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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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555 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Borsa di studio medici: no all’adeguamento dalla Cassazione
Un gruppo di medici specializzandi ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento, sostenendo che la loro borsa di studio fosse inadeguata e non periodicamente aggiornata, in violazione delle direttive comunitarie. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha stabilito che il diritto comunitario non impone un importo minimo per la remunerazione, lasciando tale scelta alla discrezione degli Stati membri. Inoltre, ha confermato la legittimità delle leggi nazionali che hanno bloccato l'adeguamento periodico della borsa di studio medici per ragioni di contenimento della spesa pubblica, richiamando un precedente vincolante delle Sezioni Unite.
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Borsa di studio medici: no all’adeguamento
Un gruppo di medici specializzandi ha citato in giudizio lo Stato, sostenendo che la loro borsa di studio fosse inadeguata e non aggiornata secondo le direttive UE. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per gli specializzandi immatricolati prima dell'anno accademico 2006/2007, la borsa di studio medici era correttamente disciplinata dalla normativa nazionale e non soggetta a indicizzazione o adeguamento obbligatorio, conformandosi a una recente sentenza delle Sezioni Unite.
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Borse studio medici: no adeguamento per anni pre-2006
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni medici che, specializzatisi tra il 1998 e il 2008, chiedevano un adeguamento delle loro borse di studio. La Corte ha stabilito che la normativa nazionale dell'epoca (d.lgs. 257/1991) era sufficiente ad adempiere agli obblighi UE sulla "adeguata remunerazione". Inoltre, una serie di leggi successive ha bloccato qualsiasi forma di indicizzazione o rivalutazione triennale, rendendo le richieste infondate. Di conseguenza, il trattamento economico più favorevole, introdotto solo dal 2006, non è applicabile retroattivamente. L'ordinanza chiarisce definitivamente la questione delle borse studio medici per il periodo in esame.
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Borsa di studio medici: No ad adeguamenti e rivalutazioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano l'adeguamento della loro borsa di studio per il periodo 1992-2006. Conformemente a una precedente decisione delle Sezioni Unite, la Corte ha stabilito che una serie di leggi finanziarie ha legittimamente bloccato i meccanismi di rivalutazione e adeguamento triennale previsti in origine, escludendo quindi il diritto a qualsiasi risarcimento o conguaglio per la mancata indicizzazione della borsa di studio medici.
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Compensazione spese: quando il giudice può negarla?
Un contribuente si oppone a una cartella esattoriale per tasse automobilistiche. Dopo aver perso in primo e secondo grado per difetto di giurisdizione, ricorre in Cassazione lamentando la mancata compensazione spese, giustificata a suo dire da un contrasto giurisprudenziale. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la compensazione delle spese è una facoltà discrezionale del giudice e non un obbligo, e condanna il ricorrente a un ulteriore pagamento per lite temeraria.
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Responsabilità consulente fiscale: prova e oneri
Un consulente fiscale è stato condannato per inadempimento, avendo omesso comunicazioni IVA per una società cliente, causando sanzioni. La Corte di Cassazione ha confermato la sua responsabilità professionale, basata su prove presuntive come fatture, possesso di password fiscali e la sua presenza durante controlli. Il ricorso del professionista è stato dichiarato inammissibile perché le sue critiche riguardavano la valutazione dei fatti, non ammissibile in sede di legittimità.
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Compenso avvocato patrocinio e appello inammissibile
Un appello viene dichiarato inammissibile perché l'appellante, erede della parte originaria, non fornisce prova della sua qualità. Di conseguenza, il legale non ottiene la liquidazione dei compensi. La Corte di Cassazione conferma la decisione, specificando che il compenso avvocato patrocinio non è dovuto quando la causa di inammissibilità, come la mancata prova di un presupposto processuale, era prevedibile fin dall'inizio.
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Prescrizione azione di ripetizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di ripetizione di indebito contro un istituto di credito, chiarendo i principi sulla prescrizione azione di ripetizione e sulla validità delle clausole anatocistiche. La Corte stabilisce che per eccepire la prescrizione, alla banca basta allegare l'inerzia del titolare, spettando poi al correntista l'onere di provare la natura non solutoria delle rimesse. Viene inoltre confermato che le vecchie clausole anatocistiche, nulle, necessitano di una nuova pattuizione scritta per essere valide. La sentenza è cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Liquidazione fondo immobiliare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della liquidazione fondo immobiliare richiesta dalla società di gestione a causa di una grave crisi di insolvenza. Il ricorso del socio di maggioranza e di alcuni creditori è stato respinto. La Corte ha chiarito che, nella fase di apertura della procedura, non è necessario garantire il contraddittorio a tutti i creditori e quotisti, i cui diritti sono tutelati nelle fasi successive. La decisione di insolvenza si basa sulla incapacità del fondo di far fronte regolarmente ai propri debiti, un concetto più ampio del mero squilibrio patrimoniale.
