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Art. 42 Costituzione — Anno 2024

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185 provvedimenti

Altri anni per Art. 42 Costituzione

Sanzione gioco online: la Cassazione dubita della legge
Il titolare di un'edicola è stato multato con 20.000 euro per aver messo a disposizione dei PC che potevano accedere a siti di scommesse. La Corte di Cassazione, analizzando il caso, ha sollevato dubbi sulla costituzionalità della legge che impone questa rigida sanzione gioco online. Di conseguenza, ha sospeso il procedimento e ha deferito la questione alla Corte Costituzionale per una decisione definitiva sulla vaghezza e proporzionalità della normativa.
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Sanzione internet point: la Cassazione dubita della legge
Un esercente di una sala giochi è stato sanzionato con una multa di 20.000 euro per aver messo a disposizione dei clienti un internet point che consentiva l'accesso a siti di gioco online. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale riguardo alla normativa applicata. I giudici dubitano che la legge sia sufficientemente determinata e che la sanzione internet point, essendo fissa e non graduabile, violi il principio di proporzionalità. Pertanto, il giudizio è stato sospeso e gli atti sono stati trasmessi alla Corte Costituzionale per una decisione.
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Annullamento crediti previdenziali: rinvio al ruolo
Una cassa di previdenza professionale ha impugnato in Cassazione la sentenza che applicava l'annullamento automatico dei crediti iscritti a ruolo prima del 1999. La Corte Suprema, data la presenza di un caso analogo pendente, ha emesso un'ordinanza interlocutoria di rinvio, sospendendo la decisione sull'argomento dell'annullamento crediti previdenziali per garantire coerenza giurisprudenziale.
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Annullamento debiti e Cassa Forense: caso in Cassazione
Una Cassa di previdenza privata si oppone all'applicazione della normativa sull'annullamento debiti statali ai propri crediti contributivi. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione sul caso. La questione centrale è se le leggi di sanatoria fiscale, che prevedono la cancellazione automatica di vecchi debiti di importo limitato, possano ledere l'autonomia e i diritti patrimoniali di un ente previdenziale privato. La Corte ha sospeso il giudizio per attendere l'esito di un procedimento con questioni giuridiche analoghe, al fine di garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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Indennità di espropriazione: i criteri di stima
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari terrieri, confermando la correttezza della decisione della Corte d'Appello sulla determinazione dell'indennità di espropriazione. La sentenza sottolinea che la stima deve basarsi su un'analisi equilibrata delle caratteristiche del terreno, del suo inserimento nel tessuto urbanistico e della destinazione delle aree circostanti, come precedentemente indicato dalla stessa Cassazione in una sentenza di rinvio. Le critiche alla consulenza tecnica d'ufficio (C.T.U.) sono state ritenute inammissibili in sede di legittimità.
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Indennità di esproprio: i criteri di valutazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello sulla corretta determinazione dell'indennità di esproprio per alcuni terreni destinati a parcheggio pubblico. La Corte ribadisce che la valutazione deve basarsi su tre criteri congiunti: le caratteristiche del terreno, il suo inserimento nel tessuto urbanistico e la destinazione delle aree circostanti. Le critiche alla consulenza tecnica d'ufficio (CTU) non possono essere motivo di ricorso in Cassazione, in quanto attengono a valutazioni di merito.
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Indennità di esproprio: i criteri di stima corretti
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla corretta determinazione dell'indennità di esproprio per un terreno destinato a parcheggio pubblico. Confermando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che la valutazione deve basarsi su un'analisi congiunta di tre criteri fondamentali: le caratteristiche intrinseche del bene, il suo inserimento nel tessuto urbanistico e la destinazione dei terreni circostanti. La Corte ha rigettato il ricorso dei proprietari, i quali sostenevano una valutazione errata, ribadendo che la stima del consulente tecnico, se recepita dal giudice di merito con motivazione adeguata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Vincolo culturale: può bloccare lo sfratto?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19350/2024, ha stabilito che un vincolo culturale apposto su un immobile di pregio storico, come un caffè d'epoca, non impedisce al proprietario di procedere con la licenza per finita locazione. Il vincolo obbliga a mantenere la destinazione d'uso storica del bene, ma non cristallizza il rapporto contrattuale con lo specifico conduttore, bilanciando così la tutela del patrimonio culturale con il diritto di proprietà privata.
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Cancellazione crediti previdenziali: la Cassazione
Un ente previdenziale ha contestato l'annullamento automatico per legge dei suoi crediti contributivi, gestiti dall'agenzia di riscossione. La Corte di Cassazione, di fronte a tale questione sulla cancellazione crediti previdenziali, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, sospendendo la decisione in attesa della risoluzione di un caso analogo già in discussione, al fine di garantire uniformità di giudizio.
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Discarico automatico crediti: la Cassazione rinvia
Una cassa di previdenza privata ha impugnato in Cassazione la cancellazione automatica dei propri crediti iscritti a ruolo, lamentando la violazione di norme nazionali, costituzionali e comunitarie. La Corte Suprema, pur richiamando il proprio orientamento consolidato contrario alle tesi del ricorrente, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La decisione sul discarico automatico è stata rinviata in attesa della definizione di un altro giudizio pendente su una questione identica, al fine di assicurare coerenza giurisprudenziale.
