LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Pagina 8 di 26

508 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Buoni postali fruttiferi: tassi e timbri sul retro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due risparmiatori riguardo ai tassi di interesse dei loro buoni postali fruttiferi. La Corte ha confermato che i decreti ministeriali che modificano i rendimenti prevalgono sulle condizioni prestampate sul titolo, soprattutto quando un timbro specifico indica l'applicazione di una nuova serie (in questo caso la "Q/P"). L'affidamento dei risparmiatori sulla tabella originaria non è stato ritenuto tutelabile, poiché il timbro era un chiaro indicatore del cambiamento normativo.
Continua »
Compenso professionale avvocato: la Cassazione decide
Un professionista legale ha citato in giudizio un ente comunale per ottenere il pagamento del suo compenso professionale per un'attività difensiva svolta. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la validità della convenzione che stabiliva un compenso forfettario e condannando il legale per lite temeraria. La Corte ha chiarito che la forma scritta del contratto di patrocinio con la Pubblica Amministrazione è soddisfatta dal rilascio della procura e dal richiamo alla delibera di incarico.
Continua »
Danno reputazionale: non basta il protesto illegittimo
Un amministratore di società chiede il risarcimento per danno reputazionale a seguito del protesto illegittimo di un assegno. La Cassazione conferma le decisioni di merito, rigettando la tesi del danno 'in re ipsa' e ribadendo che l'attore deve allegare e provare l'effettivo pregiudizio subito, non essendo sufficiente la sola illegittimità del protesto.
Continua »
Rimborso spese legali: niente fattura al soccombente
Un avvocato, condannato al pagamento delle spese in un precedente giudizio, ha citato il legale della controparte per non aver emesso fattura. La sua richiesta di risarcimento è stata respinta in primo grado e l'appello è stato dichiarato inammissibile perché la causa, di valore inferiore a 1.100 euro, era stata decisa secondo equità. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità, ribadendo che per il rimborso spese legali non è dovuta alcuna fattura dalla parte vittoriosa a quella soccombente.
Continua »
Ferie non godute: onere della prova del datore
Un dipendente pubblico, al momento del pensionamento, ha richiesto il pagamento di una cospicua indennità per ferie non godute. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le sentenze precedenti. È stato stabilito che il datore di lavoro non è tenuto a pagare se dimostra di aver adeguatamente informato il lavoratore, invitandolo a fruire delle ferie e avvisandolo della loro perdita in caso di mancato godimento. In questo caso, l'azienda ha soddisfatto tale onere probatorio.
Continua »
Posizione organizzativa: no al demansionamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata assegnazione di una posizione organizzativa a un dipendente pubblico non costituisce demansionamento. L'ordinanza analizzata chiarisce la natura temporanea di tali incarichi, che non alterano la categoria contrattuale del lavoratore. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un dipendente che lamentava una valutazione non comparativa, ribadendo che il giudice di legittimità non può riesaminare il merito delle scelte datoriali già vagliate nei gradi precedenti.
Continua »
Danno da reato fiscale: il giudicato penale vincola
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre imprenditori condannati a risarcire lo Stato per un danno da reato fiscale. L'ordinanza stabilisce che, anche in caso di prescrizione del reato, gli accertamenti sui fatti illeciti contenuti nella sentenza penale hanno efficacia di giudicato nel successivo processo civile per la liquidazione del danno, impedendo una nuova discussione nel merito.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione e l’abuso del processo
Un fideiussore impugna in Cassazione la sentenza d'appello che confermava un debito verso una banca. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per plurimi vizi, tra cui la genericità e la violazione della 'doppia conforme'. Sottolinea inoltre la funzione del nuovo art. 380-bis c.p.c., sanzionando il ricorrente per abuso del processo.
Continua »
Riscossione frazionata e pendenza di giudizio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25469/2024, si è pronunciata sul tema della riscossione frazionata dei tributi. Il caso riguarda un'associazione Onlus che, dopo la cancellazione dal registro e i conseguenti avvisi di accertamento, otteneva la reintegrazione con effetto retroattivo. La Corte ha stabilito che la riscossione provvisoria diventa illegittima se la sentenza di primo grado, su cui si basa, viene riformata o se l'atto impositivo presupposto viene annullato, come nel caso di specie, dove la reintegrazione nel registro Onlus ha fatto venir meno il fondamento stesso della pretesa fiscale.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
In una controversia su buoni postali, i ricorrenti hanno presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito di una nuova sentenza di riferimento ('leading case'). La Corte ha dichiarato il giudizio estinto e ha compensato integralmente le spese legali, motivando che l'orientamento giurisprudenziale decisivo si era consolidato solo dopo la proposizione del ricorso stesso.
Continua »
Revocatoria compenso professionale: la Cassazione decide
Una società di consulenza chiede l'ammissione al passivo fallimentare per il suo compenso, in prededuzione. Il Tribunale lo ammette in chirografo per un importo ridotto, ritenendo sproporzionato il compenso pattuito e quindi soggetto a revocatoria. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che l'esenzione dalla revocatoria compenso professionale si applica ai pagamenti ma non al contratto sottostante se la prestazione è sproporzionata.
