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Art. 49 Codice della Crisi d'Impresa

61 provvedimenti

Liquidazione giudiziale in proprio: la sentenza
Il Tribunale di Firenze ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale in proprio di una società operante nel settore elettronico. La decisione si fonda sull'accertato stato di insolvenza, manifestato da un'esposizione debitoria superiore a un milione di euro verso fisco e dipendenti. Il tribunale ha stabilito che l'istanza presentata dall'amministratore giudiziario non richiede l'approvazione dei soci, essendo un atto dovuto per legge.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’insolvenza
Il Tribunale di Firenze ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società commerciale. La decisione si fonda sull'accertato stato di insolvenza, evidenziato da un grave deficit patrimoniale e dall'incapacità di onorare regolarmente le proprie obbligazioni verso terzi.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’apertura
Il Tribunale ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società commerciale in liquidazione. Nonostante le resistenze della debitrice, i giudici hanno ravvisato uno stato di insolvenza irreversibile dovuto a un'esposizione debitoria superiore ai 400.000 euro, a fronte di attività quasi nulle, confermando che la soglia di 30.000 euro di debiti scaduti è il limite minimo per procedere.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’insolvenza
La Corte d'Appello di Trento ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società in liquidazione. Nonostante il tentativo della società di dimostrare una riduzione del debito tramite crediti verso terzi e garanzie immobiliari, i giudici hanno ritenuto il quadro contabile inattendibile e hanno rilevato debiti tributari superiori ai 95.000 euro, confermando l'insolvenza.
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Liquidazione giudiziale e insolvenza accertata
La Corte d'Appello di Brescia ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, ribaltando il precedente diniego. Anche se il credito era oggetto di un ricorso in Cassazione, la Corte ha ravvisato il fumus del diritto e uno stato di insolvenza manifesto, confermato dall'assenza di beni e dall'infruttuosità dei pignoramenti.
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Liquidazione giudiziale: apertura e presupposti
Il Tribunale di Roma ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società di trasporti in stato di insolvenza irreversibile. La decisione si fonda su un'esposizione debitoria superiore a 13 milioni di euro e sull'impossibilità di far fronte alle obbligazioni correnti a causa della perdita dei principali rapporti commerciali. Il provvedimento conferma la sussistenza dei requisiti dimensionali previsti dal Codice della Crisi.
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Liquidazione giudiziale: quando gli interessi salvano i creditori
La Corte di Cassazione ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale a carico di una società debitrice. L'impresa non ha fornito i bilanci degli ultimi tre esercizi né altre scritture contabili idonee a dimostrare il mancato superamento delle soglie dimensionali di non assoggettabilità alla procedura. Inoltre, la Suprema Corte ha chiarito che la semplice presentazione di un'istanza di autotutela non cancella i debiti fiscali. Infine, il credito dei creditori istanti, calcolato includendo gli interessi moratori maturati, superava ampiamente la soglia di legge di 30.000 euro, rendendo legittima l'apertura della procedura concorsuale a prescindere dalle pendenze tributarie.
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Inammissibilità concordato preventivo: il ritardo costa la liquidazione
Un'azienda ha presentato una domanda preliminare di concordato preventivo con riserva, ma ha depositato la proposta completa con sei giorni di ritardo rispetto al termine perentorio fissato dal Tribunale. Il Tribunale ha dichiarato l'inammissibilità del concordato preventivo e ha aperto la liquidazione giudiziale. L'azienda ha impugnato la decisione, chiedendo una proroga o la rimessione in termini. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, confermando che il termine non era prorogabile, soprattutto in presenza di richieste di liquidazione giudiziale da parte dei creditori. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del concordato preventivo, ribadendo che la tardività e la contemporanea presenza di istanze di liquidazione giudiziale precludevano ogni estensione o conversione della procedura.
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Liquidazione giudiziale: presupposti e apertura
Il Tribunale di Brescia ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale a carico di un imprenditore commerciale. La decisione si fonda sulla sussistenza dello stato di insolvenza, comprovato da debiti scaduti superiori a 30.000 euro, inadempimenti verso creditori e fisco, e mancato deposito dei bilanci.
