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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Sezione Sesta Civile

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174 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Borse specializzandi medici: no a importi maggiori
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un adeguamento delle loro borse di studio, percepite ai sensi del D.Lgs. 257/1991, ai più alti importi previsti dal D.Lgs. 368/1999 per i colleghi iscritti dall'anno accademico 2006/2007. La Corte ha ribadito che i due regimi normativi sono distinti e non sovrapponibili, confermando che la borsa di studio originaria costituiva già un'adeguata remunerazione secondo le direttive UE, e che la successiva modifica legislativa fu una scelta discrezionale non retroattiva.
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Remunerazione medici specializzandi: no a importi maggiori
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto una maggiore remunerazione per i corsi frequentati dopo il 1991, invocando la normativa più favorevole entrata in vigore nel 2006. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la borsa di studio percepita era adeguata e che la nuova disciplina non ha efficacia retroattiva. La corretta remunerazione medici specializzandi è quella prevista dalla legge vigente al momento del corso.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1993 e il 2009, ha richiesto un adeguamento economico della propria borsa di studio, ritenendola non conforme alle direttive europee. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: la migliore remunerazione per i medici specializzandi, introdotta da una normativa del 1999, si applica solo a partire dall'anno accademico 2006-2007. La Corte ha escluso la possibilità di applicare retroattivamente tali benefici, confermando la legittimità del trattamento economico ricevuto dai ricorrenti.
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Fermo Amministrativo: Illegittimo con Garanzia IVA
Una società ha ottenuto una sentenza favorevole contro un fermo amministrativo applicato a un suo rimborso IVA, poiché aveva già presentato una garanzia fideiussoria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'amministrazione finanziaria non può cumulare le due misure cautelari. L'utilizzo congiunto di garanzia e fermo amministrativo è stato ritenuto un'ingiustificata duplicazione di tutele e un onere eccessivo per il contribuente, in violazione dei principi di buona fede e collaborazione.
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Usucapione fondo rustico: ricorso inammissibile
Un soggetto ha richiesto di essere dichiarato proprietario di un terreno agricolo per usucapione, ma la sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La ragione principale risiede nella mancata dimostrazione del 'possesso' necessario per l'usucapione, poiché l'individuo aveva iniziato a occupare il fondo come semplice detentore, riconoscendo la proprietà altrui, senza mai provare un successivo mutamento della sua condizione in possessore. L'impugnazione è stata giudicata un tentativo non consentito di riesaminare le prove e i fatti, compito che spetta esclusivamente ai giudici di merito.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
Un medico specializzando ha richiesto il risarcimento del danno per la mancata retribuzione durante gli anni di specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive UE. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la sentenza di merito che aveva ritenuto maturata la prescrizione. Il termine decennale, secondo la Corte, inizia a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Essendo l'azione legale stata avviata nel 2011, il diritto al risarcimento era già estinto, consolidando il principio sulla prescrizione del risarcimento per i medici.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
L'ordinanza analizza il caso di due medici che hanno citato in giudizio lo Stato per non aver ricevuto la corretta retribuzione durante la loro specializzazione negli anni '80, in violazione delle direttive CEE. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello sulla prescrizione del diritto. Il punto centrale è la decorrenza del termine decennale di prescrizione medici specializzandi, che la Corte fissa alla data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo i giudici, tale legge ha reso palese l'inadempimento parziale dello Stato, facendo scattare il termine per agire. L'incertezza giurisprudenziale non è stata considerata una causa valida per sospendere la prescrizione.
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Borse medici specializzandi: no adeguamento per il passato
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1991 e il 2007, ha citato in giudizio lo Stato sostenendo che la borsa di studio percepita non costituisse l'adeguata remunerazione richiesta dalle direttive europee. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, ribadendo che la borsa istituita con il D.Lgs. 257/1991 rappresentava una corretta attuazione delle normative UE per quel periodo. La Corte ha inoltre specificato che il trattamento economico più favorevole, introdotto successivamente, si applica solo a partire dall'anno accademico 2006-2007, e che la sospensione degli adeguamenti all'inflazione è stata una scelta legislativa legittima.
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Remunerazione medici specializzandi: no a compensi extra
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano una maggiore remunerazione per i corsi frequentati tra il 2001 e il 2008. Secondo la Corte, la borsa di studio prevista dal D.Lgs. 257/1991 costituiva già un'adeguata attuazione delle direttive comunitarie in materia. La nuova e più favorevole disciplina, introdotta dal D.Lgs. 368/1999, si applica solo ai corsi iniziati dall'anno accademico 2006/2007, senza effetto retroattivo.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un medico che chiedeva un'indennità per la mancata remunerazione durante la scuola di specializzazione. La decisione si fonda sul fatto che il diritto alla remunerazione medici specializzandi, secondo le direttive UE, sorge solo se la specializzazione è riconosciuta in almeno due Stati membri. Il ricorrente non ha fornito la prova di tale requisito, che costituisce un elemento fondamentale del diritto reclamato.
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Eccezione di pagamento: onere della prova in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9672/2023, ha dichiarato inammissibili due distinti ricorsi. Il primo, presentato da alcune Amministrazioni Pubbliche, riguardava una presunta eccezione di pagamento nei confronti di un medico specializzando, respinta per mancanza di specificità del motivo. Il secondo, proposto da una dottoressa specializzanda, contestava il termine di prescrizione per il suo diritto alla remunerazione, ma è stato respinto in linea con la giurisprudenza consolidata.
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Locazione immobili e contributi INPS: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice attività di locazione di immobili di proprietà di una società non costituisce attività commerciale. Di conseguenza, il socio amministratore non è tenuto all'iscrizione e al versamento dei contributi alla gestione commercianti dell'INPS. La sentenza chiarisce che per far scattare l'obbligo contributivo, l'attività di locazione immobili e contributi INPS deve inserirsi in un contesto più ampio di prestazione di servizi, come l'intermediazione immobiliare, e non limitarsi al mero godimento del bene.
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Iscrizione Gestione Commercianti: No per mero affitto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20825/2019, ha stabilito che l'amministratore di una società la cui unica attività consiste nella locazione di immobili di proprietà (mero godimento) non è tenuto all'iscrizione alla Gestione Commercianti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che tale attività non integra i presupposti dell'attività commerciale richiesta ai fini contributivi, a meno che non sia inserita in un più ampio contesto di prestazione di servizi.
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Competenza giudice risarcimento detenuti: la Cassazione
Un detenuto condannato all'ergastolo chiede un risarcimento per condizioni di detenzione inumane. Nasce un conflitto tra giudice civile e magistrato di sorveglianza. La Cassazione chiarisce la questione sulla competenza del giudice per il risarcimento detenuti: il ricorso per regolamento di competenza è inammissibile e la competenza spetta al magistrato di sorveglianza, anche per il solo ristoro economico.
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