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Art. 379 Codice della Strada

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79 provvedimenti

Onere della prova etilometro: chi deve dimostrarlo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha stabilito che la semplice contestazione generica sul funzionamento del dispositivo non è sufficiente. Spetta alla difesa fornire elementi specifici che mettano in dubbio l'affidabilità dell'apparecchio, chiarendo così l'onere della prova etilometro.
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Prescrizione reato: quando l’appello non è inammissibile
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi procedurali, tra cui la mancata notifica di atti al proprio difensore. La Suprema Corte, ritenendo il motivo di ricorso non manifestamente infondato, ha dichiarato la prescrizione del reato, maturata durante il giudizio di legittimità, annullando la sentenza di condanna senza rinvio.
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Guida in stato di ebbrezza: ubriaco in auto ferma?
Un automobilista viene trovato addormentato e in stato di ebbrezza all'interno della sua auto ferma, ma con il motore acceso. La Corte di Appello aveva dichiarato la non punibilità per tenuità del fatto. La Corte di Cassazione, invece, annulla la sentenza, chiarendo che la sola presenza in un'auto ferma, anche se accesa, non è sufficiente a provare il reato di guida in stato di ebbrezza. È necessario dimostrare che l'individuo stesse effettivamente guidando o che la sosta fosse una fase della circolazione.
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Tenuità del fatto: Cassazione annulla condanna per DUI
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha ritenuto inammissibili le censure tecniche sull'etilometro, ma ha accolto il motivo relativo alla mancata valutazione della richiesta di proscioglimento per particolare tenuità del fatto. La sentenza è stata annullata con rinvio al Tribunale, poiché il giudice di merito aveva omesso di motivare su una specifica richiesta difensiva, incorrendo in un vizio procedurale decisivo.
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Ricorso inammissibile: etilometro e precedenti penali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'automobilista condannata per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ritenuto infondate le censure sull'affidabilità dell'etilometro e sulla legittimità dell'acquisizione di prove da parte del giudice. È stato inoltre confermato il diniego di benefici come la non punibilità per tenuità del fatto e la sospensione condizionale della pena, a causa della gravità della condotta e dei precedenti penali specifici della ricorrente. La decisione sottolinea l'importanza di un ricorso che affronti specificamente le motivazioni della sentenza impugnata.
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Guida in stato di ebbrezza: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico elevato. La Corte ha stabilito che la contestazione generica sul funzionamento dell'etilometro non è sufficiente e che la gravità del fatto, desunta dall'alto tasso alcolemico, esclude l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Prescrizione guida in ebbrezza: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha chiarito che, per i reati commessi dal 2017, il calcolo della prescrizione per guida in ebbrezza deve tenere conto dei periodi di sospensione introdotti dalla Legge Orlando, impedendo così l'estinzione del reato nel caso di specie. Inoltre, ha ribadito che semplici contestazioni sul funzionamento dell'etilometro, senza prove concrete, non sono sufficienti per invalidare il test.
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Alcoltest: Nessun obbligo di avviso sulle conseguenze
Un automobilista ricorre in Cassazione contro una condanna per guida in stato di ebbrezza, sostenendo, tra l'altro, che l'avviso a farsi assistere da un difensore dovesse essere scritto e che avrebbe dovuto essere informato sulle diverse conseguenze del sottoporsi o rifiutare l'alcoltest. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che l'avviso al difensore può essere orale e che non esiste alcun obbligo per la polizia di fornire una 'consulenza' preventiva sulle conseguenze legali della scelta dell'indagato.
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Rifiuto Alcoltest: Non serve avviso del difensore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24574/2024, ha stabilito che in caso di rifiuto alcoltest non sussiste l'obbligo di avvisare il conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore. Il reato si perfeziona con il semplice rifiuto, rendendo irrilevante la garanzia difensiva prevista per la fase, mai raggiunta, dell'esecuzione del test. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista che, dopo un incidente, si era allontanato dall'ospedale per sottrarsi agli accertamenti.
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Revoca patente guida in stato di ebbrezza: il parere
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 37041/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. È stata confermata la legittimità della revoca patente guida in stato di ebbrezza qualora il conducente, con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, provochi un sinistro stradale. La Corte ha inoltre precisato che la semplice richiesta di visionare i documenti dell'etilometro non è sufficiente a contestarne il funzionamento.
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Onere della prova etilometro: la scelta del rito è decisiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata. La Corte ha stabilito che, scegliendo il rito abbreviato non condizionato, l'imputato accetta implicitamente la validità delle prove raccolte, inclusi i risultati del test alcolemico. Di conseguenza, l'onere della prova etilometro, ovvero dimostrare il suo malfunzionamento, ricade sull'imputato e non più sulla pubblica accusa.
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Ricorso inammissibile: genericità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano generici: le critiche al funzionamento dell'etilometro sono state giudicate infondate e gli altri motivi non contestavano specificamente le argomentazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Validità etilometro: onere della prova sull’imputato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13485 del 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il punto centrale riguarda la validità etilometro: non spetta all'accusa provare la regolarità delle verifiche periodiche, ma è l'imputato a dover sollevare contestazioni specifiche e motivate per metterne in dubbio il funzionamento.
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Guida in stato di ebbrezza: test valido anche se irregolare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Si stabilisce che un alcooltest con misurazioni irregolari è valido se supportato da altri elementi sintomatici. La causa di non punibilità per tenuità del fatto è stata negata a causa della guida senza patente, considerata una circostanza aggravante.
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Ricorso guida in ebbrezza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per guida in ebbrezza, confermando che la semplice riproposizione dei motivi d'appello e un mero errore materiale sull'orario del verbale non inficiano la validità dell'alcoltest. Decisivo è il rispetto dell'intervallo minimo tra le prove.
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Validità etilometro: onere della prova e contestazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10372/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista sulla validità etilometro. La Corte ha ribadito che, mentre l'accusa deve provare l'omologazione e le verifiche periodiche, spetta alla difesa contestare specificamente il malfunzionamento dello strumento, non essendo sufficiente un'eccezione generica.
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Omologazione etilometro: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'automobilista condannata per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha chiarito due punti fondamentali: l'applicazione della cosiddetta "Legge Orlando" per la sospensione della prescrizione per i reati commessi a fine 2017 e la validità della prova effettuata con l'etilometro. In particolare, è stato stabilito che mere irregolarità formali nel processo di omologazione dell'etilometro non sono sufficienti a invalidare l'accertamento, specialmente se l'apparecchio è stato revisionato di recente.
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Prova etilometro: onere della prova a carico dell’imputato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9564/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ribadito che la prova etilometro costituisce piena prova della violazione e che spetta all'imputato l'onere di dimostrare, con prove specifiche, eventuali vizi o malfunzionamenti dello strumento. È stato inoltre confermato il diniego della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, a causa di una prognosi negativa basata sul comportamento passato dell'imputato.
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Matricola etilometro errata: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente contestava l'affidabilità del test alcolemico a causa di una discordanza nella matricola dell'etilometro tra lo scontrino e il verbale. La Corte ha qualificato l'errore come un semplice refuso, irrilevante a fronte della congruenza della misurazione con lo stato di alterazione fisica del conducente. È stato ribadito che la prova del malfunzionamento dell'apparecchio spetta all'imputato, che deve allegare elementi specifici.
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Validità test alcolemico: onere della prova
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza ricorre in Cassazione contestando la validità del test alcolemico, eseguito a distanza di tempo dal fermo, e l'omologazione dell'etilometro. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che il ritardo non invalida la prova e che spetta all'imputato dimostrare il malfunzionamento dello strumento, non bastando una generica contestazione.
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