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Art. 42 Costituzione — Anno 2025

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151 provvedimenti

Altri anni per Art. 42 Costituzione

Diritto di scelta in condominio: il caso del citofono
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due condòmini che chiedevano un risarcimento danni per essere rimasti isolati dal nuovo impianto videocitofonico condominiale. I condòmini si erano opposti all'acquisto del modello proposto dalla ditta appaltatrice, esercitando il loro diritto di scelta in condominio e installandone uno autonomo. La Corte ha stabilito che non vi è stata alcuna condotta illecita da parte del condominio o della ditta, poiché le richieste di garanzie e certificazioni per l'allaccio del dispositivo privato erano legittime per preservare la sicurezza e la funzionalità dell'intero impianto comune.
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Indennità di occupazione: fino a quando è dovuta?
La Corte di Cassazione chiarisce il calcolo dell'indennità di occupazione per le procedure antecedenti al Testo Unico Espropri (d.P.R. 327/2001). Confermando un principio consolidato, ha stabilito che l'indennità è dovuta solo fino alla data di emissione del decreto di espropriazione e non fino al successivo pagamento dell'indennità di esproprio. Il ricorso dei proprietari è stato quindi rigettato, consolidando la distinzione tra il regime normativo previgente e quello attuale.
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Azione revocatoria: la prova per presunzioni
La Corte di Cassazione conferma la revoca di un atto di disposizione immobiliare, chiarendo i criteri per la prova dell'azione revocatoria. La consapevolezza del terzo acquirente (scientia damni) può essere provata tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come la natura atipica dell'accordo e la sua prossimità temporale a una sentenza di condanna del debitore. Inoltre, spetta al debitore, e non al creditore, dimostrare che il suo patrimonio residuo è sufficiente a garantire il credito.
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Azione revocatoria: credito non accertato sufficiente
Una ex consigliera di amministrazione di un istituto di credito dona degli immobili alla nuora. La banca agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficaci le donazioni, vantando un credito risarcitorio nei confronti della sua ex amministratrice, sebbene non ancora accertato in un giudizio separato. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, rigetta il ricorso della donna. Viene ribadito il principio consolidato secondo cui, per l'azione revocatoria, non è richiesto un credito definitivamente accertato, essendo sufficiente una ragione di credito probabile e non palesemente pretestuosa, data la natura cautelare e preventiva dello strumento.
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IMU immobile occupato: esenzione per il proprietario
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18940/2025, ha stabilito che non è dovuto il pagamento dell'IMU su un immobile occupato abusivamente qualora il proprietario abbia sporto denuncia. La decisione si basa su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma che non prevedeva tale esenzione, in quanto la mera titolarità del bene, senza la sua disponibilità, non costituisce un indice di capacità contributiva. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza di appello che condannava la contribuente al pagamento, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Interruzione prescrizione indennità: quando non basta
La Cassazione chiarisce i requisiti per l'interruzione prescrizione indennità di esproprio. Una richiesta di 'conversione' della domanda in appello e una lettera informativa al Comune non sono state ritenute atti idonei, confermando l'estinzione del diritto del proprietario per decorso del termine decennale.
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Certificato di agibilità: ritardo e rischi contrattuali
Una società immobiliare ha acquistato un bene consapevole della mancanza del certificato di agibilità, in attesa di un condono. Dopo un ritardo di 12 anni nel rilascio, ha chiesto la risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che non vi è inadempimento del venditore se l'acquirente ha accettato contrattualmente il rischio di un ritardo dovuto a lungaggini burocratiche non imputabili alla parte venditrice.
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IMU immobile occupato: esenzione possibile?
Una società immobiliare ha contestato il pagamento dell'IMU per un edificio abusivamente occupato da terzi per oltre due anni. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito che l'imposta non è dovuta. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo imporre l'IMU su un immobile occupato, in quanto la perdita di disponibilità del bene fa venir meno la capacità contributiva del proprietario, presupposto fondamentale di ogni tributo.
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Acquisizione sanante: come si calcola l’indennizzo
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per determinare l'indennizzo in caso di acquisizione sanante di un terreno. L'ordinanza stabilisce che la valutazione deve basarsi sul valore venale del bene al momento del decreto di acquisizione, considerando l'uso effettivo e non le potenzialità future. Il ricorso dei proprietari, che lamentavano una stima troppo bassa per un terreno potenzialmente destinato a vigneto, è stato dichiarato inammissibile perché le censure non affrontavano la ratio decidendi della sentenza d'appello.
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Indennità di espropriazione: i costi di urbanizzazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello relativa alla determinazione dell'indennità di espropriazione per un'area destinata a insediamenti produttivi. La decisione è stata cassata a causa di una 'motivazione apparente' riguardo al calcolo dei costi di urbanizzazione e all'uso di fonti non verificabili per la stima del valore dei terreni. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che dovrà basarsi su un'analisi trasparente e su dati controllabili, ribadendo che il giudice non può limitarsi a recepire acriticamente le conclusioni del perito tecnico.
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Comunione forzosa del muro: chi può chiederla?
Un proprietario ha citato in giudizio i vicini per danni causati da una tettoia appoggiata al suo muro. Oltre al risarcimento, ha richiesto un'indennità per la comunione forzosa del muro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la facoltà di chiedere la comunione forzosa spetta esclusivamente a chi costruisce in appoggio al muro altrui, e non al proprietario del muro stesso. Quest'ultimo può solo domandare la rimozione dell'opera o il risarcimento dei danni.
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