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Art. 395 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

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430 provvedimenti

Altri anni per Art. 395 Codice di Procedura Civile

Errore revocatorio: quando non si può revocare la Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo che il dissenso sull'interpretazione giuridica non costituisce un errore revocatorio. Il caso verteva sulla qualificazione di un arbitrato come rituale o irrituale in una disputa societaria.
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Abuso di posizione dominante: Cassazione e risarcimento
Una società di telecomunicazioni ha perso il diritto al risarcimento per abuso di posizione dominante da parte di un concorrente. La Cassazione ha confermato la decisione d'appello, ritenendo inammissibile il ricorso. La corte ha stabilito che, nonostante l'illecito, non era stata fornita prova adeguata del danno subito, in particolare per l'impossibilità di determinare il prezzo 'interno' discriminatorio e per vizi procedurali nella richiesta di quantificazione del danno.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti esame fatti
Una società edile ha contestato addebiti bancari per capitalizzazione e commissioni. Dopo una vittoria parziale in appello, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso Cassazione, sottolineando che il suo ruolo non è riesaminare i fatti o i documenti come un tribunale di merito, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Revocazione decreto ingiuntivo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda sanitaria contro la decisione che negava la revocazione di un decreto ingiuntivo. L'azienda aveva proposto opposizione tardiva e, una volta divenuto definitivo il decreto, aveva tentato la via della revocazione per dolo, sebbene i motivi fossero già noti al momento dell'opposizione. La Corte ha ribadito che la revocazione è un rimedio straordinario e sussidiario, non utilizzabile quando i fatti a suo fondamento potevano essere dedotti con l'opposizione ordinaria. La chiave di volta è il momento della conoscenza dei vizi che giustificherebbero la revocazione decreto ingiuntivo.
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Accordi contrattuali sanità: la forma scritta è un must
Una struttura diagnostica ha richiesto il pagamento di differenze tariffarie a un'Azienda Sanitaria Locale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che in assenza di validi accordi contrattuali sanità, completi di tutti gli elementi essenziali come tetti di spesa e tariffe, nessuna pretesa economica può essere accolta. La forma scritta e la completezza del contratto sono requisiti indispensabili per le prestazioni sanitarie erogate per conto del servizio pubblico.
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Capitalizzazione interessi: quando il ricorso è inammissibile
Una società fallita contesta la legittimità della capitalizzazione interessi su un conto corrente, sostenendo che il contratto fosse anteriore a una normativa chiave del 2000. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, poiché la contestazione riguarda la data di stipula del contratto, un accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità.
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Errore di fatto: Cassazione revoca la propria decisione
Un professionista si vede respingere l'insinuazione al passivo di un fallimento. Il suo ricorso in Cassazione è inizialmente dichiarato improcedibile per un presunto ritardo. Il professionista dimostra un errore di fatto della Corte sulla data di deposito dell'atto impugnato. La Cassazione revoca la precedente ordinanza ma, riesaminando il caso, dichiara il ricorso originario comunque inammissibile per altri motivi di diritto, legati alla genericità delle censure.
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Revocazione Sentenza Cassazione: limiti e inammissibilità
Un'ex presidente di una società fallita ha tentato la revocazione di una sentenza della Cassazione che la condannava per mala gestio. Il ricorso, basato sul ritrovamento di nuovi documenti e su un presunto contrasto con un precedente giudicato, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito che la revocazione di una sentenza della Cassazione è un rimedio eccezionale, ammesso solo in casi tassativamente previsti dalla legge, che non includono quelli sollevati dalla ricorrente.
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Errore domanda aiuto agricolo: quando si perde il diritto
Un imprenditore agricolo ha presentato una domanda di aiuto UE con un errore sul numero di capi di bestiame. L'ente erogatore ha negato il contributo. La Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che la richiesta di correzione dell'errore, essendo avvenuta oltre i termini perentori previsti dalla normativa europea, ha comportato la perdita definitiva del diritto al contributo. Questo caso sottolinea l'importanza cruciale del rispetto delle scadenze per la correzione di un errore domanda aiuto agricolo.
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Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile?
Una società chiede la revocazione di un'ordinanza della Cassazione per un presunto errore di fatto, sostenendo che la Corte avesse erroneamente affermato la mancata contestazione di un avviso fiscale. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo i rigidi requisiti per l'errore di fatto revocazione: deve essere un'errata percezione di un fatto processuale, evidente e decisivo, che emerge dagli atti del giudizio di legittimità e non una diversa valutazione delle prove o un tentativo di reintrodurre questioni di merito.
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