L'Imputato, accusato del reato di tentata rapina impropria, ha stipulato un concordato in appello ottenendo la rideterminazione della pena a un anno e quattro mesi di reclusione e duecentottanta euro di multa. Nonostante l'accordo, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un vizio di motivazione sui punti originari dell'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. I giudici hanno chiarito che il ricorso contro una decisione concordata è ammesso solo per contestare la formazione del consenso, una pena illegale o una pronuncia difforme dall'intesa, ma non per riesaminare questioni rinunciate. L'Imputato è stato condannato alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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