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Art. 375 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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296 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario relativo a un rimborso IRPEF. La causa, giunta in Cassazione dopo due sentenze favorevoli al contribuente, si è conclusa non con una decisione di merito, ma a seguito della richiesta di definizione agevolata della controversia presentata dall'Amministrazione Finanziaria, che ha saldato la pendenza secondo la normativa vigente.
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Conflitto di competenza per valore: la Cassazione decide
A seguito di una causa iniziata davanti al Giudice di Pace, quest'ultimo si dichiarava incompetente, trasferendo il caso al Tribunale. Il Tribunale, a sua volta, sollevava un conflitto di competenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: il conflitto di competenza per valore non può essere sollevato d'ufficio dal giudice che riceve la causa. La competenza del secondo giudice, una volta trasferita la causa, diventa definitiva e non più contestabile.
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Revocazione ordinanza Cassazione: rinvio a udienza
Una società ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto sulla data di definitività di un avviso di accertamento. Tale errore avrebbe inciso sulla prescrizione del debito tributario. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione complessa e di rilevanza nomofilattica, in particolare per l'ammissibilità di una definizione agevolata in sede di revocazione, e ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita. La decisione sulla revocazione ordinanza cassazione è quindi posticipata.
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Decreto di espulsione: limiti del giudice ordinario
Un cittadino straniero impugna un decreto di espulsione sostenendo vizi procedurali e l'illegittimità del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che il giudice ordinario non può valutare la legittimità dell'atto amministrativo presupposto, ma solo verificare i requisiti di legge per l'espulsione.
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Decreto di espulsione: onere della prova e validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione, chiarendo principi fondamentali. La Corte ha stabilito che spetta al ricorrente l'onere di provare la mancanza di delega del funzionario firmatario. Inoltre, ha dichiarato inammissibili le doglianze sulla notifica del provvedimento, poiché il ricorrente aveva distrutto il documento, e quelle sulla mancata traduzione, data la sua lunga permanenza e integrazione in Italia. La sentenza rafforza la presunzione di legittimità degli atti amministrativi in materia di immigrazione.
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Notifica atto straniero: è valida se in inglese?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di respingimento. La decisione si fonda sul fatto che lo stesso ricorrente aveva precedentemente indicato di preferire la lingua inglese per la notifica atto straniero, rendendo così la sua successiva contestazione sulla mancata traduzione generica e infondata.
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Giudizio di rinvio: errore del giudice e nullità
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice di Pace che aveva erroneamente trattato un ricorso in riassunzione come una nuova impugnazione. Il caso riguarda un cittadino straniero il cui appello contro un decreto di espulsione era stato cassato con rinvio. Il giudice del rinvio, non accorgendosi della natura del procedimento, lo ha respinto come se la questione fosse già stata decisa, commettendo un errore procedurale. La Cassazione ha quindi cassato nuovamente la decisione, sottolineando l'obbligo del giudice di attenersi alle regole del giudizio di rinvio.
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Competenza territoriale lavoro: la regola dei 6 mesi
Un'azienda ha trasferito un ramo d'azienda e, dopo oltre sei mesi, un ex dipendente ha avviato una causa presso il tribunale del luogo di lavoro. La Cassazione ha stabilito che la competenza territoriale lavoro spetta al tribunale del luogo in cui è sorto il rapporto, poiché il termine semestrale per agire presso la sede trasferita era scaduto.
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Sospensione necessaria: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che disponeva la sospensione necessaria di un giudizio di divisione immobiliare. Il caso vedeva contrapposte due sorelle in una causa ereditaria. La Corte ha stabilito che la pendenza della causa sull'eredità non costituisce un rapporto di pregiudizialità tecnico-giuridica tale da giustificare lo stop del procedimento di divisione, avviato per soddisfare un credito verso il marito di una delle due. La sospensione è illegittima se il nesso tra le cause è solo logico e non strettamente giuridico.
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Revocazione ordinanza: errore di fatto e rinvio
La Corte di Cassazione esamina un ricorso per la revocazione di una propria ordinanza, che aveva dichiarato un precedente ricorso inammissibile per tardivo deposito. I ricorrenti sostengono un errore di fatto sulla data di consegna del plico. Data la complessità delle questioni, sia procedurali (errore di fatto revocatorio) sia di merito (differenza tra azione di petizione di eredità e rivendica, e preclusione da giudicato), la Corte ha disposto la trattazione in pubblica udienza. Si tratta di una decisione interlocutoria che non risolve la controversia ma ne sottolinea la rilevanza giuridica, rendendo necessaria una discussione più approfondita.
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Rimborso forfettario spese generali tra avvocati
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina del rimborso forfettario spese generali. In una controversia tra due avvocati per il pagamento di compensi professionali, la Corte ha stabilito che tale rimborso, non essendo una conseguenza automatica della soccombenza ma una componente del compenso, deve essere oggetto di una domanda esplicita. In assenza di tale richiesta, il creditore non può pretenderlo in fase esecutiva, anche se il titolo giudiziale non ne fa menzione.
