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Art. 680 Codice di Procedura Penale

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78 provvedimenti

Pericolosità sociale: la valutazione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto contro l'applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata. La Corte conferma che la valutazione della pericolosità sociale si basa non solo sui reati commessi, ma anche sui precedenti penali, sulla condotta post-condanna e su nuovi procedimenti, ribadendo l'impossibilità di un riesame del merito in sede di legittimità.
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Notifica al difensore: nullità assoluta per omissione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di sorveglianza a causa di un grave vizio procedurale: la mancata notifica al difensore di fiducia della data dell'udienza. La sentenza sottolinea che tale omissione, dovuta a un errore di cancelleria, viola il diritto di difesa e integra una nullità assoluta e insanabile, rendendo nullo il provvedimento emesso. Il caso è stato quindi rinviato per un nuovo giudizio.
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Pericolosità sociale: non basta la buona condotta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per associazione mafiosa, confermando la misura della libertà vigilata. Secondo la Corte, per i reati di mafia esiste una presunzione di pericolosità sociale che non può essere superata solo dalla buona condotta carceraria o dal trasferimento di residenza, ma richiede prove concrete di rescissione dei legami con l'ambiente criminale.
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Competenza territoriale: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro una decisione sulla competenza territoriale in un procedimento per l'applicazione della misura di prevenzione dell'amministrazione giudiziaria. La sentenza chiarisce che i provvedimenti che declinano la competenza non sono appellabili, ma possono solo dar luogo a un conflitto di competenza. La questione era sorta dalla proposta di amministrazione giudiziaria nei confronti di una nota società del settore moda, accusata di aver agevolato lo sfruttamento di lavoratori presso aziende fornitrici.
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Inammissibilità appello: i limiti del presidente
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto con cui il Presidente del Tribunale di Sorveglianza aveva dichiarato l'inammissibilità di un appello. La sentenza stabilisce che tale potere non spetta al presidente in forma monocratica, ma al tribunale come organo collegiale, configurando altrimenti un vizio di incompetenza funzionale. Il caso verteva sull'impugnazione di una parte di una sentenza di assoluzione non relativa a misure di sicurezza, evidenziando i confini procedurali per la dichiarazione di inammissibilità appello.
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Pericolosità sociale: valutazione e misura di sicurezza
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che prorogava la libertà vigilata a un uomo condannato per associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale deve essere attuale e completa, considerando non solo i reati passati, ma anche il comportamento post-detenzione e gli effetti risocializzanti della pena. Un'analisi fondata solo sul passato criminale è ritenuta incompleta.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un individuo contro la conferma della sua dichiarazione di delinquenza abituale e della relativa misura di sicurezza. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso, che non si confrontavano criticamente con la puntuale motivazione dell'ordinanza impugnata, la quale aveva evidenziato la pericolosità sociale del soggetto sulla base di gravi precedenti e di una condotta non rivisitata criticamente.
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Elezione di domicilio: obbligo anche per le misure?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26510/2024, ha stabilito che l'obbligo di elezione di domicilio previsto dall'art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen., si applica anche ai ricorsi contro i decreti che dispongono misure di prevenzione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché l'appellante non aveva depositato la necessaria dichiarazione. La Corte ha chiarito che l'esenzione vale solo per i detenuti in carcere, non per chi è sottoposto a sorveglianza speciale.
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Impugnazione misura di sicurezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione di una misura di sicurezza disposta dal Magistrato di sorveglianza deve essere proposta tramite appello al Tribunale di sorveglianza e non con ricorso diretto in Cassazione. La Corte ha quindi riqualificato l'atto e trasmesso il fascicolo all'organo competente, applicando il principio di conversione del mezzo di impugnazione.
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Pericolosità sociale e misure di sicurezza: la Cassazione
Un individuo, condannato per associazione di tipo mafioso, ha contestato l'applicazione della libertà vigilata, sostenendo la cessazione della propria pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la valutazione della pericolosità sociale deve basarsi su un'analisi complessiva che include la gravità dei reati, la condotta post-carceraria, l'assenza di un'attività lavorativa e la mancanza di una revisione critica del proprio passato criminale. La recente scarcerazione giustifica un periodo di osservazione tramite la misura di sicurezza.
