La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino condannato per truffa, sostituzione di persona e possesso di documento falso valido per l'espatrio, reato commesso applicando la propria foto su un documento altrui. I giudici hanno confermato la responsabilità penale per il possesso di documento falso, ribadendo che l'alterazione con la propria foto integra la fattispecie più grave di contraffazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la condanna per i reati di truffa e sostituzione di persona, dichiarandoli estinti per intervenuta prescrizione prima della sentenza d'appello. Di conseguenza, la pena complessiva è stata ridotta di un anno di reclusione, confermando nel resto la decisione di secondo grado e respingendo le richieste della parte civile per mancanza di un contributo specifico al giudizio.
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