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Art. 49 Codice della Crisi d'Impresa

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61 provvedimenti

Legittimazione attiva creditore: credito contestato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26518/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla legittimazione attiva creditore per la richiesta di liquidazione giudiziale. Un credito semplicemente contestato o 'sub iudice' non è sufficiente. Il giudice deve effettuare una valutazione sommaria ed incidentale per verificare l'effettiva esistenza del credito, non potendo basarsi sulla mera pendenza di un'altra causa. La Corte ha quindi annullato la decisione di merito che aveva aperto la liquidazione basandosi solo sulla contestazione del credito.
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Domanda tardiva: la Cassazione sui termini perentori
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito che aveva presentato una domanda tardiva di ammissione al passivo in una procedura di liquidazione controllata. La Corte ha stabilito che, anche in questa procedura, tutti i debiti si considerano scaduti al momento della sua apertura, rendendo il ritardo del creditore non giustificabile e la domanda inammissibile.
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Legittimazione creditore e liquidazione giudiziale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro la sentenza che ne apriva la liquidazione giudiziale. Il caso verteva sulla legittimazione creditore di una società di riscossione tributi, la quale agiva in forza di un contratto di concessione con un Comune. La Suprema Corte ha stabilito che, ai fini dell'apertura della procedura, è sufficiente un accertamento sommario e incidentale del credito, senza necessità di un giudicato. Inoltre, ha ritenuto ininfluente la contestazione sulla prescrizione di tale credito, poiché lo stato di insolvenza era ampiamente dimostrato da altri ingenti debiti erariali non contestati.
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Bancarotta fraudolenta: l’obbligo di tenuta contabile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11745/2025, ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta di un amministratore. La Corte ha chiarito che la sistematica emissione di fatture false, generando un enorme debito fiscale e causando il fallimento, integra il reato di bancarotta impropria. Inoltre, ha ribadito che l'amministratore ha un obbligo personale di conservare le scritture contabili e di consegnarle al curatore, non potendo giustificare la loro mancanza con una semplice consegna informale al liquidatore.
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Liquidazione giudiziale: si apre anche con credito conteso
Una società cessionaria di un credito milionario ha richiesto la liquidazione giudiziale di un'impresa alberghiera. Quest'ultima contestava il debito, sostenendo fosse una donazione. La Corte d'Appello ha accolto la richiesta, ritenendo sufficienti le prove per un accertamento incidentale del credito e ha dichiarato lo stato di insolvenza della società, incapace di far fronte a un'esposizione debitoria così ingente e non riportata negli ultimi bilanci.
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Liquidazione Giudiziale: Quando il Debito è Certo
Una società contesta la propria liquidazione giudiziale, sostenendo l'inesistenza di un debito e l'assenza di insolvenza. La Corte d'Appello respinge il reclamo, evidenziando che la maggior parte dei debiti era stata confermata da sentenze definitive e non più discutibili. Lo stato di insolvenza è stato confermato da numerosi indici, tra cui ingenti debiti non pagati, patrimonio netto negativo e mancanza di liquidità, rendendo la liquidazione giudiziale inevitabile.
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Liquidazione giudiziale: quando viene aperta?
Il Tribunale di Venezia ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di una società, su ricorso di alcuni creditori. La decisione si basa sulla conclamata insolvenza dell'impresa, provata da un cospicuo ammontare di debiti fiscali e contributivi non pagati, e sulla sua mancata costituzione in giudizio. La sentenza nomina un giudice delegato e un curatore, fissando i termini per le successive fasi della procedura.
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Liquidazione Giudiziale: è legittima l’apertura?
La Corte d'Appello conferma l'apertura della Liquidazione Giudiziale nei confronti di una società cooperativa. L'appello presentato dagli eredi del liquidatore è stato respinto poiché, nonostante alcuni pagamenti parziali a un creditore, lo stato di insolvenza della società era palese a causa di un debito fiscale superiore a 1,5 milioni di euro. La Corte ha stabilito che un debito così ingente è un indicatore inequivocabile di insolvenza che giustifica la procedura.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Milano ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società su sua stessa istanza. La decisione si basa sulla sussistenza dello stato di insolvenza, evidenziato da debiti erariali significativi, un calo di fatturato e il superamento delle soglie previste dal Codice della Crisi. Il Tribunale ha nominato gli organi della procedura e fissato i termini per i creditori.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Il Tribunale di Bergamo ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per un'impresa in grave stato di dissesto. La decisione si basa sull'enorme esposizione debitoria (oltre 2,6 milioni di euro) a fronte di un attivo irrisorio (€ 37), sulla richiesta dei creditori e sulla stessa adesione del debitore. La sentenza nomina il Giudice Delegato e il Curatore, fissando le scadenze per la procedura di accertamento del passivo.
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Liquidazione giudiziale: requisiti e apertura
Un'impresa del settore alimentare, gravata da ingenti debiti verso fornitori, erario ed enti previdenziali, è stata dichiarata in stato di liquidazione giudiziale dal Tribunale di Bergamo. La sentenza evidenzia lo stato di grave dissesto finanziario, l'incapacità di far fronte alle obbligazioni e la mancata costituzione in giudizio del debitore. Il Tribunale ha nominato un curatore e un giudice delegato, fissando i termini per il deposito dei bilanci e l'udienza di verifica dei crediti, applicando le norme del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII).
