La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19785/2024, ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Prato, chiarendo le regole applicabili al processo in absentia. Il caso riguardava un imputato, dichiarato irreperibile e poi condannato in contumacia prima della riforma del 2014. La Corte ha stabilito che, in tali circostanze, l'imputato ha ancora diritto a richiedere la restituzione nel termine per impugnare la sentenza secondo la vecchia normativa, poiché la presenza di un decreto di irreperibilità è un fattore discriminante nell'applicazione delle norme transitorie.
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