La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per due anni nei confronti di un soggetto, ritenuto il mandante di un tentato omicidio legato a dissidi ereditari. L'omicidio non si era consumato solo grazie al tempestivo arresto del killer incaricato. La difesa sosteneva che l'accordo fosse astratto e che la pericolosità sociale non fosse più attuale, poiché la controversia civile sui terreni era stata risolta con un accordo pacifico. I giudici hanno invece respinto il ricorso, stabilendo che la pericolosità sociale rimane concreta e attuale. Questo a causa della gravità del fatto, del ricorso a esponenti della criminalità organizzata e del movente economico originario, elementi che non vengono cancellati da un successivo accordo privato.
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