La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di materiale pedopornografico a un uomo che, reinstallando un'app di messaggistica sul nuovo telefono, aveva causato il download automatico di file illeciti dal cloud. Secondo i giudici, il fatto di non aver cancellato il proprio account e i dati su server esterni, pur sapendo della loro esistenza, dimostra la volontà di mantenerne la disponibilità. Questa consapevolezza integra il dolo (l'intenzione) richiesto per il reato. La Corte ha stabilito che la condotta attiva di ripristino dell'accesso ai file prevale sulla natura automatica del download, rendendo la detenzione pienamente volontaria e consapevole. L'imputato perde la causa e la sua condanna a due anni di reclusione diventa definitiva.
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