La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la misura cautelare dell'obbligo di dimora applicata a un indagato, accusato del reato di trasferimento fraudolento di valori. L'indagato gestiva di fatto un'agenzia di scommesse formalmente intestata a una prestanome per evitare misure di prevenzione patrimoniale. La Suprema Corte ha confermato la gravità degli indizi di colpevolezza, basati su intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori. Tuttavia, ha accolto il ricorso sulla prescrizione del reato. I giudici hanno chiarito che il trasferimento fraudolento di valori è un reato istantaneo con effetti permanenti, che si consuma nel momento dell'intestazione fittizia (avvenuta nel 2010). Poiché non vi sono state successive operazioni di schermatura o modifiche societarie, il reato si è prescritto prima dell'applicazione della misura, determinando la revoca immediata di ogni restrizione per l'indagato.
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