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Art. 395 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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336 provvedimenti

Altri anni per Art. 395 Codice di Procedura Civile

Distanze tra costruzioni: Cassazione su scala e muro
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia immobiliare riguardante il rispetto delle distanze tra costruzioni. Il caso verteva sull'illegittimità di una scala esterna e di una sopraelevazione. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale, che contestava l'ordine di arretramento della scala, sia quello incidentale, relativo alla sopraelevazione su un muro ritenuto comune. L'ordinanza chiarisce che anche le strutture accessorie come le scale rientrano nel calcolo delle distanze e che il permesso edilizio non sana eventuali violazioni delle norme civilistiche.
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Valore donazioni successione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7449/2025, ha stabilito un principio fondamentale sul valore delle donazioni ai fini della successione. In un caso di disputa ereditaria tra fratelli, la Corte ha chiarito che il valore dei titoli di Stato donati in vita dal defunto deve essere calcolato al momento dell'apertura della successione e non alla data della donazione. Questa decisione, che accoglie il ricorso di una legittimaria, cassa la sentenza della Corte d'Appello che aveva erroneamente utilizzato il valore storico dei beni, e rinvia il giudizio per una nuova valutazione conforme ai criteri di legge.
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Diritto di difesa: denuncia e illecito disciplinare
La Corte di Cassazione ha stabilito che un professionista non commette illecito disciplinare se presenta una denuncia penale contro il proprio Ordine professionale per fatti ritenuti illeciti. Tale azione, se non palesemente infondata, rientra nel legittimo esercizio del diritto di difesa. Il caso riguardava un notaio sanzionato dal suo Consiglio per aver denunciato la presunta falsificazione del verbale di una sua audizione. La Corte ha confermato le decisioni dei gradi inferiori, rigettando il ricorso del Consiglio e sottolineando che il diritto di difesa prevale, specialmente quando la denuncia porta a un rinvio a giudizio dei membri dell'organo di vigilanza.
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Revocazione tardiva: inammissibile anche con rito errato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8532/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione tardiva di un decreto della Corte d'Appello. Il caso verteva su un indennizzo per eccessiva durata di un processo fallimentare. La Corte ha stabilito che il mancato rispetto del termine perentorio di sei mesi per l'impugnazione è un vizio insanabile che prevale su qualsiasi questione relativa alla forma dell'atto utilizzato, rendendo impossibile la sua conversione.
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Revocazione sentenza: i limiti per nuovi documenti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di richiesta di revocazione di una sentenza basata sulla scoperta di un documento risalente al 1928. La richiesta era stata presentata da un soggetto che aveva acquistato un immobile oggetto di una lite sulla proprietà di un lastrico solare. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. È stato chiarito che per ottenere la revocazione della sentenza non è sufficiente trovare un nuovo documento, ma è necessario dimostrare rigorosamente di non aver potuto produrlo nel giudizio precedente per causa di forza maggiore. Inoltre, la Corte ha ribadito che l'errore di valutazione del giudice non costituisce un "errore di fatto" che possa giustificare la revocazione.
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Ricorso per revocazione inammissibile: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello che negava la revocazione. Il principio chiave è che il ricorso per revocazione perde il suo oggetto e diventa inammissibile per carenza di interesse se la sentenza che si intendeva revocare è stata, nel frattempo, annullata in un separato giudizio di cassazione. La pronuncia chiarisce che l'annullamento della sentenza originaria travolge qualsiasi procedimento di revocazione pendente contro di essa.
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Autenticità testamento: Cassazione sulla firma ‘in fede’
Una controversia sull'autenticità di un testamento si è conclusa con la conferma della sua validità da parte della Cassazione. La Corte ha respinto il ricorso di un'erede che contestava la firma del testatore, sostenendo che l'espressione 'in fede' non fosse una sottoscrizione valida. La decisione si è basata sulla perizia tecnica (CTU), ritenuta più attendibile di altre prove, come le testimonianze, che il giudice di merito aveva legittimamente deciso di non ammettere.
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Procura alle liti: chi paga l’avvocato? Analisi
Una società finanziaria, agendo come rappresentante di una banca, ha conferito una procura alle liti a un avvocato. La Corte di Cassazione ha stabilito che la società stessa è obbligata a pagare il compenso legale, poiché il conferimento della procura crea un rapporto professionale diretto e autonomo. La Corte ha rigettato la richiesta di revocazione della società, condannandola anche per lite temeraria data la manifesta infondatezza del ricorso.
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Disconoscimento firma: l’errore che costa il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un fratello contro l'altro in una disputa ereditaria. Il caso verteva su un patto di manleva la cui validità era legata a un documento con firma disconosciuta. La Corte ha stabilito che l'errata identificazione del documento disconosciuto da parte del giudice di merito costituisce un errore di fatto, da impugnare con revocazione e non con ricorso per cassazione, confermando così l'inammissibilità del motivo.
