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Art. 366 Codice di Procedura Civile — Anno 2019

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26 provvedimenti

Altri anni per Art. 366 Codice di Procedura Civile

Produzione avviso di ricevimento: quando è tardi?
Con la sentenza n. 34591/2019, la Cassazione Civile, Sezione Tributaria, ha ribadito che la mancata produzione dell'avviso di ricevimento della notifica dell'atto di appello comporta l'inammissibilità del ricorso. Anche se è possibile un deposito tardivo fino all'udienza di discussione, la sua totale omissione è un vizio insanabile che impedisce al giudice di esaminare il merito della causa. Il caso riguardava un'impugnazione di cartelle esattoriali e la Corte ha respinto il ricorso della società contribuente, confermando la centralità di questo adempimento processuale.
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Appello incidentale tardivo: le conseguenze
Con la sentenza n. 34590/2019, la Cassazione Civile, Sez. V, chiarisce le conseguenze di un appello incidentale tardivo. Il caso riguarda una società che, dopo aver proposto un appello principale (poi dichiarato inammissibile), ne proponeva uno incidentale. La Corte ha stabilito che la proposizione del primo appello fa decorrere il termine breve per impugnare, rendendo il successivo appello incidentale, depositato oltre tale termine, inammissibile per tardività e confermando la decisione di primo grado.
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Rinnovo contratto: quando la proroga è legittima?
La Cass. Civ., Sez. L, n. 34733 del 30/12/2019 analizza il caso di un rinnovo contratto di collaborazione legato a una convenzione esterna. La Corte stabilisce che se la proroga è prevista come condizione in una clausola scritta, non si tratta di un 'rinnovo contratto' tacito e illegittimo, anche in ambiti collegati al settore pubblico, bensì di un'integrazione del contratto originale.
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Deducibilità costi transazione: analisi della Cassazione
Con la sentenza n. 34618 del 30/12/2019, la Cass. Civ., Sez. 5, ha stabilito un principio cruciale sulla deducibilità dei costi da transazione. Il caso riguardava una società che, a seguito di un accordo transattivo con un ex socio, aveva dedotto diverse componenti negative, tra cui la perdita di un credito e il pagamento di una somma. L'Agenzia delle Entrate aveva disconosciuto parte di queste deduzioni. La Cassazione ha accolto il ricorso della società, affermando che il giudice di merito ha l'obbligo di esaminare analiticamente ogni singola componente di costo derivante dalla transazione, senza raggrupparle in un'unica categoria. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione sulla specifica rilevanza fiscale di ciascun elemento, in particolare della perdita su crediti.
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Rinuncia tacita nel lavoro: la Cassazione decide
Con la sentenza n. 7590/2019, la Cassazione Civile, Sez. Lavoro, affronta il tema della rinuncia tacita ai diritti derivanti da contratti a termine. Il caso riguarda una lavoratrice che, dopo anni di contratti a termine e un lungo periodo di inattività, ha accettato un'assunzione a tempo indeterminato dalla stessa azienda. La Corte ha stabilito che la combinazione del lungo tempo trascorso e l'accettazione del nuovo contratto stabile costituisce un comportamento concludente, interpretabile come una rinuncia tacita alla richiesta di continuità del rapporto di lavoro precedente. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per vizi procedurali.
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Responsabilità ente pubblico: quando paga per il legale
Con la sentenza n. 7673/2019, la Cassazione Civile, Sez. II, ha stabilito la responsabilità ente pubblico per i compensi di un legale incaricato da una società appaltatrice. Decisiva l'interpretazione del mandato e del comportamento successivo dell'ente, che non aveva mai contestato l'operato della società, configurando così una spendita del nome del Comune.
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