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Art. 42 Costituzione

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596 provvedimenti

Appello inammissibile: quando mancano i motivi specifici
La Corte di Cassazione conferma la decisione di inammissibilità di un gravame contro una banca. L'appello inammissibile era privo di motivi specifici e di una chiara domanda, limitandosi a richieste generiche su presunto anatocismo e usura in due contratti di mutuo. La Corte ribadisce i requisiti formali stringenti dell'atto di appello.
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Ricorso Straordinario Misure Prevenzione: Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario proposto contro una sua precedente decisione in materia di misure di prevenzione patrimoniale (confisca di beni). Il ricorrente lamentava un errore di fatto, ma la Corte ha ribadito che tale rimedio è riservato esclusivamente alla figura del 'condannato' in un procedimento penale e non può essere esteso a chi è sottoposto a misure di prevenzione, data la diversa natura dei due istituti. La decisione conferma un orientamento consolidato, sottolineando che la diversità di trattamento è costituzionalmente legittima.
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Abuso del Diritto: Cassazione su dividendi mascherati
La Corte di Cassazione ha confermato un accertamento per abuso del diritto nei confronti di alcuni soci che avevano ceduto le quote della loro società operativa a una holding, da loro stessi interamente posseduta. L'operazione mirava a trasformare i dividendi, tassati al 40%, in rate di prezzo per la cessione, tassate in modo più favorevole. La Corte ha ritenuto l'operazione priva di valide ragioni economiche e finalizzata unicamente a un indebito risparmio fiscale, configurando un chiaro caso di abuso del diritto.
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Tutela del terzo confisca: no al giudice civile
La Corte di Cassazione ha stabilito l'improcedibilità dell'azione civile intentata dagli eredi di un soggetto terzo per rivendicare la proprietà di un terreno erroneamente incluso in una confisca di prevenzione. La Corte ha ribadito che l'unica sede per la tutela del terzo in caso di confisca è quella penale, tramite l'incidente di esecuzione, e non il tribunale civile. Una volta che tale via è stata percorsa senza successo, la pretesa del terzo è definitivamente preclusa, consolidando l'acquisizione del bene allo Stato.
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Acquisizione sanante: valore al decreto non all’occupazione
Una società contesta l'indennizzo per un'acquisizione sanante di un terreno. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: il valore venale dell'immobile deve essere calcolato alla data del provvedimento di acquisizione e non a quella dell'originaria occupazione illegittima. La decisione della Corte d'Appello, che aveva utilizzato un valore storico, è stata annullata perché l'acquisizione sanante ha efficacia non retroattiva.
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Sequestro probatorio del cellulare: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro il sequestro probatorio di un cellulare. L'indagato per rapina si opponeva al sequestro del suo telefono, usato per filmare la vittima, definendolo esplorativo. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale del riesame adeguata e il provvedimento del PM sufficientemente specifico.
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Prova Nuova e Confisca: la Cassazione alle Sezioni Unite
In un caso riguardante la richiesta di revoca di una confisca di prevenzione da parte degli eredi, la Corte di Cassazione ha riscontrato un profondo contrasto giurisprudenziale sulla nozione di "prova nuova". La questione verte sulla possibilità di considerare "nuove" anche prove preesistenti ma non prodotte nel procedimento originario. Data l'incertezza, la V Sezione Penale ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto definitivo, che chiarisca i requisiti per rimettere in discussione una misura patrimoniale divenuta irrevocabile.
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Ammortamento alla francese: Cassazione su anatocismo
Un cliente ha contestato un contratto di mutuo, sostenendo che il piano di ammortamento alla francese generasse anatocismo e tassi usurari. Dopo la conferma in Appello della legittimità del contratto, basata anche su una consulenza tecnica, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ritenuto le censure del ricorrente troppo generiche e astratte, in quanto non contestavano specificamente l'assenza di anatocismo nel caso concreto e si ponevano in contrasto con principi di diritto già consolidati dalla stessa Corte a Sezioni Unite.
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Indennizzo acquisizione sanante: i limiti del ricorso
Un Ente Locale ricorre in Cassazione ritenendo eccessivo l'indennizzo per acquisizione sanante determinato dalla Corte d'Appello per un terreno illegittimamente occupato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che le critiche alla valutazione del perito tecnico riguardano il merito della causa e non sono riesaminabili in sede di legittimità, che decide solo su questioni di diritto. Viene così confermato l'indennizzo liquidato ai privati proprietari.
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Indennizzo vincolo ambientale: Giurisdizione Ordinaria
Alcuni proprietari di terreni situati in un parco nazionale hanno richiesto un indennizzo per vincolo ambientale che limita il loro diritto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia per l'indennizzo, basata sulla lesione di un diritto soggettivo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non di quello amministrativo, poiché non si contesta l'atto impositivo del vincolo.
