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Art. 648-ter Codice Penale — Anno 2026

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118 provvedimenti

Altri anni per Art. 648-ter Codice Penale

Competenza territoriale: stop ai rinvii esplorativi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un rinvio pregiudiziale riguardante la competenza territoriale sollevato dal Tribunale di Milano. Il caso coinvolgeva un'associazione a delinquere finalizzata a truffe assicurative e autoriciclaggio, con procedimenti paralleli a Roma e Latina. La Suprema Corte ha stabilito che il rinvio non può essere utilizzato con finalità esplorative o per delegare accertamenti di fatto. La competenza territoriale deve basarsi su imputazioni cristallizzate e non su indagini preliminari ancora fluide, dove le accuse sono suscettibili di variazioni.
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Custodia cautelare: carcere confermato per riciclaggio
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di gravi reati finanziari, tra cui riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Nonostante la difesa sostenesse la mancanza di attualità del pericolo a causa della risalenza dei fatti, i giudici hanno evidenziato una stabile dedizione al crimine e una spiccata capacità di inquinamento probatorio. La sentenza chiarisce che la custodia cautelare può essere applicata anche senza interrogatorio preventivo se sussiste il rischio concreto di alterazione delle prove.
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Esigenze cautelari: quando restano attuali
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità delle misure restrittive non custodiali applicate a un soggetto condannato per associazione a delinquere finalizzata a frodi fiscali e riciclaggio. Nonostante il ricorso contestasse l'attualità delle esigenze cautelari a causa del tempo trascorso e di alcune assoluzioni parziali, i giudici hanno ritenuto che la gravità dei fatti e l'elevata capacità delinquenziale dimostrata giustificassero il mantenimento dell'obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria.
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Autoriciclaggio e truffa: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di autoriciclaggio e truffa legati alla vendita simulata di un mezzo agricolo. Gli imputati, dopo aver ottenuto il bene con assegni falsi, ne avevano mutato l'intestazione per nasconderne l'origine delittuosa. La sentenza ribadisce che ogni operazione volta a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita integra il delitto.
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Sequestro preventivo periculum: poteri del Riesame
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva revocato un sequestro preventivo basandosi sulla presunta mancanza di motivazione riguardo al sequestro preventivo periculum. La Suprema Corte ha chiarito che, qualora esista un principio di motivazione nel provvedimento originale, il giudice del riesame ha il dovere di esercitare i propri poteri integrativi invece di limitarsi all'annullamento della misura.
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Sequestro preventivo per truffa: nuovi chiarimenti
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva revocato un sequestro preventivo per truffa aggravata e autoriciclaggio. I giudici hanno chiarito che l'omissione di informazioni rilevanti può costituire raggiro e che la scarsa diligenza dell'ente pubblico erogatore non esclude la responsabilità penale dell'indagato.
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Reimpiego di capitali illeciti: prova e condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per reimpiego di capitali illeciti nei confronti di alcuni soggetti coinvolti nella cessione fittizia di quote societarie. Il fulcro della decisione riguarda la validità della condanna anche quando il giudice d'appello specifica meglio la provenienza illecita del denaro rispetto all'imputazione originaria, purché non muti la sostanza del fatto contestato e sia garantito il diritto di difesa.
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Sequestro per autoriciclaggio: quando è legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro per autoriciclaggio di un immobile fittiziamente intestato. Il ricorrente contestava una presunta duplicazione della misura cautelare e la valutazione della propria capacità reddituale. La Corte ha stabilito che non sussiste violazione del bis in idem se il primo provvedimento decade per incompetenza e che il sindacato di legittimità non può riguardare il merito delle prove se la motivazione non è apparente.
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Sequestro preventivo truffa: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che revocava un sequestro preventivo truffa legato a finanziamenti pubblici indebiti. La Corte chiarisce che l'omissione di informazioni rilevanti può trarre in inganno l'ente erogatore e che l'eventuale negligenza dei controlli pubblici non esclude la sussistenza del reato, né la legittimità della misura cautelare.
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Inutilizzabilità delle dichiarazioni e garanzie difensive
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per reati di estorsione, caporalato e occupazione abusiva a causa dell'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese da alcuni soggetti. Tali persone erano state sentite come semplici testimoni nonostante fossero già emerse tracce di una loro partecipazione ai reati, violando così il diritto a non autoincriminarsi.
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Periculum in mora: obblighi del giudice di rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva disposto il dissequestro di un'autovettura senza effettuare una valutazione autonoma sul periculum in mora. Nonostante un precedente rinvio avesse imposto di colmare le lacune motivazionali, il giudice di merito ha evitato il compito dichiarando l'impossibilità di integrare un atto originariamente carente. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice di rinvio deve conformarsi al principio di diritto, effettuando una nuova verifica dei presupposti cautelari.