Continua »
Estinzione del giudizio: rinuncia e spese legali
Un gruppo di risparmiatori, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una società di servizi finanziari per il calcolo degli interessi su buoni postali, ha rinunciato all'azione a seguito di una nuova sentenza chiarificatrice. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, decidendo per la compensazione integrale delle spese legali tra le parti. La motivazione risiede nel fatto che il precedente giurisprudenziale che ha reso inutile il ricorso è sorto dopo la sua presentazione, configurando un giusto motivo per la compensazione.
Continua »
Buoni postali fruttiferi: estinzione del giudizio
Una risparmiatrice aveva citato in giudizio un'azienda per il rimborso di alcuni buoni postali fruttiferi, contestando i tassi di interesse applicati. Dopo una sentenza di secondo grado sfavorevole, ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, a seguito di un consolidato orientamento giurisprudenziale contrario alla sua tesi, ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, compensando integralmente le spese legali tra le parti.
Continua »
Indennità di occupazione: l’inerzia non esclude il debito
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prolungata inerzia di un custode giudiziario nel richiedere il pagamento di un'indennità di occupazione non estingue il diritto a riceverla. Un individuo che occupava un immobile pignorato è stato condannato al pagamento, nonostante la tolleranza iniziale del custode. La Corte ha chiarito che il semplice ritardo nell'esercitare un diritto non equivale a una rinuncia né costituisce un concorso di colpa. Tutte le eccezioni procedurali del ricorrente, incluse quelle sulla nullità della perizia e sulla compensazione, sono state respinte perché non correttamente riproposte nel corso del giudizio di primo grado.
Continua »
Servitù di passaggio: Cassazione e onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante una servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia. La decisione sottolinea che il ricorso per Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio per riesaminare i fatti, ma deve limitarsi a censure di legittimità. La Corte ha confermato la validità della decisione di merito, che aveva accertato l'esistenza della servitù basandosi sulle risultanze di una consulenza tecnica, la quale aveva ricostruito lo stato dei luoghi originariamente appartenenti a un unico proprietario.
Continua »
Accessione nel possesso: quando non si eredita la terra
Una società titolare di uno stabilimento balneare ha rivendicato la proprietà per usucapione di un terreno su cui insistevano parte delle sue strutture, invocando l'accessione nel possesso derivante dall'acquisto dell'azienda. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'atto di cessione d'azienda non costituisce un titolo idoneo a trasferire il possesso del terreno. Di conseguenza, non è possibile unire il proprio possesso a quello dei precedenti titolari per maturare i termini dell'usucapione.
Continua »
Tassazione rifiuti speciali: la Cassazione chiarisce
Una società di grande distribuzione ha contestato un avviso di pagamento per la tassa rifiuti (TARES), sostenendo l'esenzione per le aree in cui si formano rifiuti speciali da imballaggio, gestiti in proprio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la superficie dove si producono rifiuti speciali non assimilabili, come gli imballaggi terziari, è esclusa dalla parte variabile del tributo. La sentenza chiarisce i principi sulla tassazione rifiuti speciali, sottolineando l'onere del contribuente di provare la produzione e il corretto smaltimento, e il dovere del giudice di valutare tali prove.
Continua »
Ristretta base sociale: presunzione e prova contraria
Una società di costruzioni e i suoi soci sono stati oggetto di un accertamento fiscale per sottofatturazione e omessa contabilizzazione di ricavi. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'accertamento basato sulle dichiarazioni degli acquirenti, ribadendo il principio della presunzione di distribuzione degli utili in caso di società a ristretta base sociale. Ha inoltre chiarito che i ricavi da vendite immobiliari si considerano conseguiti, ai fini fiscali, alla data del rogito definitivo e non del preliminare.
Continua »
Recesso fideiussione: la prova via raccomandata
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della compensazione operata da un istituto di credito sul conto corrente di un garante. La decisione si fonda su due principi cardine: il perfezionamento del recesso fideiussione tramite raccomandata, la quale gode di una presunzione di conoscenza del contenuto, e la qualificazione del comportamento della banca come abuso del diritto, data la tardività dell'azione rispetto alla comunicazione del recesso.
Continua »
Buoni fruttiferi postali: tassi e timbri parziali
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un risparmiatore titolare di buoni fruttiferi postali serie 'Q/P' emessi su moduli della precedente serie 'P'. A causa di un timbro incompleto che non copriva i tassi dell'ultimo decennio, il risparmiatore richiedeva i rendimenti più alti della vecchia serie. La Suprema Corte ha stabilito che il contratto va interpretato nel suo complesso e che la stampigliatura della nuova serie 'Q/P' prevale. La mancata indicazione dei tassi per l'ultimo periodo costituisce una lacuna contrattuale, che deve essere colmata tramite integrazione con le condizioni previste dal decreto ministeriale istitutivo della nuova serie, e non applicando i vecchi tassi residui.
Continua »