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Art. 5 Convenzione EDU

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231 provvedimenti

Revoca sorveglianza speciale e 41-bis: la Cassazione
Un soggetto, attualmente in esecuzione di una pena detentiva a vita in regime speciale, ha richiesto la revoca della sorveglianza speciale, misura sospesa a causa della sua detenzione. Ha sostenuto che il lungo tempo trascorso in carcere e la buona condotta dimostrassero il venir meno della sua pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che il mero decorso del tempo non è sufficiente per giustificare una rivalutazione della pericolosità. È necessario un 'interesse concreto e attuale' supportato da prove specifiche, requisito non soddisfatto dalle argomentazioni del ricorrente. La Corte ha collegato questo principio ai requisiti altrettanto stringenti per la revoca del regime detentivo speciale.
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Riparazione ingiusta detenzione e estradizione: la guida
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14082/2024, ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a un soggetto arrestato in Italia e poi estradato in Argentina, dove è stato successivamente assolto. La Corte ha stabilito che se la procedura di estradizione si conclude con una sentenza favorevole e irrevocabile, la custodia cautelare subita in Italia non può essere considerata 'ingiusta', a prescindere dall'esito del processo nello Stato estero. La decisione si fonda sul principio che la legittimità della detenzione va valutata in base alle condizioni per l'estradizione, non al risultato del giudizio di merito straniero.
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Protezione internazionale: l’obbligo di informativa
La Corte di Cassazione ha annullato la convalida di un trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo che le autorità hanno l'obbligo inderogabile di informare ogni migrante sulla possibilità di richiedere la protezione internazionale, anche se questi dichiara di essere arrivato per motivi di lavoro. La mancata informativa rende illegittimo il decreto di respingimento e, di conseguenza, il trattenimento.
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Informativa protezione internazionale: obbligo assoluto
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo che la mancata informativa sulla protezione internazionale al momento dell'arrivo rende illegittimo il successivo decreto di respingimento. Questo obbligo informativo sussiste indipendentemente dalle ragioni dichiarate dal migrante per il suo ingresso in Italia, come la ricerca di lavoro.
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Traduzione atti giudiziari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero detenuto in base a un mandato di arresto europeo. Il ricorrente lamentava la mancata traduzione atti giudiziari, in particolare dell'ordinanza che negava la sua scarcerazione. La Corte ha stabilito che l'obbligo di traduzione si applica all'ordinanza iniziale che dispone la misura cautelare, ma non necessariamente alle successive decisioni su istanze di riesame o appello, specialmente quando l'imputato è assistito da un difensore. La motivazione sul pericolo di fuga è stata ritenuta adeguata.
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Trattenimento dello straniero: motivazione obbligatoria
La Cassazione annulla la convalida del trattenimento dello straniero perché il Giudice di Pace non ha esaminato l'eccezione di illegittimità del decreto di espulsione. La mancanza di motivazione su un punto cruciale della difesa rende il provvedimento nullo.
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Decreto di espulsione illegittimo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8105/2024, ha annullato la convalida di un trattenimento basato su un decreto di espulsione manifestamente illegittimo. Il caso riguardava un cittadino straniero soccorso in mare e poi identificato dalle autorità. La Corte ha stabilito che essere soccorsi e sottoposti a controlli all'arrivo non costituisce una sottrazione ai controlli di frontiera, presupposto necessario per quel tipo di decreto. Il giudice della convalida ha il dovere di verificare anche la legittimità dell'atto presupposto.
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Mandato di arresto europeo: no se sproporzionato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la consegna di un cittadino italiano alla Repubblica Ceca sulla base di un mandato di arresto europeo. La Corte ha ritenuto il mandato sproporzionato, in quanto emesso per un mero atto investigativo (un interrogatorio), per il quale sarebbe stato sufficiente un meno invasivo ordine europeo di indagine, come peraltro suggerito dalla difesa dell'indagato. La decisione ribadisce che il mandato di arresto europeo è uno strumento per l'esercizio dell'azione penale, non per semplici indagini.
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Prescrizione della pena: l’impatto della recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la prescrizione di alcune pene cumulate, a seguito della revoca di un indulto. La Corte ha stabilito che, in caso di provvedimento di cumulo, le pene vengono eseguite come 'pena unica'. Di conseguenza, la recidiva, anche se accertata per una sola delle condanne, impedisce la prescrizione della pena per l'intero cumulo, rendendo irrilevante la collaborazione con la giustizia a tal fine.
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Riparazione ingiusta detenzione: sì al risarcimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che spetta la riparazione per ingiusta detenzione a chi è stato incarcerato a causa dell'applicazione retroattiva di una norma (la legge 'Spazzacorrotti'), successivamente dichiarata incostituzionale. La detenzione subita per un erroneo ordine di esecuzione, che non ha sospeso la pena come previsto, è considerata ingiusta e dà diritto a un indennizzo.
