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Art. 7 Convenzione EDU — Sezione Seconda Civile

67 provvedimenti

Altri anni per Art. 7 Convenzione EDU

Sanzioni amministrative pecuniarie: condannata l’amministratrice
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'ex componente del consiglio di amministrazione di una banca, confermando la sanzione di 6.000 euro inflitta dall'Autorità di Vigilanza. La contestazione riguardava la mancata mappatura e verifica di adeguatezza dei titoli emessi rispetto alle esigenze dei clienti. La Suprema Corte ha chiarito che le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal Testo Unico Finanziario non hanno natura penale, escludendo l'applicazione retroattiva della legge successiva più favorevole. Inoltre, in tema di sanzioni amministrative pecuniarie, opera una presunzione di colpa a carico dell'autore della violazione. Spetta quindi all'amministratore dimostrare di aver agito con la massima diligenza e senza colpa per superare l'addebito.
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Pista da cross abusiva: l’illecito permanente costa 35.000€
Una società sportiva realizza una pista di motocross senza la necessaria Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Anni dopo, la Regione le impone una pesante sanzione applicando una legge entrata in vigore dopo la costruzione della pista. La società si oppone, sostenendo che la legge non può essere retroattiva. La Corte di Cassazione dà torto alla società, stabilendo che la mancanza della VIA costituisce un **illecito permanente**. La violazione non è solo la costruzione, ma il mantenimento dell'opera senza autorizzazione, che si rinnova ogni giorno. Pertanto, la nuova legge sanziona una condotta ancora in corso e non un fatto passato, rendendo la multa legittima e responsabile l'amministratore in carica al momento dell'accertamento.
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Sanzione Privacy: verbale diventa definitivo, opposizione tardiva
Un'azienda ha presentato un'opposizione tardiva contro una cartella di pagamento per una sanzione del Garante Privacy. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'opposizione inammissibile. Il motivo è che l'azienda non aveva sfruttato le opzioni offerte da una nuova legge transitoria per definire la sua posizione. Di conseguenza, il verbale di contestazione originale si è automaticamente trasformato in un'ordinanza-ingiunzione definitiva. Il termine per l'opposizione a sanzione Garante Privacy decorreva da quel momento e non dalla successiva notifica della cartella. L'azienda ha perso la possibilità di contestare la multa per non aver agito nei tempi corretti.
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Frode in Banca: Confermata la Responsabilità del Collegio Sindacale
La Corte di Cassazione ha confermato una pesante sanzione a un membro del collegio sindacale di una banca. L'istituto di credito aveva nascosto all'Autorità di Vigilanza documenti essenziali relativi a un'operazione di rafforzamento patrimoniale. Il sindaco si era difeso sostenendo di essere stato ingannato dal management. Tuttavia, per la Corte, la richiesta formale di chiarimenti da parte della Vigilanza costituiva un segnale d'allarme che imponeva un controllo più approfondito. Viene così ribadito il principio della elevata diligenza richiesta a chi ricopre tale ruolo, affermando che la condotta fraudolenta degli amministratori non esclude la responsabilità del collegio sindacale quando questo omette di usare i suoi poteri ispettivi di fronte a evidenti campanelli d'allarme.
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Ne bis in idem: stop alle doppie sanzioni agricole
La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni amministrative inflitte ad alcuni allevatori per l'indebita percezione di aiuti comunitari legati al premio bovini. Il fulcro della decisione risiede nel principio del Ne bis in idem, rilevando che il cumulo tra sanzione penale e amministrativa è illegittimo se manca una stretta connessione temporale e procedurale tra i due percorsi. La Corte ha inoltre stabilito che spetta all'Amministrazione provare l'effettivo mancato utilizzo dei terreni, non potendosi limitare a contestare la mera inidoneità formale dei contratti di comodato presentati dagli allevatori.
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Ne bis in idem: stop alla doppia sanzione agricola
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione amministrativa di oltre 90.000 euro irrogata a un allevatore per presunte dichiarazioni mendaci relative alla disponibilità di terreni agricoli. Il caso ruota attorno al principio del **Ne bis in idem**, poiché l'interessato era già stato oggetto di un'indagine penale per i medesimi fatti, conclusasi con archiviazione. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene il sistema del doppio binario sanzionatorio sia astrattamente legittimo, nel caso concreto mancava una connessione temporale e procedurale sufficientemente stretta tra il procedimento penale e quello amministrativo, rendendo quest'ultimo una duplicazione punitiva illegittima.
