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Art. 448 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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804 provvedimenti

Altri anni per Art. 448 Codice di Procedura Penale

Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
Un imputato, condannato con patteggiamento per reati di droga e resistenza a pubblico ufficiale, presenta ricorso in Cassazione lamentando una carenza di motivazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, dopo la riforma del 2017, i motivi di impugnazione sono tassativi e non includono una generica doglianza sulla valutazione del giudice. La decisione sottolinea la quasi definitività delle sentenze di patteggiamento e le conseguenze economiche di un ricorso infondato.
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Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento, lamentando la mancanza di motivazione sulla congruità della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che i motivi di impugnazione sono tassativamente indicati dalla legge e tra questi non rientra la valutazione sulla congruità della pena concordata tra le parti.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
Un imputato, condannato con patteggiamento per reati di droga, ha presentato ricorso lamentando la mancata motivazione sulla congruità della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017 (art. 448, co. 2-bis c.p.p.), i motivi di impugnazione sono tassativi e non includono la valutazione sulla congruità della sanzione concordata tra le parti.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento, ribadendo i rigidi limiti all'impugnazione delle sentenze di applicazione della pena su richiesta. Il ricorso era basato sulla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. (cause di proscioglimento), un motivo che, secondo la Corte, non rientra più tra quelli ammissibili a seguito della riforma introdotta dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. La decisione conferma che l'accordo tra le parti nel patteggiamento rende la sentenza quasi definitiva, salvo per vizi tassativamente previsti.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento. L'appello contestava la mancata sospensione condizionale della pena, un motivo non previsto dall'art. 448 c.p.p. per impugnare una sentenza di patteggiamento. Condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento per la mancata sospensione condizionale della pena, poiché il motivo non rientra tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, c. 2-bis c.p.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento, ribadendo che l'impugnazione contro una sentenza di applicazione della pena su richiesta è consentita solo per i motivi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Il ricorso, basato su contestazioni relative alla determinazione della pena, esulava da tali casi, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento presentato al di fuori dei casi tassativi previsti dalla legge. L'appellante, avendo sollevato motivi non consentiti, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Confisca veicolo: quando è illegale per guida in ebbrezza
Un giovane automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 1,33 g/l, ha ottenuto l'annullamento della sanzione accessoria della confisca del veicolo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la confisca veicolo è una misura illegale in questa fascia di tasso alcolemico, prevista dalla legge solo per i casi più gravi con tasso superiore a 1,5 g/l. La Corte ha invece dichiarato inammissibile il ricorso relativo a un presunto errore di calcolo della pena, poiché la sanzione finale applicata era conforme all'accordo di patteggiamento.
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Ricorso patteggiamento: limiti all’impugnazione
Un imputato, condannato per rapina con patteggiamento, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la motivazione sulla pena. La Corte ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, secondo l'art. 448 c.p.p., non si può impugnare la congruità della pena concordata, ma solo per vizi tassativamente previsti dalla legge.
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Confisca del profitto: no senza prova del nesso causale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento per bancarotta fraudolenta, limitatamente alla confisca del profitto. La Corte ha stabilito che la confisca di denaro su un conto personale richiede la prova rigorosa del nesso di derivazione diretta dal reato, non potendosi basare su mere presunzioni. La mancanza di motivazione su questo punto cruciale ha portato al rinvio del caso al tribunale per un nuovo esame alla luce dei recenti principi enunciati dalle Sezioni Unite.
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Pene accessorie fallimentari: obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento per bancarotta fraudolenta, limitatamente alla durata delle pene accessorie fallimentari. La Corte ha stabilito che il giudice, nell'applicare la sanzione accessoria della durata massima di dieci anni, non aveva fornito alcuna motivazione, violando il principio secondo cui la durata di tali pene deve essere determinata in concreto in base ai criteri di gravità del reato e personalità dell'imputato, e non applicata automaticamente.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento contro una sentenza per tentata rapina aggravata. La doglianza, basata sull'omessa valutazione di una possibile assoluzione ex art. 129 c.p.p., viene respinta in base all'art. 448, comma 2-bis c.p.p., che preclude tale motivo di ricorso. Il ricorrente è condannato alle spese e a una sanzione.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile patteggiamento poiché i motivi addotti non rientravano nei casi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti di impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'impugnazione, basata sul mancato riconoscimento di attenuanti e della particolare tenuità del fatto, si scontra con i limiti tassativi imposti dall'art. 448 c.p.p. e con la genericità dei motivi presentati. L'ordinanza ribadisce che il ricorso patteggiamento è possibile solo per vizi specifici, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: l’analisi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile patteggiamento poiché proposto avverso una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti. L'appello, basato unicamente sulla contestazione dell'entità della pena, è stato respinto per due motivi: la legge non ammette tale motivo di ricorso per le sentenze di patteggiamento e la motivazione addotta era del tutto generica. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento emessa dal Tribunale di Milano. Il motivo dell'appello, basato sulla richiesta di proscioglimento immediato ai sensi dell'art. 129 c.p.p., è stato ritenuto generico e non consentito dalla legge per questa tipologia di sentenze (art. 448 c.p.p.). Il caso si conclude con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione, confermando la rigidità delle regole sul ricorso inammissibile patteggiamento.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: limiti appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato contestava la qualificazione giuridica del reato e l'entità della pena, ma la Corte ha stabilito che tali motivi non sono ammessi dalla legge per questo tipo di sentenze. La decisione sottolinea inoltre la necessità di formulare motivi di ricorso specifici e non generici, pena la condanna a spese e sanzioni pecuniarie.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato un ricorso inammissibile patteggiamento proposto avverso una sentenza del Tribunale di Brescia. La decisione si fonda su due pilastri: la violazione dei limiti di impugnazione previsti dall'art. 448 del codice di procedura penale e la genericità assoluta dei motivi presentati. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da due imputati contro una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sull'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., che limita l'impugnabilità a specifiche violazioni di legge, escludendo censure sulla congruità della pena o sul bilanciamento delle circostanze. Il caso sottolinea la natura quasi definitiva dell'accordo di patteggiamento e le ristrette possibilità di un successivo ricorso per cassazione patteggiamento.
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