La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10653/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di reperibilità notturna. Il tempo trascorso da un lavoratore in regime di reperibilità con obbligo di pernottamento presso la struttura del datore di lavoro deve essere considerato integralmente come 'orario di lavoro', in linea con la normativa europea. Di conseguenza, la retribuzione per tale servizio non può consistere in una minima indennità forfettaria, ma deve essere proporzionata e sufficiente, come sancito dall'art. 36 della Costituzione. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva negato tale diritto a un educatore di una cooperativa sociale, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questi principi.
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