LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 656 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

Pagina 7 di 7

129 provvedimenti

Altri anni per Art. 656 Codice di Procedura Penale

Reati ostativi: anche il tentativo preclude i benefici?
Un soggetto, condannato per tentata estorsione con l'aggravante del metodo mafioso, si è visto negare la sospensione della pena. I suoi legali sostenevano che i 'reati ostativi' che precludono i benefici penitenziari dovessero essere solo quelli consumati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che quando la legge fa riferimento a crimini commessi con una specifica modalità (come il metodo mafioso), la preclusione si estende anche alla forma tentata, poiché la pericolosità della condotta rimane invariata.
Continua »
Reati ostativi: Cassazione su misure alternative
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di misure alternative per un soggetto condannato per reati contro la Pubblica Amministrazione. La Corte ha stabilito che i reati ostativi perdono tale natura se viene concessa l'attenuante della collaborazione (art. 323-bis c.p.) e, inoltre, ha evidenziato come una recente legge (L. 199/2022) abbia rimosso tali delitti dal catalogo dei reati ostativi, aprendo così alla possibilità di accedere ai benefici penitenziari.
Continua »
Competenza magistrato sorveglianza: decide il luogo
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra i magistrati di sorveglianza di Napoli e Cosenza. La Corte stabilisce che la competenza magistrato sorveglianza per decidere sull'istanza di un detenuto agli arresti domiciliari in una comunità terapeutica spetta al giudice del luogo in cui si trova la comunità al momento della richiesta, e non al giudice che ha emesso il provvedimento originario. La decisione si fonda sull'applicazione dell'art. 677, comma 1, del codice di procedura penale.
Continua »
Liberazione anticipata: calcolo e latitanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro la decisione di un Giudice dell'esecuzione che aveva anticipato il fine pena di un condannato, attualmente latitante, applicando la detrazione per la liberazione anticipata. La Corte ha stabilito che il ricorso del PM mancava di un interesse concreto, poiché contestava solo il momento del calcolo del beneficio e non il diritto del condannato a riceverlo, rendendo l'impugnazione un mero esercizio tecnico-giuridico.
Continua »
Pene sostitutive: quando si applica la nuova riforma?
Un imputato, condannato per furto aggravato, ha chiesto in Cassazione l'applicazione delle nuove pene sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022). La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo un importante aspetto della disciplina transitoria. Ha stabilito che, per i processi in cui la sentenza d'appello è stata emessa prima dell'entrata in vigore della riforma, la richiesta di applicazione delle pene sostitutive deve essere presentata al giudice dell'esecuzione entro 30 giorni dalla definitività della sentenza, e non in sede di legittimità. La pendenza del giudizio in Cassazione, infatti, inizia con la pronuncia della sentenza d'appello, non con il deposito del ricorso.
Continua »
Reato continuato: quando si applica? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava l'applicazione del reato continuato tra più illeciti finanziari. La Corte ha stabilito che per accertare l'unicità del disegno criminoso non basta considerare la distanza temporale, ma occorre un'analisi completa di contesto, modalità e ruolo del soggetto, censurando la motivazione superficiale del giudice di merito.
Continua »
Reato permanente: quando si applica la nuova legge
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30145/2023, ha chiarito importanti principi sul reato permanente. In un caso di maltrattamenti in famiglia, l'imputato è stato condannato applicando una legge più severa entrata in vigore durante la commissione del reato. La Corte ha stabilito che, in caso di 'contestazione aperta', il reato si considera esteso fino alla sentenza, legittimando l'applicazione della nuova normativa per le condotte successive alla sua emanazione, anche in sede di giudizio abbreviato. L'appello è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Pena proporzionata: Cassazione su recidiva e droga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la pena minima di sei anni prevista per questo reato è una pena proporzionata e conforme ai principi europei. Inoltre, ha confermato la legittimità costituzionale del divieto di far prevalere le attenuanti generiche sulla recidiva reiterata, ritenendo che il giudizio di equivalenza tra le circostanze sia sufficiente a garantire un trattamento sanzionatorio adeguato.
Continua »
Furto in abitazione: l’ambulatorio non è privata dimora
Un uomo viene condannato per un furto in un ambulatorio medico. La Corte d'Appello aggrava l'accusa in furto in abitazione, ma la Cassazione annulla la decisione. La Suprema Corte stabilisce che un ambulatorio medico, essendo un luogo accessibile a terzi, non può essere considerato 'privata dimora'. Di conseguenza, il reato è stato derubricato a furto semplice e, in assenza di querela della persona offesa, dichiarato improcedibile.
Continua »