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Bergamo ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società debitrice su ricorso di un creditore. Nonostante la società resistente avesse tentato di difendersi allegando piani di rientro parzialmente onorati e un presunto credito fiscale, il Tribunale ha accertato uno stato di insolvenza conclamato. La decisione si fonda sull'elevato indebitamento verso il ricorrente e l'erario, sull'esistenza di altre procedure monitorie e sulla mancanza di mezzi liquidi per far fronte alle obbligazioni. È stata inoltre rigettata la richiesta della società di un termine per presentare un piano alternativo, giudicata troppo generica e priva di supporto documentale.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Il Tribunale di Ancona, con sentenza del 01/07/2025 nel caso R.G. 52-1/2025, ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di una ditta individuale. La decisione si fonda sullo stato di insolvenza dell'impresa, evidenziato da ingenti debiti verso ex dipendenti, fisco e enti previdenziali, e sulla mancata costituzione in giudizio della debitrice, che non ha così assolto all'onere di provare la sussistenza dei requisiti dimensionali per evitare la procedura.
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Liquidazione giudiziale: quando si presume l’insolvenza
Il Tribunale di Ancona (Sentenza N.R.G. PU 60-1/2025 del 01/07/2025) ha aperto la liquidazione giudiziale di una S.R.L.S. su ricorso di due creditori. La decisione si fonda sulla presunzione di superamento dei limiti dimensionali (art. 2 CCII), dato il mancato deposito dei bilanci dal 2014, e sullo stato di insolvenza conclamato, con debiti per oltre 400.000 euro verso dipendenti, fisco e enti previdenziali, superando la soglia di cui all'art. 49 CCII.
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Onere prova liquidazione giudiziale: chi deve provare
Una società ha impugnato la propria liquidazione giudiziale, sostenendo un difetto di notifica e la sua qualifica di "impresa minore". La Corte d'Appello ha respinto il reclamo, confermando la validità della notifica e ribadendo che l'onere della prova nella liquidazione giudiziale, per quanto riguarda i requisiti dimensionali dell'impresa minore, ricade esclusivamente sul debitore. In assenza di tale prova, la liquidazione è stata confermata.
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Liquidazione giudiziale: quando la crisi è insolvenza
Una società in liquidazione giudiziale ha impugnato la sentenza, sostenendo di trovarsi in una crisi temporanea e non in uno stato di insolvenza, a causa di ritardi nell'incasso di crediti fiscali. La Corte d'Appello ha respinto il reclamo, confermando l'insolvenza irreversibile sulla base di prove schiaccianti: debiti ingenti, patrimonio netto negativo, paralisi operativa e l'impossibilità di liquidare gli asset vantati. La Corte ha sottolineato che l'insolvenza consiste nell'incapacità di adempiere regolarmente alle obbligazioni, un dato che va oltre il semplice confronto contabile tra attivi e passivi.
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Onere della prova liquidazione giudiziale: chi deve?
Una società ha impugnato la sentenza di apertura della sua liquidazione giudiziale, sostenendo di essere al di sotto delle soglie di legge e di vantare un credito significativo. La Corte d'Appello ha respinto il reclamo, affermando che l'onere della prova nella liquidazione giudiziale spetta all'imprenditore, specialmente in assenza di bilanci depositati. I documenti alternativi prodotti dalla stessa società, uniti all'ammissione di non poter pagare un debito esecutivo, hanno confermato uno stato di insolvenza conclamato, rendendo inevitabile la conferma della liquidazione.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Un creditore ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società debitrice per un credito non saldato. Il Tribunale, constatata l'assenza della società in giudizio e analizzando una serie di indizi come l'omesso deposito dei bilanci, l'esistenza di debiti fiscali e previdenziali e la chiusura della sede operativa, ha accolto il ricorso. La sentenza ha dichiarato lo stato di insolvenza e aperto la procedura di liquidazione giudiziale, nominando gli organi preposti.
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Liquidazione giudiziale: requisiti e apertura procedura
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, su ricorso di un creditore. La decisione è basata sulla sussistenza di un conclamato stato di insolvenza, dimostrato da un ingente debito scaduto verso il ricorrente, debiti tributari e previdenziali significativi, e l'incapacità dell'impresa di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni. La sentenza nomina gli organi della procedura e stabilisce le scadenze per i creditori.
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Liquidazione giudiziale: i presupposti per l’apertura
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per un'impresa individuale. La decisione si basa sulla presenza di un debito scaduto superiore a €30.000, sull'incapacità dell'imprenditore di dimostrare il possesso dei requisiti per essere considerato 'impresa minore' e sulla conclamata situazione di insolvenza, manifestata dall'impossibilità di far fronte regolarmente ai propri pagamenti. Questa sentenza chiarisce i presupposti fondamentali per l'avvio della procedura di liquidazione giudiziale.
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