LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 678 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

Pagina 3 di 8

146 provvedimenti

Altri anni per Art. 678 Codice di Procedura Penale

Affidamento in prova: la condotta recente è decisiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego dell'affidamento in prova. La decisione si fonda sulla persistente pericolosità sociale del soggetto, dimostrata non solo dai precedenti penali, ma anche da recenti procedimenti pendenti e segnalazioni di polizia, che smentiscono l'avvio di un percorso di revisione critica del proprio passato.
Continua »
Diritto cottura cibi detenuti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza che aveva respinto senza udienza il reclamo di un detenuto in regime 41-bis. Il detenuto lamentava limitazioni orarie per l'uso di un fornello. La Suprema Corte ha stabilito che il diritto alla cottura dei cibi è un diritto soggettivo e, come tale, ogni reclamo che lo riguarda deve essere trattato in un'udienza in contraddittorio, non con una procedura 'de plano'. La questione è stata quindi rinviata al Magistrato per un nuovo esame nel rispetto delle garanzie procedurali.
Continua »
Notifica avvocato: udienza nulla senza comunicazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza a causa della mancata notifica dell'udienza al nuovo avvocato di fiducia nominato dal condannato. Quest'ultimo aveva presentato una nuova istanza per misure alternative, revocando i precedenti difensori. La Corte ha stabilito che l'omessa notifica all'avvocato da ultimo nominato costituisce una grave violazione del diritto di difesa, rendendo nullo il procedimento e la decisione emessa.
Continua »
Notifica al difensore: nullità per omessa comunicazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza a causa di un grave vizio procedurale: la mancata notifica al difensore di fiducia dell'avviso di udienza. La sentenza ribadisce che tale omissione costituisce una nullità assoluta, violando il diritto di difesa dell'imputato, e impone un nuovo giudizio.
Continua »
Reclamo detenuto: quando il giudice deve sentire le parti
La Corte di Cassazione ha stabilito che un reclamo detenuto contro una sanzione disciplinare non può essere dichiarato inammissibile 'de plano' (senza udienza) se contesta la legittimità e la base legale del potere sanzionatorio. La Corte ha chiarito che tale questione non riguarda il merito, ma le condizioni di esercizio del potere, e richiede quindi un'udienza in contraddittorio. Il decreto emesso in violazione di questo principio è nullo.
Continua »
Diritto cottura cibi detenuti: la Cassazione decide
Un detenuto in regime 41-bis ha contestato l'obbligo di riconsegnare l'attrezzatura da cucina durante le ore notturne. Il Magistrato di Sorveglianza aveva respinto il reclamo, considerandolo una questione organizzativa interna. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che limitare il diritto cottura cibi detenuti incide su un diritto soggettivo e deve essere valutato tramite un reclamo giurisdizionale formale, non con una procedura sommaria. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
Continua »
Diritto cottura cibi detenuto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di un detenuto a cucinare i propri cibi in cella costituisce un diritto soggettivo. Di conseguenza, ogni limitazione imposta dall'amministrazione penitenziaria, come restrizioni sugli orari di utilizzo di fornelli e stoviglie, non può essere decisa sommariamente ma deve essere valutata dal Magistrato di Sorveglianza attraverso un reclamo giurisdizionale che garantisca il contraddittorio tra le parti. La Corte ha annullato l'ordinanza che aveva rigettato il reclamo di un detenuto, rinviando il caso per un nuovo giudizio nel rispetto delle corrette procedure.
Continua »
Liberazione condizionale 41-bis: no se il regime è attivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto in regime di 41-bis che chiedeva la liberazione condizionale. La sentenza stabilisce che la legge preclude la concessione della liberazione condizionale 41-bis finché il provvedimento che applica il regime speciale non viene revocato o non rinnovato. Questa preclusione è specifica e opera indipendentemente dalle recenti modifiche che hanno reso relativa la presunzione di pericolosità per i condannati per reati ostativi non collaboranti.
Continua »
Opposizione procedimento sorveglianza: annullamento
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che confermava la detenzione domiciliare per un condannato. La decisione è stata presa perché il Tribunale non aveva considerato una tempestiva opposizione presentata dalla difesa a causa di un errore di cancelleria. La Suprema Corte ha stabilito che l'omessa valutazione dell'opposizione nel procedimento di sorveglianza viola il diritto di difesa e impone l'annullamento con rinvio per la celebrazione di una corretta udienza.
Continua »
Preclusione processuale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato avverso il decreto che aveva respinto la sua richiesta di affidamento in prova. La decisione si fonda sul principio di preclusione processuale, poiché l'istanza era una mera ripetizione di una precedente già rigettata, senza l'introduzione di alcun nuovo elemento di fatto o di diritto (novum).
