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Art. 42 Costituzione — Anno 2026

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82 provvedimenti

Altri anni per Art. 42 Costituzione

Coltivazione di cannabis: quando scatta il sequestro
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro probatorio di oltre 1700 piante di cannabis e relative infiorescenze presso un'azienda agricola. La difesa sosteneva la liceità della condotta invocando la normativa sulla canapa industriale, ma i giudici hanno rilevato la mancanza di prove circa la destinazione lecita della coltura. La presenza di macchinari per l'essiccazione e il confezionamento ha rafforzato l'ipotesi di una coltivazione di cannabis destinata allo spaccio, rendendo necessario il vincolo reale per accertare il principio attivo e la finalità della produzione.
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Revoca della confisca: i limiti della prova nuova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revoca della confisca di quote societarie e compendi aziendali. Il nodo centrale riguarda la nozione di prova nuova: i ricorrenti avevano presentato documentazione bancaria ottenuta anni dopo il provvedimento definitivo. La Suprema Corte ha stabilito che tali documenti non costituiscono prova nuova poiché erano già nella disponibilità delle parti o comunque ottenibili con l'ordinaria diligenza durante il procedimento originario. La revoca della confisca non può essere utilizzata per sanare negligenze difensive o per sollecitare una mera rivalutazione del merito in assenza di fatti realmente sopravvenuti o incolpevolmente ignorati.
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Immobili collabenti: guida alla categoria F/2
La Corte di Cassazione ha stabilito che la classificazione di un fabbricato come immobili collabenti (categoria F/2) dipende esclusivamente dallo stato di fatto oggettivo della struttura. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato il declassamento di alcuni immobili, sostenendo che il degrado fosse imputabile alla sola inerzia del proprietario e non a eventi eccezionali. I giudici hanno invece chiarito che non esiste un obbligo per il privato di mantenere l'immobile in condizioni di produttività fiscale. Se l'edificio è oggettivamente fatiscente e inidoneo all'uso, deve essere iscritto in catasto senza attribuzione di rendita, a prescindere dalle cause soggettive che hanno determinato la rovina.
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Demolizione abusi: chi è il vero responsabile?
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un ordine di demolizione emesso nei confronti della proprietaria di un immobile abusivo, nonostante quest'ultima sostenesse di aver trasferito il possesso a terzi tramite scrittura privata. La Corte ha chiarito che la demolizione ha natura di sanzione amministrativa ripristinatoria con carattere reale, il che significa che segue il bene indipendentemente da chi ne sia l'attuale occupante o proprietario. Il trasferimento del possesso non esime il responsabile dell'abuso dall'obbligo di ripristino, né impedisce l'esecuzione dell'ordine, volto a tutelare l'assetto urbanistico violato.
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Sequestro probatorio smartphone: la nuova guida
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro probatorio smartphone nei confronti di un soggetto indagato per spaccio di stupefacenti. Il ricorrente contestava la mancanza di motivazione del decreto e la violazione del principio di proporzionalità per l'assenza di limiti temporali nell'estrazione dei dati. La Suprema Corte ha stabilito che il nesso tra il dispositivo e il reato di spaccio è intuitivo, rendendo valida la motivazione per relationem ai verbali di polizia. Inoltre, è stato chiarito che non sussiste un obbligo di fissare un termine perentorio per le analisi tecniche, purché queste avvengano in tempi ragionevoli.
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Sequestro probatorio: limiti e proporzionalità
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro probatorio avente ad oggetto dispositivi elettronici e documentazione tecnica. Il ricorrente contestava la mancanza di motivazione del decreto e la violazione del principio di proporzionalità per l'assenza di un termine finale per l'estrazione dei dati. La Suprema Corte ha stabilito che il Pubblico Ministero può integrare la motivazione sulle esigenze probatorie durante l'udienza di riesame. Inoltre, ha chiarito che la proporzionalità non richiede la fissazione di un termine perentorio nel decreto, purché le operazioni tecniche siano limitate al tempo strettamente necessario e finalizzate all'accertamento dei fatti oggetto di indagine.
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Servitù di elettrodotto: quando è legittima?
La Suprema Corte ha annullato una sentenza che riteneva la servitù di elettrodotto costituita automaticamente per effetto della nazionalizzazione dell'energia elettrica. La Corte ha stabilito che, per gravare un fondo privato, è necessario un titolo specifico come un contratto, l'usucapione o un decreto di esproprio con indennizzo, poiché la semplice autorizzazione amministrativa non incide sui diritti reali.
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Canoni telecomunicazioni: validità accordi pre-2019
La Corte di Cassazione ha stabilito che i canoni telecomunicazioni previsti da accordi negoziali stipulati nel 2002 sono dovuti per le annualità 2013-2015. La normativa che esenta gli operatori da oneri anche di natura privata, introdotta nel 2019, non ha effetto retroattivo su obbligazioni già sorte da contratti validi.
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Sequestro probatorio dati informatici: i nuovi limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di sequestro probatorio dati informatici che prevedeva l'acquisizione indiscriminata di file da dispositivi mobili e computer senza criteri di selezione, richiamando la necessità di rispettare il principio di proporzionalità.
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Sequestro probatorio e proporzionalità: i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di sequestro di capi di abbigliamento per presunta contraffazione. La decisione evidenzia la violazione del principio di sequestro probatorio e proporzionalità, rilevando che il giudice non ha valutato le prove difensive né giustificato la necessità di vincolare centinaia di beni anziché pochi campioni rappresentativi.
