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Art. 7 Convenzione EDU

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674 provvedimenti

Presunzione di colpa: onere della prova del rivenditore
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione a un commerciante di prodotti ittici per la vendita di molluschi sottomisura. La Corte ha stabilito che vige una presunzione di colpa a carico del rivenditore, il quale, per essere esente da responsabilità, deve dimostrare attivamente di aver adottato tutte le misure di controllo possibili per evitare l'illecito, non essendo sufficiente invocare l'impossibilità di ispezionare la merce sigillata.
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Responsabilità sindaco prospetto: la decisione
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione pecuniaria irrogata da un'autorità di vigilanza finanziaria a un membro del collegio sindacale di un istituto di credito. Il caso riguarda l'omissione di informazioni cruciali in due prospetti informativi relativi ad aumenti di capitale. L'ordinanza chiarisce la natura della responsabilità del sindaco per il prospetto, affermando che il suo dovere di vigilanza non è meramente formale ma sostanziale, e che la colpa si presume, spettando al sindaco l'onere di provare di aver agito con la dovuta diligenza. La Corte ha respinto tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli su difetto di giurisdizione, natura penale della sanzione e violazione del contraddittorio.
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Visto di conformità infedele: l’ufficio competente
Un professionista ha contestato una cartella di pagamento per un visto di conformità infedele. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che la competenza a procedere contro il professionista spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate e non all'ufficio provinciale, dichiarando quest'ultimo incompetente.
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Responsabilità amministratore: doveri e colpa
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione a un amministratore non esecutivo di un istituto di credito per l'omissione di informazioni rilevanti nei prospetti di un aumento di capitale. La sentenza chiarisce la responsabilità amministratore, sottolineando che l'assenza di deleghe specifiche non esonera dal dovere di agire informati e di attivarsi in presenza di 'segnali di allarme'. La Corte ha ribadito che la colpa può essere desunta dalla mancata reazione a tali segnali, invertendo l'onere della prova a carico dell'amministratore.
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Visto infedele: competenza della Direzione Regionale
Un professionista ha impugnato una cartella di pagamento per un visto infedele, sostenendo l'incompetenza dell'ufficio provinciale che l'aveva emessa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza a sanzionare il professionista per un visto infedele spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso, e non all'ufficio locale del contribuente. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato annullato.
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Responsabilità amministratori: dovere di informarsi
La Corte di Cassazione conferma la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore privo di deleghe di un istituto di credito per omissioni informative in un prospetto. L'ordinanza chiarisce l'estensione della responsabilità amministratori, sottolineando il loro dovere di agire informati e di attivarsi proattivamente per vigilare sulla gestione, specialmente in presenza di segnali di allarme. Viene ribadito che, in questo contesto, la negligenza è sufficiente per configurare l'illecito e non si applica il principio della legge più favorevole (favor rei).
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Responsabilità amministratore: Cassazione su prospetti
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore (Vice Presidente del CdA) di un istituto bancario per l'omissione di informazioni cruciali nei prospetti informativi. Il caso verteva sulla mancata indicazione del fenomeno del 'capitale finanziato', ovvero prestiti erogati dalla stessa banca per l'acquisto delle proprie azioni. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità dell'amministratore sussiste anche in assenza di deleghe operative specifiche, in virtù del dovere generale di agire informati e di vigilare attivamente. È stato inoltre confermato che, in questo tipo di illeciti, la colpa è presunta e spetta all'amministratore provare di aver agito con la dovuta diligenza.
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Responsabilità amministratore: la Cassazione conferma
Un ex Vice Presidente di una banca cooperativa ha impugnato una sanzione dell'Autorità di Vigilanza Finanziaria per aver omesso informazioni cruciali nei prospetti di un aumento di capitale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la responsabilità amministratore anche se privo di deleghe esecutive. La Corte ha sottolineato il dovere di informarsi attivamente sulla gestione aziendale, specialmente in presenza di "campanelli d'allarme" come anomalie nella valutazione delle azioni e il fenomeno del "capitale finanziato".
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Equa soddisfazione CEDU: preclude ulteriori risarcimenti?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la liquidazione dell'equa soddisfazione da parte della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ha un effetto preclusivo (giudicato) su una successiva domanda di risarcimento proposta dinanzi al giudice nazionale per i medesimi danni. Nel caso di specie, una società immobiliare, dopo aver ottenuto una condanna dello Stato italiano e un indennizzo dalla CEDU per l'illegittima confisca di un complesso edilizio, ha agito in sede civile contro le amministrazioni pubbliche per ottenere un ulteriore risarcimento. La Cassazione ha accolto il ricorso delle amministrazioni, affermando che la Corte EDU aveva già esaminato, accolto o rigettato, tutte le voci di danno, impedendo così una nuova valutazione da parte del giudice italiano.
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Risarcimento danni CEDU: limiti al giudice nazionale
La Corte di Cassazione affronta il tema del risarcimento danni CEDU, stabilendo che la decisione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sull'equa soddisfazione ha un effetto preclusivo (giudicato sovranazionale). Una società, dopo aver ottenuto un indennizzo dalla CEDU per l'illegittima confisca di un complesso immobiliare, aveva chiesto un ulteriore risarcimento in sede nazionale. La Cassazione ha annullato la decisione di merito, affermando che il giudice italiano non può riesaminare le voci di danno, sia quelle accolte sia quelle rigettate, già decise dalla corte di Strasburgo, in quanto tale valutazione violerebbe il giudicato.
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Rito abbreviato: la Cassazione riduce la pena
Un soggetto, condannato per il mancato versamento di una cauzione imposta da una misura di prevenzione, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato sosteneva l'impossibilità economica di pagare e richiedeva una maggiore riduzione della pena per il rito abbreviato, in virtù di una nuova legge più favorevole. La Corte di Cassazione ha respinto la tesi dell'impossibilità economica, ma ha accolto quella sulla riduzione della pena. Ha stabilito che la nuova norma sul rito abbreviato, che prevede una diminuzione della metà della pena per le contravvenzioni, deve essere applicata retroattivamente, annullando parzialmente la sentenza e rideterminando la pena in senso più favorevole all'imputato.
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Avviso di accertamento ICI: termini e motivazione
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI per un'area fabbricabile, lamentando la decadenza del potere di accertamento e vizi di motivazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena applicabilità del termine di decadenza quinquennale per l'annualità 2006 e la legittimità della motivazione tramite riferimento a delibere comunali pubbliche, senza necessità di allegazione. Ha inoltre escluso un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per i tributi non armonizzati come l'ICI.
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Sanzioni agevolazioni prima casa: annullate da Cassazione
Un venditore era stato ritenuto responsabile in solido per maggiori imposte dovute alla revoca delle agevolazioni prima casa, poiché l'immobile era di lusso. La Cassazione conferma la solidarietà per l'imposta, ma annulla le sanzioni. La ragione è che la legge successiva ha modificato i criteri per definire un immobile 'di lusso', rendendo irrilevante la vecchia dichiarazione su cui si basavano le sanzioni per le agevolazioni prima casa, in applicazione del principio del favor rei.
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Concordato in appello e pena illegale: la Cassazione
La Cass. Pen., Sez. 6, n. 52110/2019, stabilisce che la sopravvenuta illegalità della pena, a seguito di una pronuncia della Corte Costituzionale, travolge l'intero accordo basato sul concordato in appello. La Cassazione ha annullato la sentenza impugnata, ritenendo l'accordo sulla pena inscindibile dalla rinuncia ai motivi di appello, e ha rinviato gli atti alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce dei nuovi e più favorevoli parametri edittali.
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