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Art. 42 Costituzione — Anno 2025

151 provvedimenti

Altri anni per Art. 42 Costituzione

Indennità di esproprio: calcolo e cessioni volontarie
La Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo dell'indennità di esproprio, confermando la decisione di un giudice di merito che aveva incluso le cessioni volontarie come parametro di valutazione, escludendo invece comparabili troppo distanti nel tempo. L'ordinanza rigetta i ricorsi dei proprietari, ritenendo la motivazione della Corte d'Appello sufficiente e non contraddittoria.
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Confisca di prevenzione: la Cassazione e la pericolosità
La Corte di Cassazione conferma una massiccia confisca di prevenzione a carico di un imprenditore ritenuto socialmente pericoloso per aver accumulato un ingente patrimonio attraverso un complesso sistema di società schermo e interposizioni fittizie. La sentenza ribadisce che la pericolosità può essere provata anche da reati prescritti e che i terzi intestatari dei beni possono contestare la misura solo per rivendicare la titolarità effettiva degli stessi, non i presupposti della misura applicata al proposto.
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Confisca terzo: la buona fede deve essere provata
Una società immobiliare si oppone alla confisca dei propri beni, derivante da reati tributari commessi da un imprenditore ad essa collegato. La società sosteneva la propria buona fede e lamentava di non essere stata citata nel processo di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la confisca. Ha stabilito che la natura fittizia del trasferimento dei beni e l'assenza di buona fede della società erano già state accertate con sentenza definitiva. Inoltre, ha ribadito che la mancata citazione del terzo proprietario del bene costituisce una mera irregolarità procedurale, sanabile tramite l'incidente di esecuzione, strumento nel quale la società non è riuscita a dimostrare le proprie ragioni.
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Sequestro preventivo per rischio idrogeologico
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di un immobile in un'area a rischio frana. La Corte ha stabilito che la valutazione del pericolo concreto spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, confermando la legittimità della misura basata su accertamenti tecnici che evidenziavano un elevato rischio idrogeologico e una grave compromissione della stabilità del costone roccioso sovrastante.
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Gioco online: incostituzionale la maxi-sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione di 20.000 euro inflitta al titolare di una sala scommesse per aver messo a disposizione del pubblico dei computer con accesso a internet. La decisione segue una pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma che sanzionava la mera possibilità di connessione a siti di gioco online, ritenendola sproporzionata e incostituzionale. Di conseguenza, l'ordinanza di ingiunzione originaria è stata annullata in via definitiva.
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Confisca urbanistica e tutela del terzo estraneo
Una società, proprietaria di un immobile oggetto di confisca urbanistica a seguito di un processo penale per lottizzazione abusiva contro la sua amministratrice, si oppone con successo in Cassazione. La Corte Suprema ha stabilito che la società, in quanto terza estranea al procedimento, ha diritto a un nuovo e autonomo accertamento in fase esecutiva sia sulla sussistenza del reato che sulla propria buona fede, annullando la decisione che le negava tale riesame.
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Onere modale: estinzione per soppressione dell’ente
La Cassazione chiarisce che in caso di soppressione per legge di un ente beneficiario di un'eredità, l'onere modale non si trasferisce automaticamente all'ente subentrante. Se la legge non prevede la continuazione delle finalità originarie, l'obbligazione modale si estingue per impossibilità sopravvenuta, impedendo agli eredi di agire per la risoluzione del testamento.
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Sequestro preventivo: la proporzionalità è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo di una società, coinvolta in un singolo episodio estorsivo. La Corte ha ritenuto la misura sproporzionata rispetto al fatto contestato e ha criticato la motivazione del Tribunale, giudicata assertiva e carente di un'analisi concreta sulla 'strumentalità' dell'azienda a fini illeciti e sull'attualità del pericolo.
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Sequestro probatorio: limiti e proporzionalità
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro probatorio riguardante la copia forense di un cellulare. Il provvedimento era stato emesso oltre un anno dopo un primo sequestro e per un diverso reato. La Corte ha ritenuto il sequestro illegittimo perché violava il principio di proporzionalità, mancando di specifici criteri di ricerca e di una delimitazione temporale, configurandosi così come una misura puramente esplorativa e non giustificata.
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Supercondominio: la Cassazione chiarisce i criteri
In una disputa sulla proprietà di un androne e un cortile, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato i beni in comproprietà. L'ordinanza stabilisce che per configurare un supercondominio, non basta l'attuale utilità funzionale dei beni a più edifici. È necessario accertare che tale legame di accessorietà esistesse fin dall'origine, ovvero dal momento in cui un'unica proprietà è stata frazionata. La mera utilità attuale, come fornire luce e aria, non è sufficiente a far scattare la presunzione di bene comune. La causa è stata rinviata per un nuovo esame basato su questi principi.
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Azione revocatoria fallimentare: la prova della scientia
