L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione contro la condanna per false dichiarazioni per il reddito di cittadinanza. La difesa ha lamentato la mancata concessione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche, sostenendo che i familiari avrebbero avuto comunque diritto al sussidio statale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il reato commesso è grave e non episodico, rendendo del tutto irrilevante l'eventualità che i familiari avessero i requisiti per il sostegno. Inoltre, le doglianze inerenti alle attenuanti sono risultate generiche e prive di reale confronto con la sentenza d'appello. Di conseguenza, L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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