LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 348-bis Codice di Procedura Civile

Pagina 28 di 29

573 provvedimenti

Prescrizione mutuo: la raccomandata vale come prova?
Un debitore ha impugnato una sentenza sostenendo l'estinzione del suo debito per prescrizione mutuo. L'eccezione si basava sulla contestazione di aver ricevuto una raccomandata interruttiva, negando di aver firmato l'avviso di ricevimento. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, stabilendo che l'avviso di ricevimento di una raccomandata costituisce un atto pubblico. Di conseguenza, per contestarne la validità, il debitore avrebbe dovuto avviare una procedura specifica, la querela di falso, cosa che non ha fatto. La Corte ha quindi confermato la piena validità dell'interruzione della prescrizione e del debito.
Continua »
Revoca contributo pubblico: l’onere formale vince
Una società agricola si è vista confermare la revoca di un contributo pubblico per non aver inviato la documentazione periodica richiesta. La Corte di Appello di Firenze ha stabilito che gli adempimenti formali previsti dal bando sono inderogabili e che la notifica via PEC è valida anche con denominazione incompleta, se inviata all'indirizzo ufficiale. La decisione sottolinea la prevalenza degli oneri formali nella gestione dei fondi pubblici e i limiti del sindacato del giudice civile sulle scelte discrezionali della P.A.
Continua »
Responsabilità attività pericolosa: il caso giostra
La Corte d'Appello ha confermato la condanna del gestore di una giostra per le lesioni subite da un ragazzo, qualificando l'uso della giostra sotto la pioggia come responsabilità per attività pericolosa ai sensi dell'art. 2050 c.c. È stato riconosciuto un concorso di colpa del 40% a carico del danneggiato per la sua condotta imprudente. La Corte ha stabilito che la condotta del ragazzo non era sufficiente a interrompere il nesso causale, ma ha contribuito alla causazione del danno. La domanda di manleva nei confronti dell'assicurazione è stata rigettata.
Continua »
Contratto quadro trading: nullo con point and click
Una recente sentenza della Corte di Appello ha dichiarato nullo un contratto quadro trading sottoscritto online con la semplice procedura 'point and click'. Il caso riguardava un'investitrice che, dopo aver perso il suo capitale, ha contestato la validità del contratto per vizio di forma. A differenza del tribunale di primo grado, la Corte d'Appello ha stabilito che la firma elettronica semplice non soddisfa il requisito della forma scritta imposto dalla legge per tali contratti, ordinando alla società di intermediazione la restituzione dell'intera somma versata.
Continua »
Onere della prova mutuo: chi deve dimostrarlo?
Un soggetto eroga una somma per l'acquisto di un'auto a favore della compagna del nipote, chiedendone poi la restituzione come prestito. La Corte d'Appello, confermando la decisione di primo grado, rigetta la domanda. In tema di onere della prova mutuo, spetta a chi agisce per la restituzione dimostrare non solo la dazione di denaro, ma anche il titolo giuridico che fonda l'obbligo di rimborso, non essendo sufficiente la mera ammissione della ricezione da parte del convenuto.
Continua »
Responsabilità Autorità Vigilanza: quando è esclusa
Una risparmiatrice ha citato in giudizio le autorità di vigilanza per le perdite subite a seguito dell'acquisto di azioni di una banca, lamentando una loro omessa supervisione. La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, rigettando la domanda. La sentenza sottolinea che per accertare la responsabilità dell'autorità di vigilanza non bastano allegazioni generiche, ma è necessario provare una specifica omissione colposa e, soprattutto, un nesso di causalità diretto tra tale omissione e il danno subito dall'investitore, elementi che nel caso di specie mancavano del tutto.
