La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di Reato continuato. Un imputato, già condannato per riciclaggio nel 2011, aveva commesso una minaccia oltre otto mesi dopo, contro il padre dell'ex fidanzata del fratello. L'imputato chiedeva che i due reati fossero considerati parte di un unico disegno criminoso. Il Giudice dell'Esecuzione ha negato questa richiesta, sostenendo che al momento del riciclaggio non era prevedibile la successiva minaccia, scaturita dalla fine di una relazione. La Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Ha ribadito che per il riconoscimento del Reato continuato serve un piano criminale originario e unitario, non una generica propensione al crimine.
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