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Tentata truffa aggravata: prescritto il reato ma resta il danno

L’amministratore di un’impresa edile ha presentato una polizza fideiussoria falsa per aggiudicarsi i lavori di ristrutturazione di un edificio scolastico comunale. I giudici di merito hanno accertato la tentata truffa aggravata ai danni dell’ente pubblico e ordinato il risarcimento del danno alla compagnia assicurativa danneggiata dall’uso illecito del proprio nome. L’imputato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando l’omesso rinvio di un’udienza per motivi di salute e difetti formali nell’imputazione. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il reato per intervenuta prescrizione, cancellando la sanzione penale ma confermando l’obbligo civile di risarcire la compagnia assicurativa.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 47073 Anno 2022
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Pubblicato il 1 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso della tentata truffa aggravata per i lavori pubblici

Un imprenditore ha presentato una polizza fideiussoria totalmente contraffatta per stipulare un contratto di appalto relativo alla ristrutturazione di una scuola. Il Comune ha rilevato l’irregolarità prima della stipula definitiva del contratto, bloccando l’assegnazione dei lavori. La condotta integra gli estremi del delitto di tentata truffa aggravata ai danni di un ente pubblico. I giudici di merito hanno condannato l’imputato alla pena penale e al risarcimento dei danni in favore della compagnia assicurativa il cui nominativo era stato indebitamente speso.

L’imprenditore ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione tramite il proprio difensore di fiducia. La difesa ha sostenuto la nullità del giudizio di primo grado per la mancata concessione di un rinvio dell’udienza per legittimo impedimento di salute, documentato da certificazione medica trasmessa via fax e posta certificata. La difesa ha inoltre eccepito un presunto vizio formale del capo di imputazione per omessa querela di parte.

Le regole sulle istanze difensive nel rito penale

La Corte di Cassazione ha esaminato preliminarmente le modalità di trasmissione delle istanze difensive. Il deposito delle richieste rivolte al giudice deve avvenire esclusivamente tramite il deposito in cancelleria, conformemente al codice di rito. L’utilizzo del telefax o della posta elettronica certificata da parte delle parti private per depositare istanze di legittimo impedimento non è consentito dalla disciplina processuale ordinaria.

I giudici di legittimità hanno ricordato che il telefax rappresenta una forma di comunicazione riservata ai funzionari di cancelleria per specifiche notificazioni. La trasmissione remota di certificazioni sanitarie da parte del privato non genera automaticamente l’obbligo di rinvio del processo, a meno che l’atto non risulti ritualmente inserito nel fascicolo processuale prima della trattazione.

La perseguibilità d’ufficio e la tentata truffa aggravata

Il Collegio ha rigettato le censure riguardanti la procedibilità dell’azione penale. Quando il raggiro si rivolge contro un ente pubblico, la fattispecie assume rilievo aggravato e diviene perseguibile d’ufficio (senza la necessità che la vittima presenti una formale querela). L’indicazione dei fatti materiali nel capo di imputazione garantisce pienamente il diritto di difesa dell’accusato anche qualora l’ente danneggiato sia identificato chiaramente nella descrizione della condotta ingannatoria.

La Suprema Corte ha rilevato che la descrizione puntuale degli artifizi e raggiri contestati esclude ogni vizio di indeterminatezza dell’accusa. L’imputato conosceva perfettamente la natura delle contestazioni e l’ente pubblico tratto in inganno, rendendo infondata la richiesta di proscioglimento per assenza di valida querela.

Le motivazioni dell’annullamento per prescrizione nella tentata truffa aggravata

La Suprema Corte di Cassazione ha accertato il decorso del termine massimo di estinzione del reato prima della pronuncia definitiva. Il calcolo della prescrizione, comprensivo dei periodi di sospensione maturati, ha determinato la cancellazione della sanzione penale.

I motivi di ricorso non presentavano una manifesta inammissibilità e hanno consentito l’applicazione dell’estinzione del reato per decorso del tempo. La Corte ha quindi disposto l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata limitatamente ai profili di responsabilità penale dell’imprenditore.

Le conclusioni: la conferma delle condanne al risarcimento civile

La decisione finale ha confermato integralmente le statuizioni civili stabilite a carico dell’imputato. Nonostante l’estinzione del reato penale, la sussistenza materiale della condotta ingannatoria giustifica il diritto al risarcimento per la parte civile.

L’imprenditore rimane obbligato a pagare i danni economici arrecati alla società di assicurazioni per l’indebito utilizzo del marchio commerciale e dei documenti fideiussori falsificati. L’annullamento penale cancella la pena detentiva o pecuniaria ma non elimina i doveri risarcitori verso i soggetti danneggiati.

Quali conseguenze comporta la presentazione di una fideiussione falsa a un ente pubblico?
La condotta integra il reato di tentata truffa aggravata e consente l’esercizio dell’azione penale d’ufficio, oltre a generare l’obbligo di risarcire le parti danneggiate.

La prescrizione del reato cancella l’obbligo di risarcire il danno civile?
La prescrizione estingue esclusivamente la sanzione penale, lasciando intatta la condanna al risarcimento dei danni se la responsabilità civile risulta accertata.

Come deve essere presentata l’istanza di rinvio per legittimo impedimento di salute?
L’istanza e la relativa documentazione medica devono essere depositate direttamente presso la cancelleria del giudice secondo le modalità ordinarie di legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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