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Art. 62 Codice Penale — Anno 2025

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942 provvedimenti

Altri anni per Art. 62 Codice Penale

Valutazione danno furto: il valore dei dati conta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La sentenza chiarisce che nella valutazione danno furto di un dispositivo elettronico, come un cellulare, si deve considerare non solo il valore materiale del bene, ma anche quello dei dati in esso contenuti e il costo di sostituzione. La Corte ha inoltre ribadito l'inammissibilità dei motivi di ricorso non sollevati nei precedenti gradi di giudizio.
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Ruolo del palo nel furto: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto pluriaggravato. La Corte conferma che il ruolo del palo è un contributo causale significativo alla commissione del reato, escludendo l'applicazione dell'attenuante della minima importanza. Viene inoltre ribadito che gli oggetti lasciati in un'auto parcheggiata sono considerati esposti alla pubblica fede, legittimando l'aggravante.
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Ricorso per cassazione Giudice di Pace: i limiti
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione Giudice di Pace avverso una condanna per minaccia. La Corte ribadisce che per i reati di competenza del Giudice di Pace, l'appello in Cassazione è consentito solo per violazione di legge e non per vizi di motivazione.
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Rapina aggravata: la violenza esclude il danno lieve
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per rapina aggravata, confermando che la violenza fisica sulla vittima impedisce il riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La valutazione del danno in una rapina non può limitarsi al solo aspetto patrimoniale, ma deve includere l'offesa all'integrità fisica e morale della persona.
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Risarcimento parziale: no all’attenuante, dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento di attenuanti. La Corte ha stabilito che un motivo di ricorso è inammissibile se generico o proposto per la prima volta in Cassazione. In particolare, ha ribadito che per l'attenuante del risarcimento del danno, è necessario che questo sia integrale e non parziale, a prescindere dalla mancata costituzione di parte civile della persona offesa. Il risarcimento parziale, quindi, non è sufficiente a integrare la circostanza attenuante.
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Danno di lieve entità: la valutazione nella rapina
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12902/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina. La Corte ha ribadito che, per il riconoscimento dell'attenuante del danno di lieve entità, non basta considerare il modesto valore economico del bene sottratto, ma è necessaria una valutazione complessiva che tenga conto anche del danno fisico e morale subito dalla vittima, data la natura plurioffensiva del reato.
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Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame dei fatti
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello contro una condanna per rapina. La Corte ribadisce che il ricorso in Cassazione non consente una nuova valutazione delle prove, ma solo un controllo di legittimità. Viene inoltre chiarito che, per la rapina, l'attenuante del danno lieve va valutata considerando non solo il valore economico del bene, ma anche l'offesa alla persona. Infine, si conferma la discrezionalità del giudice nel determinare la pena, purché la motivazione sia logica e sufficiente.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e non specifici
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da due imputati condannati per spendita di monete false, truffa e furto aggravato. La decisione si fonda su vizi procedurali, come la presentazione di motivi non sollevati in appello, e sulla manifesta infondatezza delle censure, che si limitavano a riproporre questioni già respinte. La Corte conferma la sussistenza dell'aggravante della destrezza e l'insussistenza dell'attenuante del danno di speciale tenuità, ribadendo principi consolidati in materia.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per furto con strappo. I motivi sono stati ritenuti in parte non proposti nel precedente grado di giudizio e in parte manifestamente infondati, in particolare riguardo la mancata concessione di attenuanti e della sospensione condizionale della pena, a causa della prognosi sfavorevole sulla futura condotta dell'imputato.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di escludere l'ipotesi del fatto di lieve entità, basandosi sulla notevole quantità e varietà delle sostanze detenute (hashish, cocaina e crack), sulla parziale suddivisione in dosi e sul rinvenimento di una somma di denaro in banconote di piccolo taglio, considerati indici inequivocabili della finalità di spaccio e della non tenuità del fatto.
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Speciale tenuità stupefacenti: quando è inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di hashish. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva la lieve entità del fatto e la circostanza della speciale tenuità stupefacenti, poiché l'appello si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata.
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Prova di resistenza: quando la rapina non sussiste
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per rapina, stabilendo che la prova di resistenza non era superata. Dopo aver dichiarato inutilizzabili le dichiarazioni della vittima, le testimonianze indirette degli agenti e il certificato medico non erano sufficienti a dimostrare gli elementi costitutivi del reato, portando all'assoluzione perché il fatto non sussiste.
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Pena pecuniaria omessa: la Cassazione ricalcola
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per estorsione e furto a causa della totale omissione della pena pecuniaria obbligatoria. Invece di rinviare il caso, la Corte ha esercitato il suo potere di correzione, calcolando e determinando direttamente l'importo della multa dovuta dall'imputato, fissandola in 329,00 euro.
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Peculato: la differenza con l’indebita destinazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per peculato a carico di un'assistente amministrativa che, svolgendo funzioni superiori, si era appropriata di fondi pubblici. La sentenza chiarisce due principi fondamentali: primo, nel giudizio di rinvio, il giudice può esaminare solo i punti annullati dalla Cassazione, formandosi una preclusione sugli altri. Secondo, il nuovo reato di indebita destinazione (art. 314-bis c.p.) non si applica ai casi di appropriazione diretta di denaro per fini privati, che restano qualificati come peculato, ma solo alle condotte di distrazione di fondi verso un fine pubblico diverso da quello previsto.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per tentato furto aggravato. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e genericità dei motivi proposti, nonché sulla mancata presentazione di specifiche censure nel precedente grado di giudizio. In particolare, la Corte ha sottolineato che non si possono introdurre nuove questioni, come la richiesta di sanzioni sostitutive, per la prima volta in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile per motivi generici e nuovi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per tentato furto aggravato. I motivi sono stati giudicati una mera ripetizione di quelli già respinti in appello e, in parte, nuovi e quindi non proponibili per la prima volta in sede di legittimità. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Travisamento della prova: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sul vizio di travisamento della prova. La Corte chiarisce che tale motivo non può essere utilizzato per richiedere una nuova valutazione dei fatti, specialmente in presenza di due sentenze conformi nei gradi di merito ("doppia conforme"). Anche la doglianza sulla mancata applicazione di un'attenuante è stata respinta, poiché la decisione rientra nella discrezionalità del giudice, se adeguatamente motivata.
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Differenza rapina e furto: la Cassazione decide
Un uomo, condannato per rapina, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo di riqualificare il reato in furto con strappo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, cogliendo l'occasione per ribadire la netta differenza tra rapina e furto con strappo. La distinzione cruciale risiede nella direzione della violenza: se è esercitata sulla persona per vincere la sua resistenza si configura la rapina, altrimenti si tratta di furto.
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Pene sostitutive: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la decisione della Corte d'Appello. I motivi di ricorso, relativi alla mancata applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità e alla mancata concessione di pene sostitutive, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La Corte ha ribadito che le pene sostitutive devono essere esplicitamente richieste in appello per poter essere considerate.
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Danno di speciale tenuità: no all’attenuante in rapina
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina, che richiedeva l'applicazione dell'attenuante per danno di speciale tenuità. La Corte ha ribadito che, data la natura plurioffensiva del reato di rapina, la valutazione non può limitarsi al solo valore economico del bene sottratto, ma deve includere anche la lesione alla persona, come la violenza o la minaccia subita dalla vittima. Di conseguenza, l'attenuante non è applicabile se l'offesa alla persona non è anch'essa minima.
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