Un automobilista ha impugnato l'ordinanza prefettizia che disponeva la revoca della patente per omicidio stradale a seguito di una condanna penale per aver causato un incidente mortale sotto l'effetto di stupefacenti. Il ricorrente lamentava l'omessa indicazione della durata del divieto, la tardività del provvedimento e l'illegittimità della firma del Vice-Prefetto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la durata di quindici anni per il conseguimento di una nuova patente è stabilita direttamente dalla legge e che il Prefetto può emettere l'ordinanza entro il termine di prescrizione di cinque anni. Inoltre, ha ribadito la piena validità degli atti firmati dal Vice-Prefetto vicario.
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