'inammissibilità di istanze istruttorie non correttamente coltivate in primo grado.
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Liquidazione compensi avvocato: l’ATP non è fase a sé
Un avvocato, in regime di patrocinio a spese dello Stato, ha richiesto la liquidazione separata dei compensi per la fase di Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) e per il successivo giudizio di merito. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che l'ATP non costituisce una fase autonoma ai fini della liquidazione compensi avvocato, ma la relativa attività deve essere considerata nella determinazione del compenso complessivo. Ha tuttavia accolto il motivo relativo all'errata compensazione delle spese nel giudizio di opposizione.
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Ricorso inammissibile: le regole per impugnare
Una società finanziaria e un'azienda si sono scontrate in tribunale riguardo la validità di un contratto di mutuo. Dopo due gradi di giudizio, il caso è arrivato in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile non per questioni di merito, ma per un errore procedurale: la mancata produzione della relata di notifica della sentenza d'appello. Questa decisione sottolinea l'importanza inderogabile delle formalità processuali, la cui omissione comporta la chiusura del caso e la condanna alle spese.
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Nullità carta revolving: la decisione della Cassazione
Una recente sentenza della Corte di Appello di Firenze, confermando un orientamento della Cassazione, ha stabilito la nullità di un contratto di carta revolving promosso da un rivenditore non iscritto all'albo degli agenti in attività finanziaria. La decisione chiarisce che il collocamento di tali strumenti non rientra nelle deroghe previste per il credito finalizzato, determinando la nullità carta revolving per violazione di norme imperative. Di conseguenza, il consumatore è tenuto a restituire solo il capitale ricevuto con gli interessi legali.
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Rito compensi avvocato: errore e nullità della causa
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione del Tribunale che aveva erroneamente applicato il rito speciale per il pagamento dei compensi di un avvocato per attività svolta in un giudizio amministrativo. La Suprema Corte ha stabilito che l'applicazione del rito compensi avvocato previsto dal D.Lgs. 150/2011 è limitata alle sole controversie civili. Inoltre, ha sancito la nullità della decisione per violazione del diritto di difesa, non avendo il giudice di merito ammesso le prove richieste dal professionista, come il giuramento decisorio.
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Termine essenziale preliminare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare immobiliare per violazione del termine essenziale. Una società immobiliare, inadempiente per non aver liberato l'immobile da un'ipoteca, è stata condannata a restituire la caparra. La Corte ha ribadito che la valutazione del termine essenziale è riservata al giudice di merito, basandosi non solo sulle parole usate ma anche sulla natura professionale delle parti e sull'oggetto del contratto.
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Vizi dell’opera: l’accettazione parziale e i suoi effetti
Un committente contesta i vizi dell'opera di ristrutturazione, in particolare delle persiane. La Corte d'Appello gli dà torto, ritenendo l'opera accettata. La Cassazione annulla la decisione, sottolineando che il verbale di collaudo escludeva esplicitamente le persiane dall'accettazione. Questo fatto, ignorato in appello, è decisivo per la validità della garanzia sui vizi dell'opera e impone un nuovo esame del caso.
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Prova fideiussione: sì anche con presunzioni
Una compagnia assicurativa chiede il rimborso di una somma pagata in forza di una polizza fideiussoria, ma i debitori ne disconoscono le firme. La Corte di Cassazione stabilisce che la prova della fideiussione non è limitata al solo documento contrattuale, ma può essere fornita con ogni mezzo, incluse le presunzioni, come la corrispondenza tra le parti e l'ente beneficiario, anche se il documento principale è stato contestato.
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Rimedio preventivo Legge Pinto: obbligo e validità
Una cittadina ha richiesto un indennizzo per l'eccessiva durata di un processo davanti al Giudice di Pace. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, confermando che il mancato utilizzo del rimedio preventivo Legge Pinto, ovvero la formale istanza di decisione orale, rende la richiesta di indennizzo inammissibile. La Corte ha ribadito la piena validità e l'importanza di questi strumenti per accelerare la giustizia.
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Onorari perito: no a duplicazione per rilievi
La Corte di Cassazione interviene sulla liquidazione degli onorari di un perito, stabilendo un importante principio. A seguito del ricorso del Ministero della Giustizia contro un'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva liquidato un ingente compenso a un architetto, la Corte ha stabilito che i rilievi topografici e planimetrici, se parte integrante dell'incarico principale, non possono essere pagati separatamente. La Corte ha ritenuto che ciò costituisca una illegittima duplicazione degli onorari perito, cassando parzialmente la decisione e rinviando la causa per una nuova valutazione del compenso.
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Giuramento decisorio: quando chiederlo nel rito sommario
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle cause per compensi professionali soggette a rito sommario, la richiesta di giuramento decisorio per superare l'eccezione di prescrizione presuntiva non è soggetta a preclusioni rigide. Non deve essere formulata necessariamente alla prima udienza, poiché il rito semplificato è privo delle scadenze perentorie tipiche del processo ordinario. La Corte ha cassato la decisione del tribunale che aveva erroneamente dichiarato inammissibile la richiesta perché non presentata 'in limine litis'.
