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Art. 395 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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685 provvedimenti

Altri anni per Art. 395 Codice di Procedura Civile

Ricorso per revocazione: l’errore di fatto non provato
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso per revocazione contro una propria ordinanza. Il ricorrente lamentava un errore di fatto, sostenendo che la Corte avesse erroneamente dichiarato improcedibile il suo precedente ricorso per mancato deposito di un documento. La Corte ha confermato la sua decisione, non trovando agli atti la prova della notifica che il ricorrente affermava di aver depositato, rendendo così il presunto errore di fatto insussistente.
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Errore di fatto: i limiti della revocazione in Cassazione
Una società di pubblicità ha chiesto la revocazione di una sentenza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto relativo all'applicazione di un canone comunale. La società riteneva che la Corte avesse ignorato un precedente giudicato amministrativo. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'esistenza e la portata di quel giudicato erano un punto controverso e dibattuto tra le parti, e non un fatto pacifico e incontestato. La decisione della Corte su un punto controverso costituisce una valutazione giuridica e non una svista materiale, escludendo quindi la possibilità di revocazione per errore di fatto.
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Errore di fatto: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6122/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, sottolineando la distinzione tra un vero errore di fatto e il tentativo di riproporre censure di merito. Il caso riguardava un'opposizione in una procedura esecutiva immobiliare. La Corte ha chiarito che la revocazione è ammissibile solo per una svista materiale su atti processuali, non per contestare la valutazione giuridica della Corte stessa.
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Giudicato interno: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione interviene su una complessa vicenda giudiziaria durata decenni, relativa allo scioglimento di una società di fatto. L'ordinanza chiarisce i limiti del ricorso per revocazione avverso le proprie decisioni, ribadendo la distinzione tra errore percettivo (revocatorio) ed errore di valutazione (non revocatorio). Viene inoltre affermata la forza del giudicato interno, formatosi su sentenze non definitive precedenti, che cristallizza determinati punti della controversia, impedendo che vengano riesaminati nelle fasi successive del giudizio. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione e rigettato sia il ricorso principale che quello incidentale, consolidando le decisioni dei gradi inferiori sulla base del principio di definitività delle statuizioni già passate in giudicato.
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Errore percettivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un avvocato contro la Cassa Forense. Il motivo del ricorso era un errore percettivo del giudice d'appello su una data. La Corte ha stabilito che per un errore di fatto di questo tipo lo strumento corretto non è il ricorso in Cassazione, ma la revocazione, portando all'inammissibilità dell'azione.
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Patto di prova nullo se il lavoro era già svolto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la nullità di un patto di prova inserito in un contratto di lavoro, poiché la lavoratrice aveva già svolto le medesime mansioni per la stessa azienda nei mesi immediatamente precedenti l'assunzione formale. Secondo la Corte, la finalità del patto di prova, ovvero la sperimentazione reciproca tra le parti, era già stata soddisfatta. Di conseguenza, il licenziamento intimato durante tale periodo è stato dichiarato illegittimo, con condanna dell'azienda al risarcimento del danno.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione tra un errore di fatto revocatorio e un errore di giudizio. Il caso nasce da una controversia tra un avvocato e un medico legale, in cui l'avvocato, dopo aver perso in tutti i gradi di giudizio, ha tentato la revocazione sostenendo che la Corte non avesse letto correttamente i suoi atti. La Corte ha stabilito che la presunta omessa lettura di documenti processuali non costituisce un errore di fatto, bensì una critica all'attività valutativa del giudice, e come tale non può fondare una richiesta di revocazione.
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Lite temeraria: le sanzioni della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, qualificandolo come un caso di lite temeraria. A causa dell'abuso del processo, la parte ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese legali, a un risarcimento per responsabilità processuale aggravata, a una sanzione pecuniaria e al versamento di un ulteriore contributo unificato. La Corte ha inoltre disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica per la valutazione di eventuali reati.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: errore di fatto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione avverso una propria precedente ordinanza. La ricorrente sosteneva che la Corte avesse commesso un errore di fatto nel dichiarare l'improcedibilità del ricorso originario per la mancanza, sulla copia della sentenza impugnata, dei dati di pubblicazione. La Suprema Corte chiarisce che la constatazione di tale mancanza è un'esatta percezione del fatto, non un errore. La successiva valutazione giuridica che ne determina l'improcedibilità del ricorso in Cassazione è una questione di diritto, non contestabile con lo strumento della revocazione per errore di fatto.
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Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione contro una propria precedente ordinanza. La ricorrente, una legale, aveva tentato di impugnare la decisione sostenendo profili di incostituzionalità. La Corte ha chiarito che la revocazione sentenza Cassazione ex art. 395 c.p.c. è uno strumento eccezionale, utilizzabile solo per i motivi tassativamente indicati dalla legge, e non per contestare genericamente la legittimità di una pronuncia passata in giudicato.
