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Art. 7 Convenzione EDU

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674 provvedimenti

Indagini bancarie: la Cassazione e la CEDU
Un contribuente contesta un accertamento fiscale basato su indagini bancarie, sollevando questioni di privacy e violazione dei diritti fondamentali. A seguito di una sopravvenuta sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), che ha condannato l'Italia per la sua normativa in materia, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha rinviato il caso a una nuova udienza per permettere alle parti di discutere le implicazioni della pronuncia europea, sospendendo di fatto la decisione finale.
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Giudizio abbreviato: no alla restituzione in termine
La Corte di Cassazione ha stabilito che un imputato non può ottenere la restituzione nel termine per richiedere il giudizio abbreviato, anche a seguito di una nuova legge che introduce una riduzione di pena più vantaggiosa. La sentenza chiarisce che i termini per accedere al rito sono di natura processuale e non sono soggetti al principio di retroattività della legge più favorevole. Una volta scaduto il termine, non è possibile far regredire il processo a una fase precedente.
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Tettoia senza permesso: quando è reato edilizio?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un cittadino che aveva realizzato una tettoia senza permesso. La sentenza chiarisce che tale opera, quando modifica la sagoma dell'edificio principale, costituisce un abuso edilizio e richiede il permesso di costruire. La Corte ha inoltre respinto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dei precedenti specifici dell'imputato, confermando che una tettoia senza permesso integra il reato previsto dalla legge.
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Revoca confisca post-CEDU: il caso analizzato
A seguito di una condanna della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) che ha ritenuto illegittima la confisca di alcuni terreni disposta nei confronti di un cittadino, nonostante il reato di lottizzazione abusiva fosse stato dichiarato prescritto, la Corte di Cassazione ha ordinato la revoca confisca. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: anche chi è prosciolto per prescrizione può essere considerato 'condannato' ai fini dell'impugnazione, qualora subisca una misura punitiva come la confisca, e può quindi attivare i rimedi per l'esecuzione delle sentenze della CEDU.
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Liberazione anticipata speciale: la Cassazione decide
Un detenuto ha richiesto il beneficio della liberazione anticipata speciale basandosi su una norma di un decreto-legge successivamente abrogata in sede di conversione. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che le disposizioni di un decreto-legge non convertite in legge perdono ogni efficacia e che le norme sui benefici penitenziari non sono soggette al principio di irretroattività della legge più sfavorevole.
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Benefici penitenziari: no al permesso senza prove
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto che chiedeva un permesso premio, negato in base alla nuova normativa sui reati ostativi. La sentenza sottolinea che, per la concessione dei benefici penitenziari, si applica la legge in vigore al momento della decisione (principio del 'tempus regit actum'), non quella del tempo del reato. Di conseguenza, il detenuto non collaborante deve fornire prove concrete e specifiche di aver reciso ogni legame con la criminalità organizzata, non essendo sufficienti la buona condotta e il lungo tempo trascorso in detenzione. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva evidenziato la mancanza di tali prove e l'assenza di condotte riparatorie verso le vittime.
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Depenalizzazione contrabbando: la Cassazione attende
Un caso di importazione irregolare di orologi di lusso, sanzionato con confisca, solleva questioni sulla depenalizzazione contrabbando. A seguito del ricorso dell'importatore, la Corte di Cassazione, riscontrando complessi problemi interpretativi sugli effetti della decriminalizzazione sulle sanzioni e sulla confisca, ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex membro del consiglio di amministrazione di un istituto di credito, confermando la sanzione irrogata dall'Autorità di Vigilanza per l'omessa pubblicazione del prospetto informativo durante un'offerta al pubblico di azioni. La sentenza sottolinea la piena responsabilità degli amministratori, anche non esecutivi, e chiarisce i limiti di applicazione del principio del 'favor rei' in materia di sanzioni finanziarie.
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Rito abbreviato ergastolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la riduzione della pena dell'ergastolo. La richiesta si basava sulla giurisprudenza europea (sentenza Scoppola), che consente la sostituzione dell'ergastolo con 30 anni di reclusione per chi sceglie il rito abbreviato. Tuttavia, la Corte ha stabilito che questo beneficio è strettamente legato all'effettiva ammissione al rito. Poiché al ricorrente il rito abbreviato era stato negato in passato con decisione definitiva, non ha mai maturato il diritto allo sconto di pena. La decisione sottolinea che senza ammissione al rito abbreviato ergastolo, non vi è alcuna possibilità di rinegoziare la sanzione in fase esecutiva.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: il dovere
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione CONSOB a carico di un consigliere di amministrazione di una banca, chiarendo la responsabilità dell'amministratore non esecutivo. L'ordinanza stabilisce che anche i consiglieri senza deleghe operative hanno un preciso dovere di informarsi e agire per prevenire illeciti, come l'omissione del prospetto informativo in un'offerta al pubblico. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli sulla tardività della contestazione e sulla mancata applicazione del 'favor rei', ribadendo la piena responsabilità del consigliere.
