L'amministratore di una società ha subito una condanna a un anno di reclusione per il reato tributario scaturente dall'omessa presentazione della dichiarazione. La difesa ha presentato ricorso per Cassazione contestando il calcolo delle imposte, la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e l'imminente prescrizione. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I conteggi dell'evasione derivavano direttamente dal bilancio redatto dall'imputato e superavano ampiamente le soglie di punibilità, con oltre 240.000 euro di IRES e quasi 1,3 milioni di euro di IVA evasi. L'enorme entità dell'evasione esclude categoricamente la lieve entità del danno, mentre i termini di prescrizione non sono decorsi. Il ricorrente deve scontare la condanna penale, sostenere le spese processuali e versare tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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