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Indennità di esproprio beni culturali: calcolo e regole
La Corte di Cassazione ha analizzato il complesso caso relativo all'espropriazione di un archivio storico di inestimabile valore. La disputa riguardava la determinazione della indennità di esproprio beni culturali, contestata sia per i criteri di abbattimento del valore dovuti ai vincoli storici, sia per la valutazione di autenticità di alcuni disegni. La Corte ha confermato la legittimità del ricorso al mercato internazionale per la stima, ma ha accolto le doglianze sulla decorrenza degli interessi legali, che devono partire dal decreto di esproprio.
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Confisca di prevenzione: è retroattiva? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di prevenzione di un immobile acquistato prima dell'estensione della normativa ai reati comuni. La Suprema Corte ha stabilito che la confisca di prevenzione non è una sanzione penale, ma una misura di sicurezza, e pertanto può essere applicata retroattivamente. La sua applicazione si fonda sulla pericolosità sociale del soggetto al momento dell'acquisto del bene e sull'impossibilità di giustificarne la lecita provenienza, anche adducendo proventi da evasione fiscale.
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Risarcimento danno: il giudice può cambiare motivo
Un proprietario ha richiesto il risarcimento del danno per la perdita di disponibilità di un terreno, confiscato a seguito di una lottizzazione illegittima autorizzata da un Comune. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sentenza di primo grado, che aveva condannato il Comune sulla base di una qualificazione giuridica dei fatti diversa da quella prospettata dal ricorrente, non era nulla. Il giudice, infatti, può applicare una norma diversa se i fatti storici alla base della domanda rimangono invariati. Inoltre, ha chiarito che la richiesta di restituzione di un bene implica anche il suo ripristino allo stato originario.
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Confisca per equivalente: legittima sull’amministratore
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente a carico dell'amministratore di una società per un'ingente evasione fiscale. La Corte ha stabilito che la misura non ha natura punitiva ma ripristinatoria, e colpisce l'amministratore in quanto autore del reato, a prescindere da un suo arricchimento personale. La confisca per equivalente è applicabile quando non sia possibile aggredire il profitto diretto del reato, che in questo caso era entrato nel patrimonio della società.
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Prova nuova: Cassazione Sezioni Unite, revoca confisca
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione intervengono per definire il concetto di "prova nuova" ai fini della revoca di una confisca di prevenzione disposta prima del Codice Antimafia. La Corte sposa un'interpretazione restrittiva, stabilendo che la revoca non può basarsi su prove preesistenti che potevano essere prodotte durante il procedimento originario, a meno che non si dimostri un'impossibilità dovuta a forza maggiore. Nel caso di specie, la richiesta di revoca presentata dagli eredi di un soggetto destinatario della misura è stata respinta, rafforzando così la stabilità del giudicato di prevenzione.
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Conversione del pignoramento: il termine è perentorio
Una debitrice presentava istanza di conversione del pignoramento sulla sua abitazione principale dopo l'emissione dell'ordinanza di vendita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il termine previsto dalla legge per la richiesta di conversione del pignoramento è perentorio e non viola i principi costituzionali. La decisione bilancia il diritto del creditore a ottenere soddisfazione e la necessità di garantire la stabilità e la credibilità delle procedure esecutive, anche a fronte del diritto all'abitazione.
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Sequestro preventivo: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di ristorazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo dei suoi locali. Il sequestro era stato disposto per gravi violazioni in materia di conservazione degli alimenti. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione contro un sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge e non per riesaminare nel merito la valutazione dei fatti, consolidando un principio fondamentale della procedura penale.
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Rendita Catastale: Quando non si può modificare
Una società ha contestato la rendita catastale di un immobile, adducendo lievi modifiche interne e uno stato di degrado. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che variazioni non significative e la mancata manutenzione da parte del proprietario non sono motivi validi per ridurre la rendita. La Corte ha inoltre ribadito che il sopralluogo non è obbligatorio per la determinazione della rendita tramite stima diretta.
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Revoca confisca post-CEDU: il caso analizzato
A seguito di una condanna della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) che ha ritenuto illegittima la confisca di alcuni terreni disposta nei confronti di un cittadino, nonostante il reato di lottizzazione abusiva fosse stato dichiarato prescritto, la Corte di Cassazione ha ordinato la revoca confisca. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: anche chi è prosciolto per prescrizione può essere considerato 'condannato' ai fini dell'impugnazione, qualora subisca una misura punitiva come la confisca, e può quindi attivare i rimedi per l'esecuzione delle sentenze della CEDU.
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Sequestro probatorio: la proporzionalità temporale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 543 del 2026, ha annullato un'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva invalidato un sequestro probatorio di dispositivi informatici. La Corte ha stabilito che la motivazione del Pubblico Ministero era adeguata sia riguardo all'ambito temporale dei dati da acquisire, sia riguardo alla durata delle operazioni di analisi. Si è chiarito che non è necessario fissare un termine perentorio per l'analisi dei dati, ma è sufficiente delineare una scansione ragionevole delle operazioni, bilanciando le esigenze investigative con il principio di proporzionalità.
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