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Procedimento sommario di cognizione: prove e termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel procedimento sommario di cognizione, la produzione di documenti e la formulazione di istanze istruttorie sono ammissibili fino alla pronuncia dell'ordinanza che decide la causa. Il caso riguardava una richiesta di restituzione di somme prelevate da un conto corrente, in cui la prova del prelievo era stata contestata come tardiva. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'art. 702-bis c.p.c. non prevede decadenze istruttorie rigide, a differenza del rito ordinario. Questo principio garantisce flessibilità al rito sommario.
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Appello rito sommario: forma e termini perentori
Un soggetto ha impugnato un'ordinanza emessa a seguito di un procedimento sommario depositando un ricorso anziché notificando un atto di citazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, dichiarando l'impugnazione inammissibile. Il principio chiave ribadito è che l'appello rito sommario deve essere introdotto con atto di citazione. Di conseguenza, per rispettare il termine perentorio di 30 giorni, rileva la data di notifica all'appellato e non quella del deposito in cancelleria. L'appello è stato quindi giudicato tardivo.
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Prescrizione danni investimenti: quando decorre?
La Corte di Cassazione stabilisce un principio cruciale sulla prescrizione danni investimenti. In un caso di perdite su obbligazioni a seguito del default dell'emittente, la Corte ha rigettato il ricorso di un istituto di credito, confermando che il termine di prescrizione decennale per l'azione di risarcimento non decorre dalla data dell'investimento, ma dal momento in cui il danno patrimoniale si è manifestato in modo concreto e oggettivamente percepibile, ovvero dal default della società emittente. La sentenza protegge gli investitori, riconoscendo che il diritto al risarcimento sorge solo quando la perdita diviene effettiva.
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Procura speciale: ricorso in Cassazione nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante la cancellazione di un'ipoteca. La decisione non si basa sul merito della questione, ma su un vizio insanabile relativo alla procura speciale conferita al legale. Uno dei ricorrenti non l'aveva mai firmata, mentre per l'altro la procura non era stata allegata telematicamente all'atto di notifica del ricorso, ma depositata solo anni dopo. Questo errore procedurale ha comportato l'inammissibilità del ricorso e la condanna in solido di una delle parti e del suo avvocato al pagamento delle spese legali.
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Ricorso inammissibile: l’importanza dei fatti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della totale assenza dell'esposizione dei fatti sostanziali e processuali. Il caso, originato da un'opposizione in una procedura esecutiva immobiliare, evidenzia come la mancata descrizione del contesto e delle ragioni del contendere impedisca alla Corte di valutare la censura, violando il principio di autosufficienza del ricorso.
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Azione revocatoria: ricorso inammissibile in Cassazione
Un creditore ha agito con un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile da un padre debitore alla figlia, sostenendo che l'atto fosse lesivo del suo credito. Dopo che sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del creditore inammissibile. La decisione si fonda su diversi vizi procedurali del ricorso, tra cui l'applicazione del principio della "doppia sentenza conforme" che limita il riesame dei fatti, e la carenza di specificità dei motivi di impugnazione.
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Ultrattività del rito: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha affermato il principio di ultrattività del rito, stabilendo che la forma dell'impugnazione deve conformarsi al rito processuale effettivamente seguito nel primo grado di giudizio, anche qualora questo sia stato scelto erroneamente dal giudice. Nel caso specifico, un appello proposto con atto di citazione avverso un'ordinanza emessa in un procedimento sommario è stato ritenuto tempestivo, annullando la decisione della Corte d'Appello che lo aveva erroneamente dichiarato tardivo applicando le regole del rito del lavoro.
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Soccombenza reciproca: costi legali e azione revocatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un importante principio in materia di soccombenza reciproca. Quando un'azione revocatoria viene accolta solo per uno dei diversi atti di disposizione impugnati, si configura una sconfitta parziale per entrambe le parti. Di conseguenza, il giudice non può condannare la parte parzialmente vittoriosa al pagamento integrale delle spese, ma deve valutare la loro compensazione. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva ingiustificatamente ignorato questo principio, definendo la decisione del primo grado una mera 'svista'.
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Acquisizione sanante: calcolo indennizzo e prescrizione
La Corte di Cassazione interviene su un caso di acquisizione sanante di un terreno illegittimamente occupato da un Comune. La sentenza chiarisce due punti fondamentali: primo, il diritto al risarcimento per l'occupazione pregressa si prescrive in cinque anni, decorrenti da ogni singola annualità. Secondo, nel calcolare l'indennizzo per il valore del bene, non si può sottrarre il costo di demolizione dell'opera pubblica abusivamente realizzata, per non penalizzare ingiustamente il proprietario espropriato.
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