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Servitù coattiva: quando si può ampliare il passaggio?
Un proprietario ha richiesto l'ampliamento di un accesso, necessitando di una piccola porzione del giardino del vicino. Quest'ultimo si è opposto, ma la Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che una servitù coattiva può essere concessa per esigenze abitative, non solo per necessità assolute, e può interessare anche giardini, a fronte di un'attenta ponderazione degli interessi e del pagamento di un'indennità.
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Annullamento debiti: la Cassazione rinvia la decisione
Un ente previdenziale si oppone all'applicazione delle leggi sull'annullamento debiti previdenziali ai propri crediti, sostenendo la sua natura privata. Il caso riguarda la cancellazione automatica di ruoli antecedenti al 1999. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo, in attesa della definizione di un altro procedimento che solleva questioni giuridiche identiche, al fine di garantire coerenza giurisprudenziale.
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Indennizzo esproprio: escluso il valore dell’opera pubblica
Un proprietario ha richiesto un maggior indennizzo per un'espropriazione, sostenendo che dovesse includere il valore di un impianto sportivo pubblico costruito sul suo terreno. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che l'indennizzo esproprio per acquisizione sanante (art. 42 bis) si calcola solo sul valore del terreno, escludendo qualsiasi plusvalore derivante dall'opera pubblica per evitare un ingiusto arricchimento. La Corte ha inoltre confermato che la classificazione urbanistica legale prevale sulla cosiddetta "edificabilità di fatto".
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Indennità di esproprio: l’ente può opporsi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18674/2024, ha stabilito che anche l'ente pubblico espropriante ha il diritto di contestare l'importo dell'indennità di esproprio se lo ritiene eccessivo. La decisione si basa sul principio del 'giusto indennizzo' che tutela sia il privato che la pubblica amministrazione. La Corte ha inoltre ribadito che un giudice civile non può disapplicare un decreto di esproprio in una causa contro l'ente che lo ha emesso. Il ricorso dei proprietari è stato respinto.
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Acquisizione sanante: come si calcola l’indennizzo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18669/2024, ha respinto il ricorso di un privato contro un Comune in un caso di acquisizione sanante. La Corte ha stabilito che, per calcolare l'indennizzo, il valore del bene va determinato alla data del decreto di acquisizione e non al momento della precedente occupazione. Inoltre, ha confermato che l'uso dei Valori Agricoli Medi (VAM) è un parametro legittimo per determinare il valore venale di un terreno non edificabile, quando non esistono altre possibilità legali di utilizzo.
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Sanzione fissa apparecchi gioco: la Cassazione attende
Il caso riguarda un'esercente multata con una sanzione fissa di 20.000 euro per l'installazione di un apparecchio da gioco non autorizzato. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio. La ragione del rinvio è l'attesa di una decisione su una questione di legittimità costituzionale, sollevata in un altro procedimento, riguardante la proporzionalità della sanzione fissa per gli apparecchi gioco.
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Omessa denuncia trasferimento armi: la Cassazione decide
Una persona è stata condannata per omessa denuncia trasferimento armi e detenzione abusiva di munizioni. La Corte di Cassazione ha confermato che l'omissione di denuncia è un reato permanente e la confisca obbligatoria è legittima. Tuttavia, ha annullato la sentenza con rinvio perché il giudice di merito non ha motivato la sua decisione sulla richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
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Omessa comunicazione patrimoniale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omessa comunicazione patrimoniale a carico di un soggetto che, dopo la fine della sorveglianza speciale ma entro il decennio di obbligo informativo, aveva effettuato importanti operazioni immobiliari (una donazione e un acquisto) senza darne comunicazione. I giudici hanno stabilito che il reato sussiste anche se le operazioni sono formalizzate con atti pubblici, poiché tale pubblicità non sostituisce la comunicazione specifica all'autorità. È stato inoltre ribadito che l'incertezza sulla vigenza della norma non esclude il dolo e che le pene previste, inclusa la confisca obbligatoria, sono state ritenute legittime.
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Canone concessorio: obbligo post-scadenza del contratto
Una società di distribuzione del gas ha contestato l'obbligo di continuare a versare il canone concessorio a un Comune dopo la scadenza del contratto, durante il periodo di gestione provvisoria (prorogatio). I tribunali di merito avevano confermato tale obbligo. Giunta in Cassazione, la controversia si è però conclusa con un'ordinanza di estinzione del giudizio, poiché la società ha rinunciato al ricorso. Il caso verteva sull'interpretazione del regime di prorogatio e sulla legittimità del canone concessorio in tale fase transitoria.
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Rimborso spese produzione frutti: quali sono utili?
Una società agricola ha chiesto il rimborso per lavori di coltivazione su un vigneto, il cui raccolto è stato effettuato dai nuovi proprietari. La Corte di Cassazione ha stabilito che il rimborso spese produzione frutti è dovuto solo per i costi effettivamente utili e necessari, escludendo quelli superflui o eccessivi. La decisione si fonda sul principio di evitare l'arricchimento senza causa, limitando il rimborso all'effettivo vantaggio economico ottenuto da chi raccoglie i frutti.
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