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Credito verso beni confiscati: i limiti alla prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'ammissione di un credito verso beni confiscati a una società. La decisione si fonda sulla mancanza di legittimazione del ricorrente, poiché i documenti non lo identificavano chiaramente come creditore. La Corte ha ribadito che, nelle procedure di prevenzione, il giudice ha un potere di mera verifica documentale e non può accertare l'esistenza di un credito in assenza di prove scritte con data certa anteriore al sequestro.
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Impugnazione misure di prevenzione: domicilio e validità
La Cassazione ha stabilito che l'obbligo di eleggere domicilio per presentare appello, previsto dal codice di procedura penale, si applica anche all'impugnazione delle misure di prevenzione. La Corte ha chiarito che il decreto che applica tali misure ha natura sostanziale di sentenza, rendendo la formalità necessaria per l'ammissibilità del ricorso.
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Termine impugnazione confisca: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante il termine per impugnare il rigetto di una revoca di confisca. La sentenza stabilisce che per i procedimenti di prevenzione iniziati prima dell'entrata in vigore del Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011), il termine di impugnazione confisca è di dieci giorni, come previsto dalla precedente legge n. 1423/1956, e non quello generale di quindici giorni. L'appello, presentato tardivamente, è stato quindi correttamente giudicato inammissibile.
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Aggravamento misura di sicurezza: la Cassazione decide
Un soggetto in libertà vigilata ha violato ripetutamente le prescrizioni, usando visite mediche come pretesto per incontrare un noto pregiudicato. La Cassazione ha confermato l'aggravamento della misura di sicurezza, sostituendo la libertà vigilata con la casa di lavoro. La Corte ha ritenuto le trasgressioni sintomo di un'accresciuta e conclamata pericolosità sociale, tale da rendere inefficace la misura meno afflittiva. Il ricorso è stato rigettato.
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Espulsione Straniero: omissione misura di sicurezza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per non aver deciso sulla misura di sicurezza dell'espulsione straniero condannato per reati di droga. Anche se il giudice aveva riconosciuto la pericolosità dell'imputato per altri fini, non ha effettuato la valutazione specifica richiesta dalla legge per l'espulsione. La Corte ha ribadito che tale omissione deve essere contestata con ricorso per cassazione e non con appello, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sul punto.
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Ricorso per saltum: errore nella conversione dell’appello
Un soggetto in libertà vigilata ha contestato il diniego di un'autorizzazione al lavoro. Il Magistrato di Sorveglianza ha erroneamente convertito il reclamo in un ricorso per saltum diretto alla Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la decisione, chiarendo che per le misure di sicurezza il rimedio corretto è l'appello al Tribunale di Sorveglianza, non il ricorso per saltum, e ha rinviato gli atti all'organo competente.
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Espulsione straniero: quando il giudice deve decidere
Un individuo straniero è stato condannato per detenzione di stupefacenti. Il Procuratore ha impugnato la sentenza perché il giudice non si era pronunciato sulla misura di sicurezza dell'espulsione straniero. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza su questo punto, stabilendo che il giudice ha sempre l'obbligo di valutare la pericolosità sociale del condannato per decidere sull'espulsione, anche se poi decide di non applicarla. La mancata valutazione è un errore di legge.
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Revoca sequestro: quando è impugnabile il rigetto?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il caso di un terzo imprenditore che si è visto rigettare la richiesta di revoca del sequestro sulla propria azienda. A causa di un profondo contrasto giurisprudenziale sull'ammissibilità di un'impugnazione contro tale rigetto, la questione è stata rimessa alle Sezioni Unite per una decisione definitiva, fondamentale per la tutela dei diritti dei terzi nei procedimenti di prevenzione.
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Interesse ad impugnare: quando il ricorso è inutile
Un ricorso, sebbene astrattamente fondato su un errore procedurale del giudice, viene dichiarato inammissibile per carenza di interesse ad impugnare. La Corte di Cassazione ha stabilito che se l'accoglimento del ricorso non può portare alcun vantaggio concreto al ricorrente, in quanto l'atto di appello sarebbe comunque inammissibile per un altro motivo (in questo caso, il superamento dei termini), l'impugnazione è priva di utilità e deve essere respinta.
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Appello licenza internato: la Cassazione chiarisce
Un internato ha impugnato il diniego di una licenza. La Cassazione ha riqualificato il ricorso, stabilendo che l'appello licenza internato va presentato al Tribunale di Sorveglianza, non direttamente in Cassazione, e ha trasmesso gli atti all'organo competente.
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