LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 360 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 26 di 40

16526 provvedimenti

Altri anni per Art. 360 Codice di Procedura Civile

Contratto autonomo di garanzia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un contratto autonomo di garanzia, rigettando il ricorso di una società concessionaria di giochi. La Corte ha confermato la validità della richiesta di pagamento avanzata da un'agenzia statale nei confronti della banca garante per le penali dovute dalla società. Sono stati respinti tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli sulla presunta errata interpretazione del contratto, sull'eccessività delle penali e sulla riduzione dell'importo garantito, ribadendo i limiti delle eccezioni opponibili dal garante.
Continua »
Lite temeraria: la condanna salta con motivazione apparente
Un garante, condannato in primo e secondo grado al pagamento di un debito e a un risarcimento per lite temeraria, si rivolge alla Corte di Cassazione. I giudici supremi confermano la validità del debito ma annullano la sanzione per lite temeraria. La motivazione addotta dalla Corte d'Appello è stata ritenuta 'apparente', cioè talmente generica da equivalere a una sua totale assenza, violando così il dovere del giudice di fornire una spiegazione concreta e puntuale della propria decisione.
Continua »
Notifica al legale rappresentante: valida per la riscossione
Una società contribuente si opponeva a una pretesa tributaria sostenendo la prescrizione del credito, a causa di una notifica intermediaria ritenuta irregolare perché effettuata presso la residenza del legale rappresentante anziché presso la sede della società. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione di merito, stabilendo che la notifica al legale rappresentante tramite servizio postale diretto, prevista dalla normativa speciale sulla riscossione, è pienamente valida ed efficace a interrompere i termini di prescrizione.
Continua »
Obbligo di astensione: quando un giudice deve astenersi
Una società immobiliare e i suoi fideiussori ricorrono in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che confermava un decreto ingiuntivo. Tra i motivi, spicca la presunta violazione dell'obbligo di astensione di un giudice. La Suprema Corte rigetta il ricorso, chiarendo che tale obbligo sorge solo se il giudice ha già deciso il merito in un grado precedente e che la questione va sollevata con istanza di ricusazione, non con l'impugnazione. La sentenza ribadisce inoltre la necessità di specificità nei motivi d'appello e i limiti del sindacato sulla gestione delle consulenze tecniche d'ufficio.
Continua »
Specificità motivi appello: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU. L'appello in secondo grado è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto una mera riproposizione dei motivi iniziali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato la sentenza, affermando che nel processo tributario la specificità dei motivi di appello è soddisfatta anche se vengono riproposti i motivi originari, a patto che dall'atto emerga chiaramente la volontà di contestare la decisione di primo grado. Il caso è stato rinviato alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado per una nuova valutazione.
Continua »
Esenzione IMU terreni agricoli: il ruolo del possessore
La Cassazione ha respinto il ricorso di un pensionato agricolo, negando l'esenzione IMU terreni agricoli. Anche se il figlio coltivava il terreno, la Corte ha ritenuto decisiva la mancanza di un diritto di proprietà o possesso in capo al figlio stesso, interrompendo il nesso necessario per l'agevolazione.
Continua »
Fatto notorio: la Cassazione chiarisce l’onere probatorio
Una società cessionaria di crediti bancari ha impugnato una sentenza d'appello che aveva dichiarato parzialmente nulla una fideiussione per violazione di norme antitrust, qualificando il provvedimento sanzionatorio della Banca d'Italia come 'fatto notorio'. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che un provvedimento amministrativo non costituisce un fatto notorio e deve essere prodotto in giudizio dalla parte che lo invoca. Inoltre, ha precisato che l'onere della prova sulla persistenza dell'intesa illecita grava su chi eccepisce la nullità.
Continua »
Cartella di pagamento incompleta: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per tasse automobilistiche, sostenendo la sua nullità a causa di pagine mancanti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che una cartella di pagamento incompleta non è automaticamente nulla. È necessario dimostrare che l'incompletezza abbia concretamente leso il diritto di difesa, impedendo la comprensione della pretesa. La Corte ha inoltre confermato che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
Continua »
Esenzione IMU prima casa: sì anche con residenze diverse
Un contribuente si è visto negare l'esenzione IMU prima casa perché la moglie risiedeva in un altro Comune. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha ribaltato la decisione. Sulla scia di una sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che l'agevolazione spetta al possessore che risiede e dimora abitualmente nell'immobile, a prescindere dalla residenza del coniuge, superando il requisito della residenza dell'intero nucleo familiare.
Continua »
Prova del danno: la Cassazione e il criterio presuntivo
In un caso di risarcimento per incendio, la Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la prova del danno può essere fornita anche tramite presunzioni. Quando la documentazione (perizie, foto, contabili) è sufficiente a creare un quadro probatorio solido, spetta a chi contesta il danno fornire la prova contraria. L'ordinanza chiarisce che il ricorso per cassazione non può limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, ma deve confrontarsi criticamente con la motivazione della sentenza impugnata.