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Tassazione trust: imposta solo al trasferimento finale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10133/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di tassazione trust: l'imposta sulle successioni e donazioni non è dovuta al momento della costituzione del trust o del conferimento dei beni, ma solo all'atto del trasferimento finale dal trustee ai beneficiari. La Corte ha ritenuto l'atto istitutivo fiscalmente neutro, in quanto non determina un arricchimento reale e definitivo per nessun soggetto, in linea con il principio costituzionale della capacità contributiva.
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Imposta donazione trust: quando si paga? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10076/2024, ha stabilito che l'imposta donazione trust non è dovuta al momento della sua costituzione. L'atto di dotazione è fiscalmente neutro; l'imposizione scatta solo con il trasferimento effettivo dei beni ai beneficiari finali, momento in cui si realizza un reale arricchimento.
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Esercizio abusivo professione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di esercizio abusivo professione da parte di un odontotecnico, con il concorso dello zio odontoiatra. La Corte ha confermato le condanne per i reati contestati, inclusa la violazione di sigilli e il furto di un ricettario. Tuttavia, ha annullato la sanzione accessoria della trasmissione della sentenza all'ordine professionale, in quanto introdotta da una legge successiva ai fatti, ribadendo il principio di irretroattività della legge penale.
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Opposizione del terzo e confisca: la via corretta
Un terzo, colpito dalla confisca di prevenzione disposta nei confronti del cognato, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, riqualificandolo come opposizione del terzo. Ha chiarito che questo è l'unico strumento corretto per chi, estraneo al procedimento, intende far valere i propri diritti sui beni sequestrati, rinviando gli atti al Tribunale per la decisione nel merito.
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Liberazione anticipata speciale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto che chiedeva la liberazione anticipata speciale per un reato ostativo. La sentenza chiarisce che per i benefici penitenziari non si applica il principio della legge più favorevole (lex mitior), ma la normativa in vigore al momento della domanda. La Corte ha inoltre sottolineato che le sentenze della Corte Costituzionale invocate dal ricorrente non possono travolgere un provvedimento già divenuto definitivo (giudicato esecutivo).
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Visto di conformità infedele: la competenza territoriale
Un professionista è stato ritenuto responsabile per un visto di conformità infedele apposto sulla dichiarazione di un contribuente. La Corte di Cassazione ha annullato la pretesa dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la competenza a procedere non è dell'ufficio locale del contribuente, ma della direzione regionale del domicilio fiscale del professionista che ha rilasciato il visto. L'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato nullo.
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Equa riparazione durata processo: no indennizzo se pagati
La Corte di Cassazione ha stabilito che un creditore, integralmente soddisfatto nel corso di una procedura fallimentare entro un termine ragionevole, non ha diritto all'indennizzo per l'eccessiva durata del processo (legge Pinto). La Corte ha chiarito che, ai fini dell'equa riparazione durata processo, il termine finale per il calcolo si ferma al momento del pagamento completo. Poiché il creditore era stato pagato in cinque anni, non ha subito alcun pregiudizio indennizzabile, nonostante la procedura si sia protratta per oltre vent'anni.
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Pena illegale: la Cassazione corregge l’errore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17793/2024, ha stabilito che una pena residua per un reato per cui è intervenuta un'assoluzione definitiva costituisce una "pena illegale". Tale errore, se macroscopico e non frutto di una valutazione discrezionale, deve essere corretto dal giudice dell'esecuzione anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza. Nel caso specifico, nonostante l'annullamento senza rinvio per due capi d'imputazione, i giudici di merito avevano omesso di eliminare la relativa frazione di pena. La Cassazione ha annullato la decisione del giudice dell'esecuzione che aveva ritenuto inammissibile la richiesta di ricalcolo, affermando la prevalenza del principio di legalità della pena sul giudicato formale.
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Pene sostitutive retroattività: limiti e giudicato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25507/2024, ha stabilito i limiti della retroattività delle pene sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia. Il caso riguardava un condannato la cui sentenza era diventata definitiva prima della riforma, ma eseguibile solo dopo la sua entrata in vigore. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che il principio del giudicato prevale: la retroattività delle pene sostitutive non si applica a sentenze già divenute irrevocabili prima del 30 dicembre 2022, data di entrata in vigore della riforma.
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Revoca confisca di prevenzione: limiti e onere prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revoca di una confisca di prevenzione, confermando che tale rimedio straordinario richiede prove genuinamente nuove e decisive. Un'assoluzione in un diverso procedimento penale o nuove interpretazioni giurisprudenziali non sono sufficienti per superare il giudicato, se non dimostrano l'incompatibilità logica con la valutazione di pericolosità sociale originaria. La sentenza ribadisce la stabilità dei provvedimenti definitivi e l'onere della prova a carico di chi chiede la revoca confisca di prevenzione.
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