Una società operante nel settore alimentare ha proposto ricorso per revocazione contro una precedente sentenza della Cassazione, lamentando un errore di fatto. La controversia originava dal recupero dell'imposta IRAP su contributi pubblici erogati per la ricostruzione post-sisma. Secondo la ricorrente, la Corte avrebbe erroneamente qualificato un decreto ministeriale del 1991 come concessione amministrativa anziché come semplice atto attributivo di agevolazioni, influenzando così il momento di esigibilità del tributo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che la doglianza non riguardava una svista materiale nella percezione degli atti, ma una valutazione giuridica sull'interpretazione dei documenti, ambito estraneo al rimedio della revocazione.
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