I giudici hanno condannato un imputato a sei anni di reclusione per il reato di violenza sessuale su minore ai danni di una bambina di dieci anni. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata esecuzione di una perizia psicologica sulla minore e contestando la veridicità delle sue dichiarazioni, oltre all'applicazione delle circostanze aggravanti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando integralmente la condanna. I giudici hanno chiarito che la legge presume la capacità a testimoniare di ogni persona e che la perizia non è obbligatoria in assenza di patologie psichiche evidenti. La testimonianza della bambina, resa spontaneamente e priva di condizionamenti esterni, è risultata solida, lineare e coerente. L'imputato deve pagare le spese di lite alla parte civile e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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