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Errore di fatto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione presentato da una società cooperativa contro un precedente provvedimento. La società sosteneva un errore di fatto, accusando la Corte di non aver esaminato documenti decisivi. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che la doglianza riguardava in realtà un errore di valutazione delle prove, non un errore percettivo. Tale distinzione è cruciale, poiché l'errore di valutazione non rientra nella nozione di errore di fatto che giustifica la revocazione, portando alla reiezione del ricorso.
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Errore di fatto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. Il ricorrente, che si opponeva a un pignoramento immobiliare sostenendo di essere il vero proprietario di un bene intestato alla ex coniuge, ha contestato la decisione precedente della Corte. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che le sue doglianze non costituivano un errore di fatto, bensì una critica al ragionamento giuridico della Corte, e quindi non erano idonee a giustificare la revocazione della sentenza.
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Principio dell’apparenza: la scelta errata dell’appello
Un caso di esecuzione immobiliare per debiti condominiali evidenzia l'importanza del principio dell'apparenza. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, ribadendo che il mezzo di impugnazione corretto è determinato dalla qualificazione data dal primo giudice all'azione, anche se errata. L'errata scelta di proporre appello anziché ricorso diretto in Cassazione ha reso la decisione di primo grado definitiva, precludendo ogni ulteriore esame del merito sulla proprietà dell'immobile.
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Querela di falso: quando il ricorso è inammissibile
Una società proponeva una querela di falso contro un modello F24 utilizzato per una compensazione fiscale, sostenendone la non autenticità. Dopo la reiezione sia in primo grado che in appello, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che gli accertamenti di fatto dei giudici di merito non sono sindacabili in sede di legittimità e che il ricorso era strutturalmente viziato perché non affrontava la vera ragione della decisione d'appello, ovvero l'inammissibilità del gravame originario.
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Riapertura procedimento disciplinare: la Cassazione
La Corte di Cassazione stabilisce che la Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di procedere alla riapertura del procedimento disciplinare a seguito di una sentenza penale irrevocabile di assoluzione del dipendente, anche se in precedenza si è formato un giudicato civile sulla legittimità del licenziamento. La Corte ha chiarito che l'assoluzione con formula piena impone una nuova valutazione dei fatti, rendendo la sanzione iniziale provvisoria. Il caso riguardava un ex Comandante della Polizia Municipale, licenziato e poi assolto in sede penale, la cui richiesta di riapertura era stata respinta nei gradi di merito.
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Prova Nuova e Confisca: la Cassazione alle Sezioni Unite
In un caso riguardante la richiesta di revoca di una confisca di prevenzione da parte degli eredi, la Corte di Cassazione ha riscontrato un profondo contrasto giurisprudenziale sulla nozione di "prova nuova". La questione verte sulla possibilità di considerare "nuove" anche prove preesistenti ma non prodotte nel procedimento originario. Data l'incertezza, la V Sezione Penale ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto definitivo, che chiarisca i requisiti per rimettere in discussione una misura patrimoniale divenuta irrevocabile.
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Errore di fatto: quando è inammissibile la revocazione
Un'impresa e il suo socio chiedono la revocazione di un'ordinanza della Cassazione per un presunto errore di fatto. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, specificando che l'errore di fatto revocatorio deve essere una svista percettiva e non un errore di valutazione o interpretazione degli atti processuali.
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Errore di deposito telematico: la decisione inesistente
A causa di un disguido operativo, un'ordinanza giudiziaria è stata inserita nel fascicolo telematico di una causa completamente diversa da quella per cui era stata emessa. La Corte di Cassazione ha analizzato questo errore di deposito telematico, concludendo che il provvedimento è da considerarsi giuridicamente inesistente per la causa in cui è stato erroneamente inserito. Di conseguenza, non potendosi procedere a una semplice correzione, la Corte ha disposto che il procedimento, rimasto di fatto privo di una decisione, fosse rinviato a nuovo ruolo per una corretta trattazione.
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Ricorso per revocazione inammissibile: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello che negava la revocazione. Il principio chiave è che il ricorso per revocazione perde il suo oggetto e diventa inammissibile per carenza di interesse se la sentenza che si intendeva revocare è stata, nel frattempo, annullata in un separato giudizio di cassazione. La pronuncia chiarisce che l'annullamento della sentenza originaria travolge qualsiasi procedimento di revocazione pendente contro di essa.
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Estratto di ruolo inammissibile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Agente della Riscossione contro la parziale esclusione di un credito in una procedura fallimentare. La Corte ha stabilito che l'impugnazione era inammissibile perché l'estratto di ruolo presentato era generico e non provava il collegamento con i crediti specifici contestati. Inoltre, ha chiarito che un presunto errore del giudice nella valutazione delle prove documentali non può essere contestato in Cassazione come violazione di legge, ma attraverso altri rimedi specifici.
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