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Liquidazione giudiziale impresa minore: come revocarla
La Corte d'Appello ha revocato l'apertura della liquidazione giudiziale impresa minore nei confronti di una società di Lucca. Nonostante la validità della notifica via PEC d'ufficio, l'analisi dei bilanci degli esercizi 2020-2022 ha dimostrato che l'impresa rientrava nelle soglie dimensionali ridotte previste dal Codice della Crisi, escludendo così l'assoggettabilità alla procedura concorsuale.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’apertura
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società insolvente che non ha presentato il piano di concordato nei termini stabiliti. La decisione è scaturita dall'accertamento di debiti tributari e previdenziali superiori alle soglie di legge e dall'ammissione della stessa debitrice circa l'impossibilità di risanamento.
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Stato di insolvenza: crediti Superbonus non salvano dal fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato la liquidazione giudiziale di un'impresa di costruzioni, stabilendo un principio chiave sullo stato di insolvenza. L'azienda si era opposta sostenendo che le sue difficoltà erano temporanee e dovute al blocco della cessione dei crediti Superbonus, di cui possedeva un ingente ammontare nel proprio cassetto fiscale. I giudici hanno chiarito che la presenza di un patrimonio, anche cospicuo, sotto forma di crediti fiscali non esclude lo stato di insolvenza se questi non possono essere trasformati rapidamente in liquidità per pagare i debiti. L'incapacità strutturale di adempiere alle obbligazioni prevale sul valore teorico degli asset. L'appello dell'impresa è stato quindi respinto.
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Liquidazione giudiziale: criteri impresa minore
La Corte d'Appello ha confermato la liquidazione giudiziale per una ditta individuale che ha superato le soglie dei ricavi lordi. La decisione ribadisce che per la qualifica di impresa minore contano i ricavi totali senza deduzione dei costi e che i debiti erariali provano l'insolvenza.
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Liquidazione giudiziale: criteri per l’apertura
Il Tribunale di Milano ha disposto l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società cooperativa. La decisione si fonda sulla verifica dello stato di insolvenza, manifestato da ingenti debiti erariali, mancato deposito dei bilanci e infruttuosità dei pignoramenti, in conformità con il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza.
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Liquidazione giudiziale: l’apertura della procedura
Il Tribunale ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società di persone e del suo socio illimitatamente responsabile. La decisione è scaturita dall'accertamento di un'insolvenza strutturale, alimentata da un credito insoluto di oltre 170.000 euro e un'ingente esposizione verso l'Erario superiore ai 2 milioni di euro complessivi.
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Liquidazione giudiziale: criteri per l’apertura
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società operante nel settore del lavoro interinale. La decisione si fonda sull'accertamento della competenza territoriale basata sul COMI a Milano e sulla prova di un grave stato di insolvenza, manifestato da debiti tributari milionari e perdite d'esercizio strutturali.
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Liquidazione giudiziale: presupposti e insolvenza
Il Tribunale di Milano ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società con ingenti debiti verso creditori privati e l'Erario. La decisione è scaturita dall'accertamento di uno stato di insolvenza irreversibile, aggravato dal mancato deposito dei bilanci e dall'esito negativo dei pignoramenti.
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Liquidazione Giudiziale: revoca per impresa minore
La Corte d'Appello ha accolto il reclamo di un'impresa individuale, revocando l'apertura della Liquidazione Giudiziale. Il collegio ha accertato che il debitore possedeva i requisiti di impresa minore, non superando le soglie di attivo, ricavi e debiti previste dalla legge. La decisione evidenzia l'importanza della prova documentale alternativa ai bilanci per le piccole ditte artigiane.
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Liquidazione giudiziale: i presupposti per l’apertura
Il Tribunale ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale di una società a responsabilità limitata a causa di un persistente stato di insolvenza. La decisione si fonda sul mancato soddisfacimento di crediti certi, pignoramenti negativi e rilevanti debiti fiscali, superando le soglie dimensionali previste dal Codice della Crisi d'Impresa.
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Liquidazione giudiziale start-up: la sentenza
La Corte d'Appello di Torino ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale start-up verso una società che rivendicava lo status di impresa innovativa per evitare il fallimento. La decisione si fonda sulla perdita dei requisiti di legge, sul superamento del termine dei cinque anni e sulla manifesta insolvenza derivante da debiti bancari non onorati, nonostante la presunta esistenza di brevetti immateriali.
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