La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31158/2023, ha chiarito un punto cruciale sull'attendibilità del teste parente. In una causa per il mancato pagamento del saldo di una compravendita immobiliare, la Corte ha accolto il ricorso del venditore, censurando la decisione della Corte d'Appello che aveva ignorato la specifica doglianza contro la valutazione di inattendibilità di un testimone, basata unicamente sul suo stretto legame di parentela con una delle parti. La Suprema Corte ha ribadito che, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 248/1974, il vincolo familiare non è di per sé motivo sufficiente per dubitare della credibilità di un teste, e ha cassato con rinvio la sentenza impugnata.
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