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di una vendita immobiliare stipulata poco prima del fallimento della società costruttrice. L'ordinanza si concentra sulla prova della consapevolezza (scientia decoctionis) degli acquirenti dello stato di insolvenza del venditore. La Corte ha stabilito che tale consapevolezza può essere desunta da una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come il notevole ritardo nella stipula del rogito, il coinvolgimento di legali e le proteste collettive di altri promissari acquirenti. La decisione chiarisce che l'azione revocatoria fallimentare è esperibile anche in presenza di un mutuo fondiario e comporta per l'acquirente l'obbligo di restituire l'immobile e i frutti civili maturati dalla data della domanda giudiziale.
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Lottizzazione abusiva: case prefabbricate e confisca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni cittadini condannati per lottizzazione abusiva. Avevano installato case prefabbricate a uso residenziale stabile su un terreno agricolo, realizzando anche opere di urbanizzazione. La Corte ha confermato che tale condotta integra il reato, giustificando la confisca dell'intero terreno a causa della trasformazione irreversibile del territorio e del mancato ripristino dei luoghi.
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Rivendicazione beni: soci senza azione diretta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soci che, dopo la risoluzione di un contratto di cessione quote, chiedevano la restituzione di immobili appartenenti alla società. La decisione si fonda sulla carenza di legittimazione attiva dei soci a esperire l'azione di rivendicazione beni, che spetta unicamente alla società, e sulla mancata trascrizione della domanda giudiziale, che rende la sentenza inopponibile ai terzi acquirenti.
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Ordine di demolizione: quando riguarda l’intero immobile
Un imprenditore ha impugnato un ordine di demolizione per un intero edificio, illegalmente trasformato da albergo in un complesso di appartamenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che una trasformazione così radicale, con aumento di volume e cambio di sagoma, qualifica l'opera come "nuova costruzione" e giustifica la demolizione completa. La Corte ha inoltre chiarito che l'acquisizione automatica dell'immobile da parte del Comune non consegue a un ordine di demolizione giudiziale, ma solo a quello amministrativo.
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Riscossione coattiva e giusto processo: la Cassazione
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che le modifiche legislative in materia di riscossione coattiva, introdotte durante un processo, non violano il principio del giusto processo sancito dall'art. 6 CEDU. La controversia vedeva un ente previdenziale opposto all'agente della riscossione per il mancato recupero di contributi. La Corte ha ritenuto gli interventi normativi, che hanno previsto l'annullamento di vecchi ruoli, parte di una prevedibile e organica riforma del sistema, giustificata da motivi di interesse generale, e non un'indebita interferenza nel giudizio.
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Sequestro preventivo: la proporzionalità è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo di numerosi beni aziendali, inclusi 30 mezzi di trasporto, per manifesta sproporzionalità. La sentenza ribadisce che il giudice deve sempre motivare in modo concreto la necessità e la proporzionalità della misura, bilanciando le esigenze cautelari con i diritti fondamentali del singolo. Il principio di sequestro preventivo proporzionalità impone una valutazione rigorosa, che nel caso di specie era mancata.
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Ricorso generico: inammissibile se non è specifico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso generico presentato contro un'ordinanza di confisca. La ricorrente, ritenuta una mera prestanome, non ha saputo contestare in modo specifico le motivazioni della decisione impugnata né dimostrare un effettivo contrasto di giudicati, rendendo il suo appello inefficace e portando alla sua condanna al pagamento delle spese processuali.
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Abuso edilizio piano casa: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di un immobile per abuso edilizio. I proprietari avevano ampliato un edificio in zona agricola con vincolo paesaggistico, avvalendosi del cosiddetto "piano casa". La Corte ha stabilito l'inapplicabilità di tale normativa in aree agricole ("zone E"), configurando un chiaro caso di abuso edilizio piano casa e rigettando il ricorso degli indagati.
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Sanzione per gioco: PC in internet point è legittimo
Un esercente commerciale ha ricevuto una sanzione amministrativa di 20.000 euro per aver messo a disposizione dei clienti computer che permettevano l'accesso a piattaforme di gioco online. La Corte di Cassazione, recependo una sentenza della Corte Costituzionale, ha annullato la multa. La norma su cui si basava la sanzione per gioco (art. 7, comma 3-quater, d.l. 158/2012) è stata dichiarata incostituzionale perché ritenuta sproporzionata e eccessivamente lesiva della libertà di iniziativa economica, in quanto vietava la messa a disposizione di qualsiasi apparecchiatura per la navigazione in rete.
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Profitto del riciclaggio: cos’è confiscabile?
La Corte di Cassazione ha chiarito che il profitto del riciclaggio, soggetto a sequestro e confisca, non è solo l'eventuale guadagno del riciclatore, ma l'intero valore dei beni o del denaro 'ripulito'. Con una recente sentenza, i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministratrice, confermando che i beni oggetto delle operazioni di riciclaggio costituiscono il 'prodotto' stesso del reato. Questa interpretazione, allineata al diritto europeo, mira a contrastare efficacemente la criminalità economica, impedendo che i proventi illeciti vengano reintrodotti nell'economia legale.
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