Continua »
Esenzione IMU: due case unite non basta, serve fusione
Una contribuente utilizzava due unità immobiliari adiacenti come unica abitazione principale, richiedendo l'esenzione IMU per entrambe. Un Comune ha contestato tale agevolazione. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito un principio fondamentale: per beneficiare dell'esenzione IMU, è indispensabile che gli immobili siano formalmente fusi e registrati come un'unica unità al catasto. L'unione di fatto, anche se comprovata, non è sufficiente ai fini fiscali. La successiva fusione catastale non ha effetto retroattivo.
Continua »
Mancanza avvertimento ricorso: quando c’è nullità?
Un cliente contesta il pagamento dei compensi a un avvocato, eccependo la nullità del procedimento per una mancanza avvertimento ricorso. La Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che la nullità non sussiste senza la prova di un concreto pregiudizio al diritto di difesa, confermando la condanna al pagamento.
Continua »
Esenzione IMU: residenza anagrafica è decisiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU sull'abitazione principale, non è sufficiente dimorare stabilmente nell'immobile, ma è necessario che vi sia anche la residenza anagrafica del contribuente. La Suprema Corte ha accolto il ricorso di un Comune contro la sentenza di secondo grado che aveva concesso l'esenzione a un contribuente che viveva in un appartamento diverso da quello in cui risultava anagraficamente residente, anche se nello stesso edificio. La decisione sottolinea come entrambi i requisiti, dimora e residenza anagrafica, debbano coesistere.
Continua »
Esenzione IMU categoria A/10: la Cassazione decide
Un contribuente si è visto negare l'esenzione IMU per la sua abitazione principale poiché l'immobile era registrato con categoria A/10 (ufficio). La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che per beneficiare dell'agevolazione fiscale, la classificazione catastale oggettiva deve essere residenziale, rendendo irrilevante l'uso di fatto. La Corte ha accolto il ricorso del Comune, affermando che l'onere di regolarizzare la categoria catastale spetta al contribuente. Il caso chiarisce che l'esenzione IMU categoria A/10 non è ammissibile.
Continua »
Motivazione avviso accertamento: i requisiti minimi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34031/2025, ha stabilito che la motivazione di un avviso di accertamento IMU è sufficiente se indica i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa, senza necessità di dettagli esaustivi. La Corte ha accolto il ricorso di un Comune contro la decisione di secondo grado che aveva annullato l'atto per 'carenza assoluta di motivazione'. Secondo i giudici supremi, l'atto è valido se permette al contribuente di comprendere l'oggetto della contestazione (l'an) e l'importo richiesto (il quantum), rinviando al successivo giudizio la prova della pretesa. Il caso è stato rinviato per l'esame del merito.
Continua »
IMU immobile occupato: esenzione per il proprietario
Un comune ha impugnato una sentenza che garantiva a una società immobiliare il rimborso dell'IMU per un immobile occupato abusivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'esenzione dal pagamento dell'IMU su un immobile occupato. La decisione si fonda su una recente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima l'imposizione fiscale a carico di proprietari che, avendo denunciato l'occupazione, non hanno la disponibilità del bene.
Continua »
Esenzione IMU terreni agricoli: quando si applica?
Un contribuente ha richiesto l'annullamento di avvisi di accertamento IMU per terreni classificati come edificabili ma coltivati dal figlio, un coltivatore diretto. La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione IMU per terreni agricoli, stabilendo che il beneficio fiscale richiede che il soggetto qualificato come coltivatore diretto sia anche il possessore del terreno (proprietario o titolare di altro diritto reale), condizione non soddisfatta nel caso di specie.
Continua »
Quota consortile: include la tassa di ammissione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la base per il calcolo della quota consortile, ai fini della ripartizione di ricavi e costi fiscalmente rilevanti, deve comprendere tutti i versamenti effettuati dalla consorziata al fondo comune, inclusa la tassa di ammissione versata 'una tantum'. La Corte ha chiarito che la denominazione del versamento è irrilevante; ciò che conta è la sua confluenza nel patrimonio destinato all'attività consortile, determinando così l'intera partecipazione economica del socio.
Continua »
Esenzione IMU: residenza anagrafica è obbligatoria
Un comune ha contestato una decisione che concedeva un'agevolazione fiscale su un immobile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per ottenere l'esenzione IMU per l'abitazione principale non basta viverci, ma è indispensabile che vi coincida anche la residenza anagrafica. La vendita della precedente abitazione non è rilevante se non si aggiorna la propria posizione anagrafica.
Continua »
Compenso Avvocato: quando la prestazione è gratuita?
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei compensi a una sua ex partner, assistita in una causa di divorzio. La Corte di Cassazione ha rigettato la domanda, confermando le decisioni dei giudici di merito. Si è stabilito che, sebbene il compenso avvocato sia la norma, la gratuità della prestazione può essere provata tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come l'esistenza di una lunga relazione sentimentale e l'assenza di richieste di pagamento per anni.
Continua »