Continua »
Affidamento terapeutico: richiesta tardiva inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che, dopo aver proposto opposizione contro la concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale, aveva chiesto di sostituirlo con l'affidamento terapeutico. La Suprema Corte ha chiarito che il procedimento di opposizione ha un oggetto limitato e non consente di introdurre nuove e diverse istanze di misure alternative.
Continua »
Interesse a impugnare: quando viene meno per fine pena
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che, dopo aver scontato la pena, chiedeva comunque la liberazione anticipata per ottenere un "credito di pena". Manca l'interesse a impugnare, poiché deve essere concreto e attuale. Non si può accumulare credito per reati futuri.
Continua »
Misure alternative: valutazione e pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di misure alternative alla detenzione per un soggetto condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso. La decisione si basa sulla valutazione della pericolosità sociale del condannato, che il giudice può desumere da un insieme di elementi, inclusi i rapporti di polizia e le condotte recenti (come tentativi di evasione), anche se non ancora accertati con sentenza definitiva. La Corte ha chiarito che il giudizio prognostico del Tribunale di Sorveglianza non è vincolato solo alle condanne passate in giudicato, ma deve considerare il profilo complessivo della persona.
Continua »
Permesso premio: Cassazione annulla di nuovo
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava un permesso premio a un detenuto condannato all'ergastolo per reati di stampo mafioso. La Suprema Corte ha stabilito che la gravità dei reati e la mancata collaborazione non possono, da sole, giustificare il diniego. È necessario un bilanciamento concreto tra il passato criminale e il percorso rieducativo del detenuto, valutando l'effettiva assenza di legami attuali con la criminalità organizzata.
Continua »
Colloqui telefonici 41-bis: limiti e modalità
Un detenuto in regime speciale ha richiesto di poter effettuare le telefonate ai familiari da una caserma e di estenderne la durata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che i colloqui telefonici 41-bis devono avvenire presso istituti penitenziari per garantire la sicurezza e l'identificazione. La durata resta fissata in dieci minuti, come da normativa, e non può essere equiparata a quella delle visite di persona, sottolineando la priorità delle esigenze di sicurezza associate a tale regime detentivo.
Continua »
Affidamento in prova: quando il report UEPE non serve
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43643/2024, ha stabilito che il Tribunale di Sorveglianza può rigettare una richiesta di affidamento in prova al servizio sociale senza acquisire la relazione socio-familiare dell'UEPE, qualora gli atti già disponibili dimostrino in modo palese la pericolosità del condannato e l'inidoneità della misura. Nel caso specifico, la prosecuzione dell'attività criminale da parte del richiedente, anche dopo la domanda, è stata ritenuta un elemento sufficiente per una prognosi sfavorevole, rendendo superflua ogni ulteriore indagine sulla sua personalità.
Continua »
Effetto preclusivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una condannata per una misura alternativa alla detenzione. La decisione si fonda sul principio dell'effetto preclusivo, poiché l'istanza era una mera ripetizione di una precedente già respinta, senza l'introduzione di nuovi elementi di fatto, in un contesto di legami con la criminalità organizzata.
Continua »
Riqualificazione ricorso cassazione: guida pratica
La Corte di Cassazione ha chiarito che un ricorso presentato contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza in materia di esito di affidamento in prova, sebbene errato, non deve essere dichiarato inammissibile. Grazie al principio del 'favor impugnationis', si procede alla riqualificazione ricorso cassazione in 'opposizione', il rimedio corretto previsto dall'art. 667, comma 4, c.p.p. Di conseguenza, gli atti vengono trasmessi al Tribunale di Sorveglianza competente per la prosecuzione del giudizio.
Continua »
Conversione pena pecuniaria: annullato decreto senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Magistrato di Sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile, senza tenere un'udienza, l'opposizione di un condannato contro la conversione di una multa in libertà controllata. La sentenza stabilisce che, in seguito a un'opposizione in materia di conversione pena pecuniaria, il giudice ha l'obbligo di fissare un'udienza in contraddittorio tra le parti, non potendo decidere nuovamente 'de plano'. La violazione di questa regola procedurale determina la nullità del provvedimento.
Continua »
Legittimo impedimento avvocato: udienza nulla?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza perché l'udienza si era svolta nonostante l'avvocato difensore avesse tempestivamente comunicato un legittimo impedimento a partecipare. La Corte ha stabilito che l'omessa valutazione di tale istanza di rinvio determina la nullità del procedimento per violazione del diritto di difesa.
Continua »