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Sanzioni amministrative CONSOB: le regole della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex dirigente bancario contro le sanzioni amministrative CONSOB irrogate per violazioni nella raccolta di intenzioni d'acquisto di prodotti finanziari. La Suprema Corte ha chiarito che il principio della retroattività della legge più favorevole non è assoluto per le sanzioni amministrative, a meno che non abbiano natura sostanzialmente penale secondo i criteri Engel. Nel caso di specie, l'entità della sanzione e la platea ristretta dei destinatari escludono tale natura. Inoltre, la Corte ha stabilito che i termini di conclusione del procedimento previsti dai regolamenti interni dell'Autorità hanno natura sollecitatoria e non perentoria, non inficiando la validità del provvedimento finale.
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Abuso di informazioni privilegiate: sanzioni Consob
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'abuso di informazioni privilegiate, confermando che l'illecito può essere accertato tramite presunzioni semplici. Tuttavia, accoglie il ricorso limitatamente alla rideterminazione della sanzione pecuniaria. In virtù del principio del favor rei, le sanzioni amministrative della Consob, avendo natura punitiva, beneficiano dell'applicazione della legge più favorevole sopravvenuta.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: la sentenza
Un amministratore non esecutivo di un istituto di credito è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza per diverse violazioni normative relative a un aumento di capitale. L'amministratore ha impugnato le sanzioni, sostenendo l'applicabilità di una legge successiva più favorevole (lex mitior) e l'assenza di un danno effettivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la responsabilità amministratore non esecutivo impone un dovere attivo di informazione e controllo. La Corte ha inoltre stabilito che le sanzioni in questione non hanno natura "sostanzialmente penale" e quindi non beneficiano della retroattività della legge più favorevole. Infine, è stato chiarito che le violazioni contestate sono "illeciti di mera condotta", per i quali non è richiesta la prova di un danno concreto.
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Sanzioni CONSOB: no alla legge più favorevole
Un membro del collegio sindacale di un istituto bancario, colpito da sanzioni CONSOB per omessa vigilanza, ha presentato ricorso in Cassazione invocando l'applicazione di una legge successiva più favorevole (lex mitior). La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che tali sanzioni amministrative non hanno natura penale e, pertanto, si applica la legge in vigore al momento della violazione (principio del tempus regit actum). È stata inoltre confermata la piena responsabilità personale del sindaco per le carenze organizzative della banca.
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Sanzioni Banca d’Italia: il termine per la notifica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29594/2023, ha respinto il ricorso di un ex amministratore di banca contro le sanzioni della Banca d'Italia. La Corte ha stabilito che il termine di 90 giorni per la notifica della sanzione decorre dal visto finale del Direttore Centrale, che conclude l'accertamento ispettivo. È stato inoltre dichiarato inammissibile un motivo di ricorso perché sollevato per la prima volta in Cassazione, ribadendo l'impossibilità di introdurre nuove questioni in sede di legittimità.
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Attività estrattiva abusiva: la Cassazione decide
Una società, autorizzata a scavare per un impianto di acquacoltura, ha venduto il ghiaione risultante. La Cassazione ha confermato che questa condotta costituisce un'attività estrattiva abusiva, soggetta a severe sanzioni secondo le leggi sulle cave, e non alle più miti normative sui materiali di risulta edili. Il tribunale ha chiarito che lo scopo commerciale dell'estrazione è il fattore decisivo. Ha inoltre affrontato questioni procedurali chiave come la prescrizione per i reati permanenti e la data di inizio del termine di notifica di 90 giorni.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex membro del consiglio di amministrazione di un istituto di credito, confermando la sanzione irrogata dall'Autorità di Vigilanza per l'omessa pubblicazione del prospetto informativo durante un'offerta al pubblico di azioni. La sentenza sottolinea la piena responsabilità degli amministratori, anche non esecutivi, e chiarisce i limiti di applicazione del principio del 'favor rei' in materia di sanzioni finanziarie.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: il dovere
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione CONSOB a carico di un consigliere di amministrazione di una banca, chiarendo la responsabilità dell'amministratore non esecutivo. L'ordinanza stabilisce che anche i consiglieri senza deleghe operative hanno un preciso dovere di informarsi e agire per prevenire illeciti, come l'omissione del prospetto informativo in un'offerta al pubblico. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli sulla tardività della contestazione e sulla mancata applicazione del 'favor rei', ribadendo la piena responsabilità del consigliere.