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Specificità appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una decisione di secondo grado che a sua volta aveva ritenuto inammissibile l'appello per difetto di specificità. La Corte ha statuito che, per contestare una tale decisione, il ricorrente deve trascrivere nel proprio atto di ricorso per cassazione le parti salienti dell'appello originario, al fine di dimostrarne la presunta specificità appello. La mancata trascrizione, unita al deposito tardivo dell'atto di appello, ha precluso ogni valutazione nel merito.
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Compensi intercettazioni: la Cassazione rinvia il caso
Una società che fornisce apparecchiature per intercettazioni ha citato in giudizio il Ministero della Giustizia per interessi di mora, sostenendo che il loro rapporto costituisse una transazione commerciale. I tribunali di grado inferiore hanno respinto tale tesi, classificando i compensi come "spese giudiziarie straordinarie". La Corte di Cassazione, rilevando una procedura di infrazione dell'UE contro l'Italia per i ritardi nei pagamenti per questi servizi, ha ordinato un'udienza pubblica per decidere sulla questione dei compensi intercettazioni, evidenziando la complessità e le implicazioni del diritto europeo.
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Giurisdizione italiana per compensi legali a stranieri
Una professionista legale ha agito per il recupero dei propri compensi contro ex clienti residenti in un paese extra-UE. Il tribunale di primo grado aveva negato la propria competenza. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato tale decisione, stabilendo la sussistenza della giurisdizione italiana basandosi sul criterio del luogo in cui i servizi professionali sono stati effettivamente resi, come previsto dai regolamenti europei.
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Sospensione del giudizio: quando non c’è pregiudizialità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sospensione del giudizio di opposizione a un decreto ingiuntivo per oneri condominiali. La Corte ha stabilito che non sussiste rapporto di pregiudizialità, e quindi non è giustificata la sospensione del giudizio, se il decreto ingiuntivo si fonda su delibere assembleari diverse da quelle impugnate in un altro, separato procedimento.
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Esenzione Irpef vittime del dovere: la decorrenza
Un contribuente, riconosciuto come vittima del dovere, ha richiesto il rimborso dell'Irpef versata sulla sua pensione per gli anni 2012-2016. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione Irpef per le vittime del dovere non è retroattiva. Il beneficio fiscale, introdotto dalla Legge n. 232/2016, si applica esclusivamente a partire dal 1° gennaio 2017, come espressamente previsto dalla norma. La Corte ha sottolineato la volontà del legislatore di procedere a un'equiparazione progressiva e non immediata dei benefici rispetto ad altre categorie di vittime.
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Rimborso credito IRES in fallimento: la Cassazione rinvia
Un istituto bancario ha richiesto un rimborso credito IRES, acquisito da una società fallita. L'Agenzia Fiscale ha negato il rimborso, sostenendo che la richiesta fosse prematura e la cessione del credito non valida. Dopo che i tribunali di grado inferiore hanno dato ragione alla banca, la Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per discutere il caso in udienza pubblica, concentrandosi sulla tempistica della richiesta di rimborso durante le procedure fallimentari.
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Revocazione sentenza: appello in Cassazione inammissibile
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione promosso dall'Amministrazione Finanziaria. La decisione si fonda sul fatto che, durante la pendenza del giudizio di legittimità, la sentenza d'appello impugnata era stata revocata dallo stesso giudice che l'aveva emessa. Questa revocazione della sentenza ha causato la cessazione della materia del contendere e la conseguente carenza di interesse a proseguire l'impugnazione, rendendo l'appello privo di oggetto.
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Nomina avvocato condominio: quando non serve delibera
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29504/2023, ha stabilito che l'amministratore non necessita di una preventiva delibera assembleare per la nomina di un avvocato al fine di difendere il condominio in un giudizio di impugnazione di una precedente delibera. Tale attività rientra nelle sue attribuzioni ordinarie. La Corte ha rigettato il ricorso di due condòmini che lamentavano la mancanza della maggioranza qualificata per la nomina del legale, chiarendo che l'eventuale delibera sul punto costituisce un mero assenso a una scelta già nella piena disponibilità dell'amministratore.
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Esenzione Irpef vittime del dovere: la Cassazione
Un contribuente, riconosciuto come "equiparato a vittima del dovere", ha richiesto il rimborso dell'Irpef sulla sua pensione. L'Agenzia delle Entrate ha sostenuto che l'esenzione Irpef per le vittime del dovere spetti solo sulle pensioni privilegiate, direttamente collegate all'evento lesivo. I giudici di merito hanno dato ragione al contribuente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare rilevanza e ha rinviato la causa a una pubblica udienza per la decisione finale, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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