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Ingiusta detenzione: risarcimento per ritardo del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che un detenuto ha diritto al risarcimento per ingiusta detenzione se la sua scarcerazione viene ritardata a causa del tardivo deposito di un provvedimento giudiziario. Nel caso specifico, il riconoscimento della continuazione tra reati avrebbe dovuto comportare la liberazione immediata del condannato, ma il ritardo di mesi nel deposito dell'ordinanza ha reso ingiusta la detenzione subita in quel lasso di tempo.
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Decreto di espulsione: illegittimo se soccorsi in mare
Un cittadino straniero, soccorso in mare e identificato dalle autorità, era stato colpito da un decreto di espulsione e trattenuto in un CPR. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, stabilendo che il decreto di espulsione era manifestamente illegittimo. Essere soccorsi e identificati è incompatibile con la motivazione di aver eluso i controlli di frontiera, che è il presupposto necessario per l'espulsione. Di conseguenza, anche il trattenimento basato su tale decreto è illegale.
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Illegittimità trattenimento straniero: quando è nullo
La Corte di Cassazione ha annullato la proroga del trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo l'illegittimità del provvedimento. La decisione si fonda sulla manifesta illegittimità del decreto di espulsione presupposto, emesso per 'sottrazione ai controlli di frontiera', nonostante il soggetto fosse stato identificato e fotosegnalato dalle autorità italiane al suo arrivo a seguito di un soccorso in mare. La Corte ha ribadito che il giudice della convalida deve sempre verificare la legittimità dell'atto di espulsione.
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Motivazione provvedimento di espulsione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Giudice di Pace che confermava l'espulsione di un cittadino nigeriano. La Corte ha stabilito che la decisione mancava di una reale motivazione del provvedimento di espulsione, in quanto il giudice non aveva esaminato concretamente i rischi specifici denunciati dal ricorrente nel suo Paese d'origine, limitandosi a un riferimento generico alla legge. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione dei fatti.
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Obbligo di informativa: Cassazione annulla trattenimento
La Corte di Cassazione ha annullato due decreti di trattenimento nei confronti di un cittadino straniero, evidenziando la violazione dell'obbligo di informativa. L'ordinanza stabilisce che il giudice della convalida deve verificare d'ufficio che lo straniero sia stato compiutamente informato sulla possibilità di richiedere protezione internazionale prima di poter legittimare la sua detenzione, anche in assenza di una specifica richiesta. La mancata prova di tale adempimento rende illegittimo il provvedimento restrittivo della libertà personale.
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Diritto all’informativa: Cassazione annulla trattenuto
Un cittadino straniero, giunto in Italia via mare, veniva trattenuto in un CPR sulla base di un decreto di respingimento. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento di convalida del trattenimento perché al cittadino non era stato garantito il fondamentale diritto all'informativa sulla possibilità di richiedere protezione internazionale. La mancanza di tale informativa rende illegittimo il provvedimento presupposto e, di conseguenza, la stessa misura restrittiva della libertà personale.
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Informativa migranti: obbligo inderogabile per la P.A.
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di trattenimento di un cittadino straniero, sbarcato in Italia dopo un'operazione di soccorso, a causa della mancata comunicazione dei suoi diritti in materia di protezione internazionale. La sentenza stabilisce che l'obbligo di fornire una completa informativa migranti è un adempimento essenziale e non una mera formalità. L'assenza di tale informativa rende illegittimi i successivi atti di respingimento e trattenimento, anche se la persona non ha manifestato esplicitamente la volontà di chiedere asilo.
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Trattenimento CPR e asilo: i termini da rispettare
Un cittadino straniero, durante la convalida del suo trattenimento in un CPR, manifesta la volontà di chiedere protezione internazionale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, esamina la legittimità della sua detenzione nel periodo tra la richiesta e l'emissione di un nuovo provvedimento specifico. Ritenendo la questione complessa e connessa a un dubbio di costituzionalità, la Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per un approfondimento, senza decidere nel merito.
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Diritto d’informazione stranieri: la Cassazione annulla
Un cittadino straniero ha impugnato la convalida del suo trattenimento, lamentando di non essere stato informato sul suo diritto di chiedere protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il diritto d'informazione stranieri è un obbligo inderogabile per le autorità, anche quando l'interessato dichiara di essere arrivato per motivi di lavoro. La violazione di tale obbligo rende illegittimi sia il decreto di respingimento sia il conseguente trattenimento, portando all'annullamento del provvedimento del Giudice di Pace.
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Obbligo di informativa: la Cassazione accoglie ricorso
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace che convalidava un decreto di respingimento nei confronti di un cittadino straniero. Il caso verteva sul mancato rispetto dell'obbligo di informativa riguardo la possibilità di richiedere protezione internazionale. La Suprema Corte ha stabilito che una generica affermazione nel decreto non è sufficiente; l'amministrazione deve provare concretamente di aver fornito un'informativa completa, effettiva e comprensibile, anche tramite interprete. La mancata verifica di questo adempimento fondamentale rende illegittimo il provvedimento di respingimento.
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