Continua »
Responsabilità amministratore: prova e nesso causale
Una società citava in giudizio la sua ex amministratrice per mala gestio, ottenendo in primo grado una condanna al risarcimento di un ingente importo. La Corte d'Appello ha parzialmente riformato la decisione, riducendo la condanna. La sentenza chiarisce due punti cruciali sulla responsabilità amministratore: 1) l'eccezione di nullità della delibera assembleare, sebbene rilevabile d'ufficio, deve fondarsi su fatti già acquisiti al processo, precludendone la proposizione tardiva se richiede nuove prove. 2) La società che agisce ha l'onere di provare non solo la condotta illecita, ma anche il danno concreto e il nesso causale, non potendo la condanna basarsi su pagamenti per cui non è dimostrata la natura lesiva.
Continua »
Vizi della merce: quando il difetto non è grave
Una società acquirente di cavi elettrici contesta la qualità della fornitura a causa di un ritiro anomalo dell'isolante. La Corte d'Appello, confermando la decisione di primo grado, nega la risoluzione del contratto. La sentenza chiarisce che i vizi della merce, se di valore esiguo rispetto alla fornitura totale, non costituiscono un inadempimento grave tale da giustificare lo scioglimento del vincolo contrattuale, valorizzando le conclusioni della Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU).
Continua »
Provvigione agenzia immobiliare: quando è dovuta?
Una recente sentenza della Corte d'Appello analizza il diritto alla provvigione dell'agenzia immobiliare in caso di risoluzione consensuale del contratto preliminare. Il caso riguardava la compravendita di un immobile da costruire. La Corte ha confermato che il diritto alla provvigione sorge alla conclusione dell'accordo, anche se poi le parti decidono di risolverlo. Tuttavia, ha ridotto l'importo della provvigione a quanto effettivamente pattuito, accogliendo parzialmente l'appello del promissario acquirente.
Continua »
Competenza territoriale: l’onere della prova in giudizio
Una società di formazione ha impugnato una sentenza di condanna al pagamento di fatture, eccependo l'incompetenza territoriale del giudice di primo grado e la mancanza di prova del credito. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, chiarendo che chi solleva l'eccezione di incompetenza territoriale ha l'onere di contestare tutti i fori alternativi previsti dalla legge. Inoltre, ha ribadito che le fatture, se corroborate da altre prove documentali come le comunicazioni tra le parti, costituiscono piena prova del credito.
Continua »
Penale eccessiva: la riduzione del giudice d’appello
In una controversia su un contratto preliminare immobiliare, la Corte d'Appello ha affrontato il tema della clausola penale. A seguito dell'inadempimento del promittente venditore, il tribunale di primo grado aveva ordinato la restituzione della caparra e il pagamento di una penale di 100.000 euro. La Corte d'Appello, pur confermando l'inadempimento, ha ritenuto la penale eccessiva. Valutando il comportamento del creditore, che aveva atteso due anni prima di agire, ha ridotto l'importo della penale a 50.000 euro, applicando il potere di riduzione equitativa previsto dalla legge.
Continua »
Simulazione assoluta: vendita fittizia e onere prova
Una banca ha ottenuto la dichiarazione di nullità di una compravendita immobiliare tra il proprio debitore e un'altra società, provando la simulazione assoluta dell'atto. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, valorizzando come prove presuntive le modalità anomale di pagamento, la sproporzione del prezzo e la rinuncia all'ipoteca legale, ponendo a carico dell'acquirente l'onere di dimostrare l'effettivo pagamento.
Continua »
Valore probatorio modulo CAI: la guida completa
Una recente sentenza del Tribunale di Torino ribalta una decisione di primo grado, attribuendo pieno valore probatorio al modulo CAI firmato da entrambi i conducenti in un sinistro stradale. Il Tribunale ha interpretato la dichiarazione di uno dei conducenti di aver "urtato" l'altro veicolo come un'implicita assunzione di responsabilità, invertendo così l'onere della prova a carico dell'assicurazione. La sentenza ha quindi condannato la compagnia assicurativa e il responsabile al risarcimento integrale del danno, comprensivo di interessi, rivalutazione e spese legali sostenute nelle varie fasi del lungo contenzioso, sottolineando che il modulo CAI, se non contestato con prove concrete, è un elemento decisivo per l'accertamento delle responsabilità.
