Un condannato ha richiesto al Giudice dell'esecuzione il riconoscimento della continuazione tra molteplici reati giudicati con sentenze distinte, commessi tra il 2017 e il 2023. Tra i reati figuravano furti, rapine, maltrattamenti, lesioni personali ed estorsione. Il richiedente ha sostenuto l'unitarietà del disegno criminoso richiamando la vicinanza temporale di alcune condotte e la propria condizione di tossicodipendenza. Il Giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta per la totale eterogeneità dei reati e l'assenza di un nesso causale documentato con la dipendenza. La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento e dichiarato inammissibile il ricorso, evidenziando che l'interessato non ha allegato elementi specifici per dimostrare una pianificazione preventiva, né per l'intero arco temporale né per singoli gruppi di illeciti. Il condannato deve quindi scontare le pene separate e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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