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Equa riparazione durata processo: no indennizzo se pagati
La Corte di Cassazione ha stabilito che un creditore, integralmente soddisfatto nel corso di una procedura fallimentare entro un termine ragionevole, non ha diritto all'indennizzo per l'eccessiva durata del processo (legge Pinto). La Corte ha chiarito che, ai fini dell'equa riparazione durata processo, il termine finale per il calcolo si ferma al momento del pagamento completo. Poiché il creditore era stato pagato in cinque anni, non ha subito alcun pregiudizio indennizzabile, nonostante la procedura si sia protratta per oltre vent'anni.
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Responsabilità solidale noleggio: la Cassazione decide
Una società di autonoleggio ha contestato un'ingiunzione di pagamento per una somma ingente derivante da multe non pagate dai propri clienti. La società sosteneva di non essere tenuta a pagare, avendo comunicato alle autorità i dati dei conducenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il principio della responsabilità solidale noleggio. Secondo i giudici, la società avrebbe dovuto impugnare i singoli verbali di contravvenzione al momento della notifica. Non avendolo fatto, i verbali sono diventati titoli esecutivi e la pretesa di pagamento è divenuta definitiva.
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Amministratori non esecutivi: la responsabilità
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità degli amministratori non esecutivi per carenze nel governo societario di un istituto di credito. La sentenza conferma che il loro ruolo non è meramente passivo, ma richiede un dovere di agire informato e di attivarsi di fronte a segnali di allarme. Viene inoltre esclusa la violazione del principio del 'ne bis in idem' per sanzioni emesse da diverse autorità di vigilanza (Banca d'Italia e Consob) e l'applicazione del 'favor rei' alle sanzioni amministrative, soggette invece al principio del 'tempus regit actum'.
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Confisca e diritti dei terzi: la Cassazione attende
Un cittadino acquista un immobile che, a sua insaputa, era stato oggetto di una confisca divenuta irrevocabile prima del suo acquisto. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, riconoscendo la complessità della questione sulla tutela del terzo acquirente, ha sospeso il procedimento. La decisione è stata rinviata in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale su un tema affine, sollevato dalle Sezioni Unite, riguardante la tematica della confisca e diritti dei terzi.
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Sanzioni Banca d’Italia: non si applica la lex mitior
Un'ex componente del collegio sindacale di un istituto di credito ha ricevuto sanzioni dalla Banca d'Italia per carenze nei controlli. Nel suo ricorso, ha invocato l'applicazione di una legge successiva più favorevole (lex mitior) e il principio del ne bis in idem, essendo stata sanzionata anche da un'altra autorità di vigilanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che alle sanzioni amministrative bancarie non si applica la lex mitior, ma il principio tempus regit actum, cioè la legge in vigore al momento del fatto. Ha inoltre confermato che le sanzioni delle diverse autorità possono coesistere in quanto tutelano interessi giuridici differenti.
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Responsabilità sindaci: la vigilanza attiva è un dovere
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni amministrative a carico del Presidente del Collegio Sindacale di un istituto bancario, chiarendo la portata della responsabilità dei sindaci. La Corte ha stabilito che i sindaci non possono giustificare la propria inerzia adducendo l'occultamento doloso di informazioni da parte degli amministratori. È loro dovere esercitare una vigilanza attiva, soprattutto in presenza di 'indici rivelatori' che suggeriscano approfondimenti. La sentenza ha inoltre escluso che le sanzioni del Testo Unico Bancario abbiano natura 'sostanzialmente penale' ai sensi della CEDU, legittimando così la presunzione di colpa prevista dalla legge italiana per gli illeciti amministrativi.
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