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Art. 420 Codice di Procedura Civile

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268 provvedimenti

Somministrazione irregolare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9265/2019, affronta un caso di somministrazione irregolare. Una lavoratrice aveva ottenuto in primo e secondo grado la conversione del suo contratto a tempo indeterminato presso l'azienda utilizzatrice, poiché la causale, legata a 'punte di intensa attività', era stata ritenuta troppo generica e non provata. La Cassazione conferma la conversione del rapporto ma cassa la sentenza sulla parte economica, stabilendo che al lavoratore spetta l'indennità risarcitoria onnicomprensiva prevista dall'art. 32 della L. 183/2010 e non l'integrale pagamento delle retribuzioni perse.
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Responsabilità professionale avvocato: il dovere del cliente
Una lavoratrice cita in giudizio il proprio avvocato per non aver avviato una causa per mobbing, causandone la prescrizione. La Corte d'Appello rigetta la domanda, confermando la sentenza di primo grado. La decisione si fonda sulla mancata collaborazione della cliente, che non ha fornito al legale i nominativi dei testimoni, elemento essenziale per l'azione legale. Viene quindi esclusa la responsabilità professionale avvocato, poiché l'insuccesso della causa è imputabile alla condotta omissiva della stessa assistita.
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Inadempimento Locazione: quando i vizi non bastano
La Corte d'Appello di Venezia ha respinto il ricorso di un'azienda conduttrice, confermando la risoluzione del contratto per inadempimento locazione. La sentenza ha chiarito che i vizi dell'immobile, se non impediscono totalmente il godimento del bene, non legittimano la sospensione totale del pagamento del canone, specialmente se il conduttore ha continuato a utilizzare e persino a sublocare i locali. La condotta del conduttore è stata ritenuta contraria a buona fede e la sua inadempienza nel pagamento del canone è stata giudicata grave.
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Cessione non autorizzata del contratto e risoluzione
Il Tribunale di Torino ha dichiarato la risoluzione di un contratto di locazione commerciale a causa di una cessione non autorizzata del contratto e della conseguente morosità del conduttore. La sentenza ha stabilito la responsabilità solidale tra il conduttore originario e quello subentrato, condannandoli al pagamento dei canoni arretrati e al rilascio dell'immobile. È stata inoltre respinta la domanda riconvenzionale del conduttore per mancata prova della richiesta formale di manutenzione.
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Sanzione software senza licenza: la guida completa
Un'azienda è stata multata per oltre 28.000 euro per l'utilizzo di software non licenziato. Si è opposta alla sanzione, sostenendo che il calcolo per i programmi obsoleti fosse errato. Il tribunale ha respinto l'opposizione, confermando che la sanzione software senza licenza deve essere basata sul prezzo di mercato al momento dell'ispezione, anche per le versioni più vecchie. La precedente sentenza penale è stata un fattore determinante.
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Sanzione disciplinare: rifiuto turno è insubordinazione
Un lavoratore ha impugnato una sanzione disciplinare (una multa) ricevuta per essersi rifiutato di svolgere un turno di sabato, assegnato dal datore di lavoro come modifica dell'orario ordinario. Il lavoratore ha sostenuto che si trattasse di una mera richiesta e ha addotto motivi personali. Il Tribunale ha respinto il ricorso, stabilendo che la modifica del turno rientra nel legittimo potere organizzativo dell'azienda e non richiede il consenso del dipendente. Il rifiuto è stato quindi considerato un atto di insubordinazione, che giustifica la sanzione disciplinare.
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Indennità di occupazione: quando è dovuta?
Una società continua a occupare i locali commerciali dopo la scadenza del contratto di affitto di ramo d'azienda. Il Tribunale, respingendo l'opposizione al decreto ingiuntivo, ha chiarito che l'indennità di occupazione è dovuta per legge (art. 1591 c.c.) fino all'effettiva riconsegna, a prescindere dalla cessazione del contratto. La decisione si fonda anche su una confessione stragiudiziale dell'occupante.
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Licenziamento illegittimo per attività in malattia
Un lavoratore, in malattia per due infortuni sul lavoro, viene licenziato dopo che un investigatore privato lo filma mentre svolge attività agricole. Il Tribunale ha dichiarato il licenziamento illegittimo. Una CTU ha accertato che le attività non pregiudicavano la guarigione. Inoltre, il controllo investigativo è stato ritenuto illegittimo perché avviato senza un fondato sospetto di illecito. Il lavoratore ha ottenuto la reintegrazione e il risarcimento del danno.
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