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Servitù aree sciabili: limiti alla proprietà privata
Un proprietario terriero cita in giudizio una società di impianti sciistici per l'occupazione senza titolo dei suoi terreni. Le corti di merito rigettano la richiesta di rilascio, invocando i vincoli del piano regolatore. La Corte di Cassazione, invece, accoglie il ricorso, stabilendo che i vincoli urbanistici non possono tradursi in un'espropriazione di fatto a favore di un privato. La Corte ha chiarito che per la costituzione di una servitù aree sciabili è necessaria una procedura espropriativa formale e non basta un semplice atto di pianificazione territoriale.
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Riacquisto immobile abusivo: niente indennizzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di riacquisto di un'area da parte di un consorzio industriale, nessun indennizzo è dovuto per il fabbricato costruito con irregolarità edilizie, anche se potenzialmente sanabili. L'ordinanza chiarisce che il valore del riacquisto immobile abusivo si limita a quello del terreno, escludendo il valore della costruzione se non è stata presentata una formale istanza di sanatoria prima dell'atto di riacquisto. La decisione conferma che il proprietario non può trarre un vantaggio economico da un'attività edilizia illegale.
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Accessione su suolo comune: la guida della Cassazione
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce il principio dell'accessione su suolo comune in un caso di divisione ereditaria. Alcuni coeredi avevano costruito degli immobili su un cortile comune. La Corte d'Appello aveva escluso il diritto al conguaglio per gli altri coeredi, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. È stato stabilito che la costruzione su terreno comune diventa proprietà di tutti i coeredi per accessione e il suo valore deve essere considerato nella divisione, garantendo un giusto compenso a chi non riceve una quota fisica del bene.
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Confisca terzo: annullata inammissibilità senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile, senza udienza, l'opposizione di una società contro la confisca di beni. La società, terza estranea al processo penale originario, non era stata avvisata. La Suprema Corte ha stabilito che la mancata fissazione dell'udienza per discutere l'opposizione costituisce una violazione insanabile del diritto al contraddittorio, soprattutto nel caso di confisca terzo, e ha rinviato il caso al giudice dell'esecuzione per una nuova valutazione nel rispetto delle garanzie processuali.
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Sequestro a terzi: legittimità e intestazione fittizia
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo su un immobile intestato a una persona, ma di fatto riconducibile al suo compagno, indagato per reati tributari. La sentenza chiarisce che, ai fini del sequestro a terzi, non rileva la titolarità formale del bene, ma la sua effettiva disponibilità da parte dell'indagato. Il ricorso della proprietaria formale è stato rigettato perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e perché il Tribunale aveva adeguatamente motivato la fittizietà dell'intestazione sulla base di elementi indiziari concreti.
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Valore immobile abusivo: no indennizzo per la costruzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4781/2025, ha stabilito che nel calcolo del prezzo di riacquisto di un'area industriale, il valore dell'immobile abusivo, specificamente quello privo di autorizzazione paesaggistica, non deve essere considerato. Anche se la normativa sul riacquisto da parte dei consorzi industriali è autonoma rispetto a quella sull'espropriazione, si applica il principio generale per cui il proprietario non può trarre vantaggio dalla propria attività illecita. Di conseguenza, l'indennizzo si basa solo sul valore del terreno e non sulla costruzione.
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Occupazione sine titulo: restituzione del terreno
Un proprietario ha citato in giudizio un Condominio e un Comune per l'occupazione sine titulo di un suo terreno. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'autorizzazione a costruire del Comune non giustifica la violazione della proprietà privata e che il Condominio è tenuto alla restituzione della porzione di suolo illecitamente occupata, indipendentemente da un precedente risarcimento ottenuto dal proprietario nei confronti del Comune per un'altra opera.
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Pericolosità sociale: no a misure senza continuità
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di misure di prevenzione personali e patrimoniali nei confronti di un soggetto. La decisione si fonda sul principio che la pericolosità sociale richiede l'abitualità' delle condotte delittuose, ovvero una continuità nel tempo. La presenza di lunghi intervalli temporali senza attività criminali provate impedisce di considerare sussistente tale requisito, non potendo tali 'vuoti' essere colmati da mere congetture. La sentenza ribadisce la necessità di un approccio rigoroso e tassativo, in linea con i principi costituzionali.
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Assegno vitalizio: legittima la riduzione dell’importo
Ex consiglieri regionali hanno impugnato la riduzione del loro assegno vitalizio, sostenendone l'illegittimità. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, stabilendo che l'assegno vitalizio ha natura indennitaria e non pensionistica. Pertanto, il suo importo può essere ridotto in base a parametri di calcolo variabili ('mobili'), come le indennità dei consiglieri in carica, senza violare diritti acquisiti o norme costituzionali.
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Indennità di esproprio: quando un’area è edificabile?
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per determinare l'indennità di esproprio, stabilendo che un'area destinata a servizi universitari è da considerarsi edificabile se gli strumenti urbanistici consentono anche l'intervento privato, come la costruzione di residenze. La decisione distingue nettamente queste aree da quelle in fascia di rispetto stradale, che per legge sono inedificabili. Questo principio è fondamentale per calcolare la corretta indennità di esproprio spettante ai proprietari.
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