Un genitore ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza di condanna per il reato di minaccia a pubblico ufficiale. La vicenda origina dalle intimidazioni rivolte al personale di una scuola per ostacolare l'applicazione delle circolari sull'accesso dei genitori all'istituto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile. Il primo motivo di gravame è stato ritenuto generico, dato che la decisione di secondo grado aveva spiegato con chiarezza la connessione tra la minaccia e l'atto d'ufficio del personale scolastico. Il secondo motivo, relativo alla richiesta di una diversa pena sostitutiva, è stato respinto perché pretendeva una nuova valutazione di merito non consentita al giudice di legittimità. A seguito dell'esito negativo, la parte ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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