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Valore della controversia: come si calcola con la domanda riconvenzionale?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1271/2025, ha stabilito un principio fondamentale per la liquidazione dei compensi professionali di un avvocato. In caso di domanda riconvenzionale, il valore della controversia si determina sommando il valore della domanda principale (nella misura in cui è accolta) a quello della domanda riconvenzionale. Questo perché la riconvenzionale amplia l'oggetto del giudizio e richiede un'ulteriore attività difensiva. La Corte ha inoltre ribadito che per la liquidazione delle spese si applicano le tariffe vigenti al momento della conclusione dell'attività difensiva di quel grado di giudizio.
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Errore revocatorio: quando non è cassazione
Una società in fallimento ha presentato ricorso in Cassazione lamentando, tra le altre cose, un errore revocatorio da parte della Corte d'Appello, che l'aveva erroneamente dichiarata assente (contumace). La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che un errore di fatto del giudice non può essere contestato con un ricorso per cassazione, ma richiede un'apposita azione di revocazione. La Corte ha inoltre precisato che il termine per riprendere un processo interrotto a causa di fallimento decorre non dalla dichiarazione di fallimento, ma dalla conoscenza legale dell'interruzione da parte della parte interessata.
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Ricorso per revocazione: errore di fatto e oneri
Un cittadino presenta un ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la mancata specificazione dei motivi di appello nel ricorso per cassazione è un vizio procedurale del ricorrente, non un errore percettivo del giudice. La decisione sottolinea il rigore del principio di autosufficienza e sanziona il ricorrente per lite temeraria.
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Ricorso inammissibile: condanna per lite temeraria
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una decisione della Corte d'Appello che negava la revocazione di una precedente sentenza. L'appello, ritenuto carente nei requisiti formali e basato su un rimedio giuridico errato (revocazione anziché ricorso per cassazione per violazione di giudicato), ha portato alla condanna dei ricorrenti per lite temeraria, con sanzioni economiche sia verso la controparte che verso la cassa delle ammende.
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Ordinanza ingiunzione non firmata: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un avvocato contro una sanzione amministrativa. Si è stabilito che un'ordinanza ingiunzione non firmata è legittima se prodotta con sistemi meccanizzati che indicano a stampa il nominativo del funzionario responsabile, in quanto tale indicazione sostituisce la firma autografa. La Corte ha inoltre respinto la contestazione sulla delega di poteri al funzionario, poiché già accertata nei gradi di giudizio precedenti.
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Errore di fatto: quando non si può revocare la Cassazione
Una società subappaltatrice ha tentato di revocare una sentenza della Cassazione per un presunto errore di fatto nella valutazione di una rinuncia processuale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che una diversa interpretazione degli atti costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, e non può essere usata per un secondo appello.
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Travisamento della prova: la Cassazione annulla
Una società immobiliare contesta una decisione della Corte d'Appello sulla proprietà di un locale interrato. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, ravvisando un decisivo errore di fatto, o travisamento della prova, da parte del giudice di secondo grado. Quest'ultimo aveva erroneamente interpretato due atti di compravendita, confondendo l'identità di una delle parti e giungendo a conclusioni errate sulla catena di trasferimenti della proprietà. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Termine accertamento illecito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva cancellato una sanzione di un'autorità di vigilanza contro gli ex amministratori di una banca. La questione centrale era il termine di accertamento illecito. La Cassazione ha stabilito che il termine di 180 giorni per la contestazione non decorre dalla semplice ricezione di informazioni, ma dal momento in cui l'autorità ha completato la raccolta di tutti gli elementi necessari per una valutazione definitiva, un momento la cui determinazione spetta all'autorità stessa e non può essere sindacata dal giudice.
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Auto elettrica ZTL: multa legittima senza targa comunicata
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una multa elevata al conducente di un'auto elettrica per accesso non autorizzato in una Zona a Traffico Limitato (ZTL). Sebbene una delibera comunale agevolasse la circolazione di tali veicoli, la Corte ha stabilito che la preventiva comunicazione della targa resta un requisito indispensabile per l'autorizzazione. La mancata comunicazione rende l'accesso in ZTL per l'auto elettrica un illecito sanzionabile, senza che si possa invocare la buona fede per una normativa in vigore da anni.
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Proprietà condominiale: quando il cortile è privato?
Una società apriva finestre su un'area che riteneva comune, ma che i vicini utilizzavano come autorimessa privata. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'area è di proprietà esclusiva dei vicini. La motivazione si fonda sul fatto che, prima della costituzione del condominio, l'area era già stata chiusa e destinata permanentemente ad autorimessa, perdendo così la sua funzione di bene comune. Di conseguenza, la presunzione di proprietà condominiale non è applicabile.
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Valutazione delle prove: Cassazione su appalto e CTU
In una controversia su un contratto di appalto per la fornitura di serramenti, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello per carente valutazione delle prove. La Corte ha ritenuto che il giudice di merito avesse acriticamente accettato il valore irrisorio indicato da una CTU per una fornitura, senza confrontarlo con le fatture e senza fornire una motivazione adeguata sulla palese discrepanza. L'ordinanza sottolinea l'obbligo del giudice di esaminare tutti i fatti decisivi e di motivare in modo logico le proprie conclusioni probatorie.
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