Continua »
Occupazione illegittima: la prova della proprietà
Un Comune ha citato in giudizio un'emittente radiofonica per l'occupazione illegittima di un terreno con un impianto di trasmissione. In primo grado la domanda è stata respinta per carenza di prova della proprietà. La Corte d'Appello ha riformato la sentenza, riconoscendo la proprietà del Comune sulla base di visure catastali storiche e perizie. Di conseguenza, ha dichiarato l'occupazione illegittima, ordinato la rimozione dell'impianto e condannato l'emittente al risarcimento del danno per la perdita della possibilità di godimento del bene, liquidato in via equitativa.
Continua »
Risoluzione contratto appalto: quando spetta il compenso?
La Corte di Appello di Roma ha confermato la risoluzione di un contratto di permuta di un terreno contro futuri appartamenti, a causa del grave inadempimento della società costruttrice che non ha completato le opere. La sentenza chiarisce che, in caso di risoluzione contratto appalto per colpa dell'appaltatore, questi non ha diritto al compenso per i lavori parzialmente eseguiti se non dimostra che tali lavori abbiano arrecato un'utilità concreta e reale al committente. È stata inoltre rigettata la domanda di indennizzo per ingiustificato arricchimento.
Continua »
Inammissibilità appello: motivi e conseguenze
La Corte d'Appello dichiara l'inammissibilità dell'appello proposto da un promittente venditore contro la sentenza che lo condannava a restituire una somma a una curatela fallimentare. La decisione si fonda su vizi procedurali, come la riproposizione di eccezioni già respinte in sede cautelare e la genericità dei motivi di gravame. La Corte ha inoltre condannato l'appellante per lite temeraria, evidenziando la manifesta infondatezza delle sue censure.
Continua »
Restituzione prestito: la prova del contratto di mutuo
La Corte d'Appello conferma la condanna alla restituzione di un prestito di 12.000 euro, erogato tramite bonifici con causale esplicita. La sentenza chiarisce che l'azione va qualificata come adempimento contrattuale di mutuo e non come arricchimento senza causa. La prova del trasferimento del denaro con una causale chiara sposta l'onere della prova sul debitore, che deve dimostrare l'esistenza di un titolo diverso che giustifichi il trattenimento della somma. La richiesta di restituzione prestito è stata quindi accolta.
Continua »
Pagamento assegno non trasferibile: diligenza banca
Una società inviava per posta ordinaria degli assegni non trasferibili, che venivano rubati e incassati da impostori. La banca negoziatrice li identificava con documenti d'identità che apparivano validi. La Corte d'Appello, ribaltando la sentenza di primo grado, ha escluso la responsabilità della banca. Ha stabilito che il pagamento di un assegno non trasferibile, effettuato dopo aver verificato un singolo documento d'identità valido e senza palesi segni di falsificazione, soddisfa l'obbligo di diligenza professionale, liberando la banca da colpa.
Continua »
Prova del pagamento: fattura con ‘pagato’ non firmata
La Corte di Appello di Genova ha stabilito che la semplice dicitura 'pagato' su una fattura non costituisce prova del pagamento se non è accompagnata dalla firma del creditore. Nel caso esaminato, un'azienda che si opponeva a un decreto ingiuntivo non è riuscita a dimostrare di aver saldato il debito, vedendo il proprio appello respinto. La sentenza sottolinea l'importanza della quietanza firmata per avere efficacia probatoria.
Continua »
Risarcimento Danno Violenza Privata: la decisione
Un lavoratore, costretto con minacce e percosse a firmare le proprie dimissioni, ottiene una condanna penale per i suoi datori di lavoro e avvia una causa per il risarcimento del danno. La Corte d'Appello, nel confermare il diritto al risarcimento danno per violenza privata, riforma parzialmente la sentenza di primo grado. La Corte chiarisce la ripartizione della responsabilità tra i convenuti e ordina di detrarre dal totale un acconto già versato, stabilendo i criteri di calcolo per la devalutazione e gli interessi.
Continua »