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Produzione documentale tardiva: i limiti per il terzo
Un istituto di credito interviene in un'azione revocatoria, ma la sua domanda viene respinta perché la prova del credito è viziata da produzione documentale tardiva. La Cassazione conferma che l'interveniente accetta la causa nello stato in cui si trova, comprese le preclusioni istruttorie già maturate.
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Risarcimento medici specializzandi: Cassazione e termini
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici per il risarcimento danni da tardiva attuazione di direttive UE sulla remunerazione della specializzazione. La Corte ha confermato che il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999. I ricorsi sono stati giudicati temerari, con condanna per responsabilità aggravata, vista la consolidata giurisprudenza in materia di risarcimento medici specializzandi.
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Esenzione IMU enti ecclesiastici: il no della Cassazione
La Cassazione nega l'esenzione IMU a un ente ecclesiastico per una scuola, perché le rette, seppur inferiori alla media, non erano simboliche. L'attività è stata ritenuta commerciale, escludendo il beneficio fiscale. Irrilevante la gestione in perdita e il giudicato di anni precedenti.
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Esenzione IMU enti non commerciali: prova necessaria
Un istituto religioso ha richiesto l'esenzione IMU per una scuola paritaria, sostenendo la non commercialità dell'attività basata su rette inferiori ai parametri ministeriali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per l'esenzione IMU per enti non commerciali è necessaria una prova concreta e fattuale della mancanza di scopo di lucro, non essendo sufficiente il mero rispetto di parametri indicativi. La Corte ha sottolineato che i corrispettivi devono essere puramente simbolici.
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Esenzione TASI enti non commerciali: la Cassazione decide
Un istituto religioso si è visto negare l'esenzione TASI per la sua scuola paritaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per ottenere l'esenzione TASI per enti non commerciali non basta applicare rette inferiori ai costi medi ministeriali. È necessario dimostrare che i corrispettivi siano meramente simbolici e che l'attività sia svolta con modalità genuinamente non commerciali, prova che spetta interamente al contribuente.
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Rivalutazione redditi pensione: il calcolo corretto
Un professionista ha richiesto il ricalcolo della propria pensione, sostenendo l'applicazione di un coefficiente di rivalutazione dei redditi più favorevole. La Cassa di previdenza si è opposta. La Corte di Cassazione, pur confermando il coefficiente di rivalutazione corretto come indicato dal professionista, ha stabilito un principio fondamentale sulla rivalutazione redditi pensione: la prestazione pensionistica deve essere sempre proporzionata ai contributi effettivamente versati. Se i contributi sono stati pagati su un reddito rivalutato con un coefficiente inferiore, la pensione deve essere calcolata su quella base, non su un importo teorico più elevato per cui non è stata versata la contribuzione corrispondente.
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Rivalutazione contributi: l’anno di riferimento corretto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che per il calcolo delle pensioni dei professionisti forensi, la rivalutazione contributi sui redditi deve iniziare dal 1980. Tuttavia, la Corte ha precisato che il diritto alla prestazione pensionistica è strettamente legato ai contributi 'effettivamente versati'. Pertanto, se un professionista ha versato meno del dovuto a causa di un calcolo errato basato su un indice di rivalutazione inferiore, la sua pensione dovrà essere calcolata sulla base di quanto versato. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per valutare se l'errore del professionista nel versamento fosse 'scusabile'.
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Risarcimento medici specializzandi: prescrizione e limiti
Un gruppo di medici specializzatisi tra il 1979 e il 1989 ha citato lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione di direttive UE che prevedevano una giusta remunerazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando che il diritto al risarcimento medici specializzandi si è estinto per prescrizione. Il termine decennale, secondo la Corte, è iniziato il 27 ottobre 1999 e, essendo l'azione legale stata avviata nel 2018, era ormai scaduto. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria.
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Rinuncia al ricorso: le spese legali secondo Cassazione
Un gruppo di medici specializzandi ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione riguardante il loro diritto a una retribuzione per gli anni di specializzazione non pagati. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio ma, a causa della presentazione tardiva della rinuncia (solo tre giorni prima dell'udienza), ha esercitato il suo potere discrezionale previsto dall'art. 391 c.p.c., condannando i medici a rimborsare una parte delle spese legali sostenute dallo Stato, motivando la decisione con la mancata possibilità per la controparte di evitare l'attività difensiva.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30145/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione negli anni '80. La Corte ha confermato la consolidata giurisprudenza sulla prescrizione medici specializzandi, stabilendo che il diritto al risarcimento si è estinto per il decorso del termine decennale. Inoltre, i ricorrenti sono stati condannati per lite temeraria, avendo agito contro un orientamento giuridico ormai pacifico.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30147/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento per non aver ricevuto compenso durante la specializzazione. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che il diritto al risarcimento si è estinto per prescrizione, essendo decorso il termine decennale a partire dalla legge n. 370/1999. È stata inoltre inflitta una condanna per lite temeraria, data la palese infondatezza dei ricorsi basati su questioni già ampiamente decise dalla giurisprudenza.
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