La Corte di Cassazione conferma il licenziamento per giusta causa di una dipendente di un supermercato che aveva nascosto merce per un valore di circa 20 euro nella propria borsa personale. Anche se la lavoratrice ha pagato la merce dopo essere stata scoperta, i giudici hanno ritenuto che la sua condotta avesse irrimediabilmente compromesso il rapporto di fiducia con il datore di lavoro. La Suprema Corte ha chiarito che, ai fini disciplinari, l'intenzione di sottrarre i beni è sufficiente a giustificare il licenziamento, rendendo irrilevante sia la mancata consumazione del reato, sia il pagamento successivo.
Continua »