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Autoriciclaggio e reato presupposto: la guida
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso complesso riguardante il legame tra autoriciclaggio e reato presupposto. La ricorrente era stata condannata per aver trasferito fondi societari su conti personali e poi ad altre aziende del gruppo. La Corte ha stabilito che, se le operazioni sono compiute nell'interesse del gruppo societario e con il consenso dei soci, non sussiste il reato di appropriazione indebita. Di conseguenza, venendo meno il delitto principale, decade anche l'accusa di autoriciclaggio, ferma restando la responsabilità per i reati tributari legati a fatture per operazioni inesistenti.
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Errore di fatto: i limiti del ricorso straordinario
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3741/2026, dichiara inammissibile un ricorso straordinario fondato su un presunto errore di fatto. Il caso riguardava reati tributari e autoriciclaggio. La Corte ha stabilito che contestare l'interpretazione giuridica della Cassazione, inclusa l'applicazione del principio del 'reverse charge' in ambito penale e l'individuazione del reato presupposto dell'autoriciclaggio, costituisce un errore di diritto e non un errore di fatto, esulando quindi dall'ambito del rimedio previsto dall'art. 625-bis c.p.p.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di Cassazione
Un uomo, condannato per auto-riciclaggio di denaro proveniente da operazioni immobiliari illecite, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I motivi includevano la presunta inattendibilità delle prove, l'errata applicazione della recidiva e la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti o la credibilità dei testimoni, compiti che spettano ai giudici di merito. La Corte ha inoltre confermato la corretta applicazione della recidiva, respingendo le argomentazioni della difesa e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Metodo mafioso: Cassazione su indizi e cautela
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati associativi aggravati dal metodo mafioso. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma controllare la logicità e la correttezza giuridica della motivazione del provvedimento impugnato. È stata confermata la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e dell'aggravante del metodo mafioso, basata su un quadro probatorio complesso che includeva intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori e riscontri investigativi, ritenuto sufficiente dal Tribunale del riesame.
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Bancarotta e ne bis in idem: la decisione della Cassazione
Un amministratore condannato per bancarotta fraudolenta ricorre in Cassazione invocando il principio del ne bis in idem, a causa di un altro procedimento per truffa e autoriciclaggio basato su fatti simili. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, specificando che il divieto di doppio processo si applica solo se i fatti storici contestati nei due giudizi sono perfettamente identici e se la prima sentenza è divenuta irrevocabile, condizioni non soddisfatte nel caso di specie. La Corte ha inoltre rigettato gli altri motivi, confermando la condanna.
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Confisca per riciclaggio: limitata al profitto reale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la confisca per riciclaggio deve essere limitata al profitto effettivo ottenuto da chi commette il reato, e non all'intera somma di denaro movimentata. Annullando un provvedimento che aveva disposto il sequestro dell'intero importo, la Corte ha ribadito i principi di proporzionalità e di responsabilità penale personale, soprattutto in caso di concorso di persone nel reato, escludendo qualsiasi forma di responsabilità solidale.
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Confisca patteggiamento: obbligo di motivazione
Un imputato, dopo un patteggiamento per reati tributari e autoriciclaggio, subisce una confisca non concordata. La Cassazione annulla la confisca patteggiamento per totale assenza di motivazione, specificando che il giudice deve sempre spiegare le ragioni di tale misura ablativa, e rinvia al Tribunale per un nuovo esame, dichiarando prescritta una parte del reato.
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Confisca corruzione tra privati: prezzo vs profitto
La Corte di Cassazione interviene su un caso di sequestro preventivo per corruzione e autoriciclaggio a carico di due fratelli, manager di una grande cooperativa. La sentenza analizza la distinzione tra "prezzo" e "profitto" del reato ai fini della confisca per corruzione tra privati, stabilendo che per il corrotto le due nozioni coincidono. Tuttavia, la Corte annulla parzialmente l'ordinanza, rilevando un errore nella quantificazione del profitto del reato di autoriciclaggio, che non può coincidere con le somme illecite originarie, al fine di evitare una duplicazione della misura ablativa.
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Conflitto di competenza: come si determina il reato grave
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due tribunali, stabilendo un principio chiave: per determinare il reato più grave e, di conseguenza, il giudice competente, è sufficiente la descrizione dei fatti nell'imputazione (contestazione in fatto), anche senza la citazione esplicita della norma di legge. Nel caso specifico, la descrizione dell'appartenenza di un imputato a un'associazione mafiosa è stata ritenuta sufficiente per contestare l'aggravante dell'estorsione, rendendola il reato più grave rispetto alla corruzione e radicando la competenza presso il Tribunale di Napoli.
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